Austria
4 Luglio Lug 2017 1438 04 luglio 2017

Migranti, l'Austria schiera i mezzi corazzati al Brennero

Vienna ha deciso di mobilitare l'esercito per fermare qualsiasi flusso di migranti proveniente dall'Italia. Le autorità sarebbero pronte a schierare fino a 750 militari. E la Farnesina convoca l'Ambasciatore austriaco.

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L'Austria è pronta a schierare fino a 750 militari al Brennero «molto presto» se il flusso di migranti dall'Italia non diminuirà. Lo ha annunciato il ministro della Difesa austriaco Hans Peter Doskozil al quotidiano Kronen Zeitung. «Credo che molto presto saranno attivati controlli alle frontiere e ci sarà bisogno di un dispiegamento dell'esercito«, ha dichiarato il ministro sottolineando che la misura sarà «indispensabile se l'afflusso di migranti dall'Italia non diminuisce».

MINISTRO DEGLI ESTERI: «PRONTI A DIFENDERE I CONFINI». Dello stesso avviso anche il ministro degli esteri austriaco Sebastian Kurz secondo il quale «i preparativi per i controlli alla frontiera con l'Italia non sono solo giusti ma anche necessari. Noi ci prepariamo e difenderemo il nostro confine del Brennero se ciò sarà necessario». Kurz ha detto che il nuovo provvedimento è una risposta diretta a Roma e a Bruxelles: «Abbiamo accolto più persone di quanto non abbiano fatto gli altri stati europei. L'Ue deve chiarire che un soccorso attuato nel Mediterraneo non è un ticket per l'Europa». Kurz ha poi aggiunto che i profughi andrebbero respinti o fermati lungo le frontiere esterne portandoli su isole come Lampedusa.

CONVOCATO L'AMBASCIATORE AUSTRIACO. Intanto il ministero degli Esteri ha pubblicato una nota in cui comunica che «a eguito delle dichiarazioni del governo austriaco circa lo schieramento di truppe al Brennero, il Segretario Generale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Amb. Elisabetta Belloni, ha convocato stamane alla Farnesina l'Ambasciatore austriaco a Roma, René Pollitzer».

AUSTRIA IN CAMPAGNA ELETTORALE. A gettare un po' di acqua sul fuoco è stato il governatore altoatesino Arno Kompatscher: «Sostanzialmente non c'è nulla di nuovo, dato che spesso l'Austria ha richiamato l'attenzione sulla questione dei migranti. C'è da considerare che Vienna si prepara alle elezioni e le disposizioni sul Brennero vanno lette in parte come un messaggio interno, direi di tipo elettorale».

«SERVE SPIRITO DI SOLIDARIETA'». Il leader del Svp ha anche raccontato di aver sentito il suo collega del Tirolo Günther Platter per avere un quadro della situazione: «È necessario che noi tutti si lavori per il medesimo fine, da un lato evitando che aumenti il numero delle vittime che crescono nel Mediterraneo e, dall'altro, trovando i mezzi per controllare la situazione nel quadro dell'ordinamento internazionale». «Tutto questo» ha concluso il presidente «va attuato con determinazione ma anche con il necessario spirito di solidarietà da tutti gli stati europei».

TRANQUILLA LA SITUAZIONI AL TARVISIO. Tutto tranquillo invece in un altro punto di contatto tra Austra e Italia, il valico di Tarvisio come confermato da Renzo Zanette, sindaco del comune in provincia di Udine. Al valico di confine tarvisiano da tempo è in atto il dispositivo di controllo con pattuglie miste della Polizia italiana e di quella austriaca. In particolare vengono controllati tutti i passeggeri in transito sui treni tra Italia e Austria, con i migranti che vengono fermati e fatti scendere prima di varcare il confine, rispettivamente a Villach o a Tarvisio.

NESSUNA COMUNICAZIONE DELL'AUSTRIA ALL'UE. Un portavoce del commissario Ue per l'Immigrazione Dimitris Avramopoulos ha detto che la Commissione non è stata informata dei controlli di confine annunciati dal ministro della Difesa austriaco Hans Peter Doskozil. La portavoce ha affermato che sono state lette notizie di stampa su questo tema ma «attualmente non abbiamo avuto nessuna comunicazione da parte dell'Austria».

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