Grattacielo 9
15 Giugno Giu 2017 1922 15 giugno 2017

Rogo nel grattacielo, polizia: «Speriamo meno di 100 morti»

Si rischia un bilancio tragico nell'incendio alla Torre Grenfell. Per adesso il numero appurato delle vittime è di 17. Aperta un'inchiesta.

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Nel giorno della visita della Regina Elisabetta e del principe William nella zona della Grenfell Tower a Londra il bilancio delle vittime sale a 30 morti accertati. A renderlo noto Stuart Cundy, capo operazioni di Scotland Yard, precisando che un ferito è tra l'altro morto in ospedale per la gravità delle lesioni riportate. I feriti tuttora ricoverati sono 20, diversi dei quali in gravi condizioni.

BILANCIO DESTINATO AD AGGRAVARSI. Cundy ha poi confermato che comunque il bilancio dei morti è destinato ad aggravarsi e che fra le rovine del grattacielo di North Kensington ci sono solo resti umani da identificare. Il numero dei dispersi è tuttora «considerevole», ha aggiunto, pur senza poter dare una stima precisa.

POLIZIA: «CAPISCO ANGOSCIA FAMIGLIE». Il funzionario di polizia si è detto consapevole dell'angoscia delle famiglie delle persone che mancano all'appello e della richiesta di informazioni in tempi rapidi assicurando che si sta lavorando per rendere «il più veloce possibile» l'identificazione delle vittime, ma ha evidenziato ancora una volta la complessità di uno scenario così estremo.

ESCLUSA IPOTESI DOLOSA. Cundy ha anche spiegato che la polizia «al momento esclude» l'ipotesi dolosa nell'incendio alla Grenfell Tower. Il capo operazioni ha inoltre sottolineato che le indagini e i rilievi proseguono a pieno ritmo, in collaborazione con i vigili del fuoco, per risalire alle cause esatte dell'incendio e determinare le eventuali ipotesi di reato nell'ambito dell'indagine penale aperta formalmente ieri.

LA POLIZIA SPERA CI SIANO MENO DI 100 VITTIME. Nella serata del 15 giugno un comunicato della polizia si era augurata che il numero delle vittime non superasse i 100 morti. Intanto un'inchiesta penale è stata aperta sull'incendio. Lo ha annunciato Scotland Yard, senza precisare per ora i reati ipotizzati, che possano andare dalla negligenza criminale, alla violazione di norme di sicurezza fino a eventuali ipotesi dolose al momento non avanzate.

«NON CI SONO SPERANZE PER GLORIA E MARCO». «Ho sentito la registrazione della telefonata di Gloria alla mamma. Le dice grazie per quello che ha fatto per lei. Stavano dando un addio. Non ci sono motivi per sperare che Gloria e Marco siamo ancora vivi»: a dirlo l'avvocato Maria Cristina Sandrin, legale della famiglia di Gloria Trevisan, la giovane padovana dispersa nell'incendio assieme al fidanzato Marco Gottardi. «Gloria», ricorda la legale, «si era laureata il 18 ottobre ed è andata a Londra perché qui non ci sono possibilità professionali neanche per chi si laurea con 110».

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