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12 Giugno Giu 2017 1240 12 giugno 2017

Russia, il leader dell'opposizione Navalni di nuovo arrestato

L'attivista fermato sotto casa diretto a una manifestazione contro la corruzione. Si era rifiutato di spostare il luogo del corteo in periferia. Scontri in piazza. Centinaia di manifestanti fermati.

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È finita come doveva finire. Ovvero con una sfilza di fermi da parte della polizia e accuse incrociate tra le autorità e gli uomini di Alexei Navalni. Che alla manifestazione 'selvaggia' - ovvero non autorizzata da parte del Comune di Mosca - non è riuscito neppure a metter piede poiché bloccato dalle forze dell'ordine sull'uscio di casa mezz'ora prima dell'ora X: ora rischia 30 giorni di arresto amministrativo.

PROTESTA NEL LUOGO DELLA PRECEDENTE MANIFESTAZIONE. Il blogger, ormai ufficialmente nemico pubblico numero uno del Cremlino, alla vigilia dell'evento programmato a corso Sakharov (questa volta con l'ok delle autorità) ha infatti esortato i suoi sostenitori - in gran parte giovanissimi, quasi adolescenti - a convergere sulla centralissima Tverskaya, già teatro della poderosa manifestazione dello scorso 26 marzo, e a unirsi ai festeggiamenti organizzati per il giorno della Russia, che cadeva appunto oggi.

PRESENTI QUASI 2 MILA PERSONE. Navalni, in un post sul suo sito, ha denunciato atti di «ostruzionismo» da parte delle autorità nei confronti delle ditte che avrebbero dovuto montare il palco e fornire assistenza all'evento. «Andare avanti in queste condizioni vorrebbe dire tradire noi stessi: siamo disponibili al compromesso ma non a essere umiliati». E così via al piano B, lo scontro con le autorità. A corso Sakharov, ad ogni modo, si sono presentate circa 2 mila persone, compreso l'organizzatore materiale dell'evento, il direttore del fondo anti-corruzione di Navalni, Roman Rubanov.

«Buona giornata della Russia!», ha scritto l'attivista su twitter immortalando la pattuglia della polizia che lo aspettava sotto casa.

«Quando sono arrivato ho visto che stavano parlando delle persone che non conosco: ho chiesto alla polizia di fermarli e sono stato arrestato», ha scritto su Twitter Rubanov. Non il primo e nemmeno l'ultimo. I manifestanti, muniti di bandiere russe, una volta raggiunta la Tverskaya hanno iniziato a premere per essere ammessi ai festeggiamenti 'ufficiali' (ovvero celebrazioni storiche in maschera). Gli 'omon' - agenti in tenuta anti-sommossa - e i soldati della Guardia nazionale sono allora entrati in azione.

ALMENO 750 FERMI A MOSCA. Per l'ong 'Ovd Info' i fermi sono almeno 750 nella capitale e 900 a San Pietroburgo - ma il bilancio ufficiale del ministero dell'Interno è più modesto, per quanto in continuo aggiornamento. Le proteste si sono svolte in tutto il Paese, il più delle volte in modo pacifico e senza arresti. A Mosca invece si sono vissuti momenti di alta tensione, soprattutto in piazza Pushkin, dove si è diffusa la notizia che la polizia aveva lanciato i lacrimogeni. In realtà pare che siano stati dei manifestanti a usare gli spray urticanti contro gli agenti. Uno è stato identificato e arrestato (e subito bollato dal braccio destro di Navalni, Leonid Volkov, come un «agente provocatore»).

PESTAGGI DELLA POLIZIA. La polizia ad ogni modo non ha fatto sconti: vi sono casi documentati di pestaggi da parte degli agenti e su Twitter alcuni attivisti hanno denunciato violenze nei commissariati. Molti oppositori di rango sono stati fermati: così Ilya Yashin, ex vice segretario di Parnas e amico di Boris Nemtsov, così Maria Baronova di Open Russia, l'organizzazione fondata dall'ex oligarca Mikhail Khodorkovsky. Per il Comune di Mosca alla manifestazione hanno preso parte «5 mila persone» ed è stata una «provocazione da parte di gente non normale». In tutto questo Vladimir Putin, al Cremlino, come da tradizione distribuiva i premi per i russi che si sono distinti nel corso dell'anno e consegnava i passaporti ai 14enni vincitori di concorsi, tornei o campioni negli studi. I bravi ragazzi, insomma.

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