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TENSIONI 4 Luglio Lug 2017 0833 04 luglio 2017

Corea del Nord, missile intercontinentale in acque giapponesi

Secondo gli esperti sarebbe stato in grado di raggiungere l'Alaska. Washington chiede una riunione d'emergenza del Consiglio di sicurezza dell'Onu. Trump: «La Cina li fermi una volta per tutte»

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Gli Stati Uniti hanno chiesto una riunione d'emergenza del Consiglio di Sicurezza Onu dopo il lancio dell'ultimo missile della Nord Corea. Lo ha fatto sapere il portavoce della missione Usa al Palazzo di Vetro. La riunione a porte chiuse potrebbe tenersi il 5 luglio. Washington ritiene infatti che quello lanciato da Pyongyang sia un probabile missile balistico intercontinentale a due stadi e cioè a lunga gittata. Il presidente Donald Trump ha sollecitato Pechino a «mettere fine a quest'assurdità» e a fermare il vicino riottoso e l'alleato storico minacciando di «fare da solo».

IL LANCIO DURANTE L'INDEPENDENCE DAY. Il lancio è avvenuto nel giorno della festa dell'Indipendenza americana, della visita del presidente cinese Xi Jinping a Mosca da Vladimir Putin e alla vigilia del G20 di Amburgo, in una mossa non casuale e che aumenta i rischi di «scontri e incidenti». Il giovane generale, il cui ordine sul test è stato impartito lunedì, è la prova - ha marcato la tv di Stato Kctv in un «annuncio importante» del primo pomeriggio - che Pyongyang può «colpire qualsiasi parte del mondo con il potenziale nucleare». Il missile ha seguito la traiettoria con altitudine massima di 2.802 km e distanza di circa 933 km in un volo durato 39 minuti, prima di cadere nel mar del Giappone e nella zona economica esclusiva nipponica, ha denunciato Tokyo. «La Corea del Nord ha lanciato un vettore balistico dalle vicinanze di Banghyon, provincia di North Pyongan, intorno alle 9:40 locali (2:40 in Italia)», ha reso noto il Comando di Stato maggiore congiunto di Seul, propendendo a identificare il missile con un Hwasong-12, alimentato a combustibile solido e testato a maggio come modello a medio-lungo raggio, piuttosto che con uno del tutto nuovo.

DECIMO TEST DEL 2017. Il test, per altro verso, è il decimo del 2017 e il primo dopo l'incontro del weekend a Washington tra Trump e il presidente sudcoreano Moon Jae-in in cui i due leader hanno concordato di tenere la «massima pressione» su Pyongyang perché abbandoni i suoi piani missilistici e atomici. Il premier nipponico Shinzo Abe, in partenza per Amburgo, ha affermato che la mossa di Kim «mostra chiaramente l'accresciuta minaccia del Nord», assicurando che al G20 avrebbe chiesto l'apporto «costruttivo» di Xi e Putin sulla questione. Moon, convinto della necessità di ristabilire un dialogo, si è augurato che «Pyongyang non superi la linea rossa» non essendo in grado di definire gli eventuali scenari. Putin, dopo l'incontro con Xi, ha detto di condividere la proposta cinese dello stop «simultaneo» tra piani nucleari del Nord ed esercitazioni militari su vasta scala Washington-Seul, proposta bocciata dagli Usa, al fine di riaprire un negoziato.

ARMI AMERICANE A TAIWAN. Trump, in giornata, ha criticato Kim affidandosi a Twitter: «Ha veramente niente di meglio da fare nella sua vita?», mentre il tycoon si è detto «convinto che Corea del Sud e Giappone non sopporteranno tutto questo a lungo e che forse la Cina farà un'azione più decisa sul Nord». Nel colloquio telefonico avuto lunedì, Trump e Xi hanno riaffermato la denuclearizzazione della penisola coreana come obiettivo primario. Pechino, tuttavia, ha difeso gli sforzi finora fatti sulla vicenda. «Il contributo è stato ben riconosciuto e il suo ruolo è indispensabile», ha detto il portavoce del ministro degli Esteri Geng Shuang in conferenza stampa. Del resto, l'ultima incursione del cacciatorpediniere Uss Stethem nel mar Cinese meridionale vicino all'isola Triton, nell'ambito della libertà di navigazione, e la vendita di armi americane a Taiwan per oltre un miliardo di dollari, hanno irritato molto Pechino.

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