Migranti: passo formale Italia con Ue
4 Luglio Lug 2017 1548 04 luglio 2017

Migranti, il piano Ue per l'Italia: un centro di salvataggio in Libia

Proposti anche altri finanziamenti. Il mandato dell'operazione Triton verrà esaminato dall'Agenzia Ue. E Tripoli, Tunisi e Il Cairo dovrebbero aprire i loro propri centri.

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Un centro di salvataggio e coordinamento direttamente sulle coste nordafricane, più finanziamenti sia all'Italia sia alla Libia e la mobilitazione di diverse agenzie Ue. anche per l'esame "urgente" dell'operazione Triton. Sono questi alcuni degli elementi del piano per l'Italia annunciato dalla Commissione Ue il 4 luglio 2017.

ALL'ITALIA 35 MILIONI DI EURO IN PIÙ. In particolare la Commissione è pronta a sostenere la creazione di un centro operativo di soccorso e coordinamento direttamente «in Libia», e questo potrebbe essere l'effetto più importante del progetto, e poi a stanziare 35 milioni in più all'Italia per la gestione dei migranti. Nuovi funzionari dello European Asylum and Support office saranno inviati per aiutare il nostro Paese a gestire le domande di accoglienza. Ma nel piano c'è anche la scelta di far esaminare urgentemente all'European Board and Coast Guard Agency le proposte italiane riguardo all'operazione Triton.

UN ESAME SUL'OPERAZIONE TRITON? L'operazione Triton non è nata da una decisione del Consiglio Ue, è organizzata su base volontaria da Frontex e alcuni Stati membri, quindi il passaggio per l'agenzia europea potrebbe essere l'unico modo per fare pressing sugli altri Stati sul nodo degli sbarchi nei porti. Inoltre la Commissione prevede nuovi accordi con i Paesi di origine dei migranti, a partire da Niger e Mali. E è pronta a investire altri 200 milioni nell'Eu Africa Trust Fund per il 2018. Agli altri Paesi Ue viene chiesto di contribuire per almeno 2,6 miliardi, oltre che di implementare ricollocamenti e rimpatri, di progredire con la riforma di Dublino.

AVANTI CON PROCEDURE, AUMENTARE LA DETENZIONE. Ma anche al nostro Paese sono rivolte alcune richieste: attuare rapidamente il piano Minniti, aumentando il periodo di detenzione dei migranti in linea con la legge Ue, di stilare il protocollo di condotta per le Ong e andare avanti con le pratiche utili al ricollocamento - in particolare dei richiedenti asilo di nazionalità eritrea che hanno ottime possibilità di ottenere la protezione e rientrano dunque nel meccanismo di ricollocamento Ue, ma su cui l'Italia è molto indietro con i processi di registrazione. E ancora centralizzare le procedure, aumentare gli hotspot, considerare la possibilità di restrizioni alla residenza, mostrare più felssibilità nelle operazioni di controllo con altri Paesi Ue.

La sintesi del piano di azione Ue.

L'Ue annuncia di essere pronta a rafforzare il controllo della frontiera meridionale della Libia attraverso la cooperazione con il G5 del Sahel e di fornire nuovo sostegno finanziario al programma di rimpatri da Libia e Niger, già avviato dall'Alto rappresentante per gli Affari Esteri, Federica Mogherini, in cooperazione con l'organizzazione internazionale delle migrazioni. In più l'Ue lancia e finanzia assieme all'Agenzia Onu un nuovo schema di ricollocamento da Libia, Egitto, Niger, Etiopia e Sudan. E soprattutto chiede a Tunisia, Libia ed Egitto di dichiarare le loro aree di "sear and rescue" e stabilire i loro centri di coordinamento e salvataggio e invita gli Stati membri ad aiutarla a fare impegnare i nostri vicini.

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