Brenneropasso
5 Luglio Lug 2017 1448 05 luglio 2017

Migranti, dietrofont austriaco: niente militari al Brennero

La retromarcia confermata dal cancelliere Kern dopo un colloquio con Gentiloni. L'ombra della campagna elettorale dietro le sparate del giorno prima.

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L'Austria corregge il tiro e torna sui suoi passi. Nessun mezzo militare presidierà i confini del Brennero per impedire l'accesso ai migranti. Dopo una giornata di febbrili contatti per evitare l'incidente diplomatico tra Roma e Vienna è infine arrivata la retromarcia che segue le voci del 4 luglio che avevano ipotizzato il dispiegamento di militari per un numero massimo di 750. «L'Austria non eseguirà alcun controllo ai confini del Brennero al momento e non sta per ricorrere all'impiego dell'esercito nell'immediato», ha chiarito il cancelliere Christian Kern nel corso di un colloquio telefonico col premier italiano Paolo Gentiloni.

IMMUTATO IL NUMERO DI ARRIVI IN AUSTRIA. Nonostante l'aumento dei profughi in Italia, non è cambiato il numero degli arrivi in Austria, ha continuato Kern, e per il cancelliere questo dimostra l'eccellente lavoro con gli enti italiani e la buona cooperazione con l'Italia. Non ci sarebbe inoltre alcun segnale del fatto che gli italiani non abbiano la situazione sotto controllo. L'Italia ha bisogno adesso della solidarietà europea e a questo contribuirà anche l'Austria, partecipando in modo costruttivo alla conferenza dei ministri dell'Interno. Kern ha però anche affermato che una situazione come quella del 2015, quando migliaia di profughi sono arrivati non controllati, non dovrà ripetersi. Per questo motivo l'Austria si sarebbe preparata con questo piano di emergenza. Nel caso in cui i controlli fossero necessari, l'Austria lo concorderebbe con l'Italia e con l'Europa.

LA PROPOSTA AVANZATA DAL MINISTRO DELLA DIFESA. Era stato il ministro della Difesa austriaco Hans Peter Doskozil a ipotizzare l'impiego dei soldati, parlando al quotidiano Kronen Zeitung. «Credo che molto presto saranno attivati controlli alle frontiere e ci sarà bisogno di un dispiegamento dell'esercito», aveva dichiarato, sottolineando che la misura sarà «indispensabile se l'afflusso di migranti dall'Italia non diminuisce».

«CONTROLLI GIUSTI E NECESSARI». Sulla stessa lunghezza d'onda si era collocato il ministro degli Esteri Sebastian Kurz, secondo cui «i preparativi per i controlli alla frontiera con l'Italia non sono solo giusti ma anche necessari. Noi ci prepariamo e difenderemo il nostro confine del Brennero se ciò sarà necessario». Il governatore altoatesino Arno Kompatscher aveva, tuttavia, fatto immediatamente notare come la vicenda fosse fortemente condizionata dalla campagna elettorale nella quale l'Austria si trova immersa.

PALAZZO CHIGI PLAUDE ALLA CORREZIONE DI ROTTA. Fonti di Palazzo Chigi hanno immediatamente preso atto della correzione di rotta da parte del governo austriaco. La collaborazione tra le forze di polizia, hanno sottolineato le stesse fonti, produce ottimi frutti e si basa sul rispetto da entrambe le parti delle regole europee, senza alcun bisogno di truppe o mezzi militari da schierare alla frontiera.

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