Mosca, caso Sessions ostacolo il dialogo
13 Giugno Giu 2017 2116 13 giugno 2017

Russiagate, Sessions: «Collusione è bugia odiosa»

Il ministro della Giustizia americano ha testimoniato davanti alla commissione Intelligence del Senato. Negando ogni coinvolgimento.

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Il ministro della Giustizia degli Stati Uniti, Jeff Sessions, nega ogni coinvolgimento nel Russiagate, il caso delle possibili ingerenze di Mosca nelle ultime elezioni presidenziali americane e dei presunti contatti in proposito fra lo staff di Donald Trump e funzionari fedeli a Vladimir Putin. «Non ho partecipato ad alcun incontro con i funzionari russi sulle elezioni e non ricordo nessun incontro con l'ambasciatore russo Sergei Kislyak. Non ho mai incontrato né ho mai avuto colloqui con alcun russo né con alcun funzionario straniero riguardo a qualsiasi tipo di interferenza in qualsiasi campagna di elezione negli Stati Uniti», ha detto Sessions alla commissione Intelligence del Senato Usa.

L'INDIGNAZIONE DI SESSIONS. Sessions è apparso indignato: «L'ipotesi che io abbia avuto parte in qualsiasi tipo di collusione, o che io sia stato al corrente di qualsiasi collusione con il governo russo al fine di danneggiare questo Paese, che ho servito con onore per 35 anni, o l'ipotesi di minare l'integrità dei nostri processi democratici, è una terribile e odiosa bugia». E aggiunge: «Non sono a conoscenza di simili conversazioni da parte di nessuno che fosse collegato alla campagna presidenziale di Trump», ha aggiunto Sessions.

AMMISSIONI A DENTI STRETTI. Il ministro parla la stessa aula con i senatori della commissione Intelligence, dove giovedì scorso ha testimoniato l'ex direttore del Fbi James Comey, licenziato da Trump, che sotto giuramento aveva detto: «Il presidente su di me ha mentito e Mosca ha interferito sul voto americano». Incalzato dalle domande, Sessions qualcosa ammette: «Ho avuto due soli incontri con l'ambasciatore russo Sergey Kislyak e non tre come ipotizzato da James Comey, l'ex direttore dell'Fbi, ma sono stati incontri durante i quali non c'è stato nulla di non appropriato». A una domanda più precisa sulla sua conversazione con Kislyak, all'hotel Mayflower di Washington nell'aprile 2016, Sessions risponde così: «È possibile che ci sia stata, ma certo non è stata impropria». In quell'occasione era presente anche il genero di Trump, Jared Kushner, ha precisato.

CONVERSAZIONI REGISTRATE ALLA CASA BIANCA? IL GIALLO CONTINUA. «Ho fiducia nel procuratore speciale per il Russiagate, Robert Mueller», ha poi affermato, «ma non ho idea se Trump abbia fiducia in Mueller». E a chi gli ha chiesto un commento sulle indiscrezioni secondo cui il presidente Trump sta valutando il licenziamento di Mueller - scelto dal dipartimento di Giustizia dopo il siluramento del direttore dell'Fbi James Comey - Sessions ha risposto: «Non intendo discutere di ipotesi». Infine, rispondendo a una domanda del senatore repubblicano Marco Rubio: «Non so» se il presidente Donald Trump «registri le conversazioni alla Casa Bianca».

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