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11 Giugno Giu 2017 2346 11 giugno 2017

Francia: la crisi del Front National, snobbato e diviso

Il partito delude al primo turno delle Legislative. E in parlamento non riuscirà neanche a formare un gruppo. Mentre Marine Le Pen deve fare i conti non la fronda interna, guidata da Philippot.

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Il "primo partito di Francia", come amava definirsi il Front National, perde l'Eliseo, crolla alle Legislative e resta con un pugno di mosche e spaccato al suo interno. Finito in una spirale negativa dalla sera del duello televisivo, in cui Marine Le Pen candidata alle Presidenziali fu ridicolizzata da Emmanuel Macron, il Fn non è riuscito neppure nel traguardo di portare 15 deputati in Assemblée Nationale, il minimo per poter formare un gruppo parlamentare. Il segretario Nicolas Bay è stato eliminato al primo turno, il Front rischia ancora una volta l'emarginazione politica. Ma quel che è peggio, il movimento sembra ormai irrimediabilmente dilaniato al suo interno.

FAIDA NEL PARTITO. Finora il pugno duro di Marine - stanca ma irriducibile - ha tenuto a bada il malessere. Ma dopo anni di battaglia con il padre e fondatore del partito Jean-Marie, un'incompatibilità evidente con la nipote Marion - che si è ritirata temporaneamente dalla politica - vive adesso da separata in casa con Florian Philippot, numero due e "stratega" del partito. È quindi Marine che appare ora isolata, e può resistere soltanto vincendo il ballottaggio domenica prossima nella sua circoscrizione. L'obiettivo è alla sua portata, dopo aver ottenuto il 45% l'11 giugno contro il 20% della principale rivale, Anne Roquet, di En Marche!. Sarebbe una vittoria personale - dopo due fallimenti proprio nella circoscrizione amica di Henin-Beaumont - e simbolica, contro la rappresentante del partito di Emmanuel Macron.

EUROSCETTICISMO DIMEZZATO. L'obiettivo dell'uscita dall'euro - che Marine Le Pen vorrebbe abbandonare per manifesta impopolarità presso i francesi - resta una priorità per molti nel partito, compreso Philippot. Questi ed altri temi, come l'alleanza con i sovranisti di Nicolas Dupont-Aignan (che avrebbe dovuto diventare il 'suo' primo ministro), sono i nodi da sciogliere in un prossimo futuro che si annuncia caldissimo nel partito.

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