Siria: Johnson cancella visita in Russia
5 Luglio Lug 2017 1252 05 luglio 2017

Charlie, Johnson ad Alfano: «Non può essere trasferito in Italia»

Il ministro degli Esteri britannico ha ringraziato il nostro Paese per la disponibilità, ma ragioni legali impediscono di portare il bambino a Roma.

  • ...

È impossibile accogliere la richiesta dell'Italia di ricoverare a Roma il piccolo Charlie Gard, affetto da una malattia genetica incurabile. Dopo il no del Great Ormond Street Hospital, il concetto è stato ribadito dal ministro degli Esteri britannico Boris Johnson al titolare della Farnesina, Angelino Alfano, nel corso di un colloquio telefonico. Johnson ha espresso «gratitudine e apprezzamento per l'offerta italiana», ma ha spiegato che ragioni legali impediscono alla Gran Bretagna di accoglierla.

LA RICHIESTA DELLA MAMMA ALL'OSPEDALE BAMBIN GESÙ. In un'intervista al tabloid Sun, i genitori del bambino hanno fatto sapere che il sostegno arrivato da papa Francesco e dal presidente americano Donald Trump sta dando loro l'energia necessaria per affrontare le ultime ore di vita di Charlie. Per chiedere il trasferimento di suo figlio la mamma di Charlie aveva telefonato direttamente a Mariella Enoc, presidente dell'ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma: «È una signora molto determinata. Difficile dire se ci sia accanimento terapeutico o no, mi astengo da ogni giudizio».

CHARLIE VIVE DA MESI NEL REPARTO DI TERAPIA INTENSIVA. Charlie, che oggi ha 10 mesi, da quando ne ha quattro vive nel reparto di terapia intensiva del Great Ormond Street Hospital, considerato il miglior ospedale pediatrico di Londra. Gli è stata diagnosticata la sindrome da deplezione del Dna mitocondriale, una malattia molto rara che ha colpito finora soltanto 16 bambini in tutto il mondo e che causa un progressivo indebolimento muscolare.

SECONDO LA SCIENZA NON ESISTE POSSIBILITÀ DI MIGLIORAMENTO. Il 12 aprile scorso l’Alta Corte Britannica ha stabilito il diritto da parte dell’ospedale a sospendere le cure. A quel punto i genitori si sono rivolti alla Corte europea dei diritti umani, perché la sentenza britannica avrebbe violato la libertà di cura e quella di movimento del bambino, ma anche in questo caso la loro istanza è stata respinta. Dopo aver tentato diverse terapie, i medici hanno stabilito che per Charlie non esiste alcuna possibilità di miglioramento. Anzi, il bambino è destinato ad andare incontro solo a ulteriori e dolorosi peggioramenti. Le macchine a cui è collegato lo aiutano a respirare e ad assorbire le sostanze nutritive: non vede, non sente, non può emettere rumori e non riesce a muoversi.

QUAL È IL MIGLIOR INTERESSE DEL BAMBINO? L’encefalopatia epilettica di cui soffre ha creato un danno celebrale grave e irreversibile, vanificando ogni speranza di guarigione. Sospendendo la respirazione artificiale e limitando le terapie alle cure palliative, i medici ritengono di agire nel miglior interesse del bambino. E i giudici, dopo aver ascoltato numerosi esperti, hanno dato loro ragione (leggi la sentenza della Corte europea).

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso