Missili
5 Luglio Lug 2017 0841 05 luglio 2017

Usa e Corea del Sud lanciano missili per rispondere a Pyongyang

Sono caduti nelle acque territoriali di Seul. Per il comando americano si tratta di una prova di forza volta a dimostrare il sostegno statunitense all’alleato sudcoreano.

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Dopo il lancio di un missile balistico intercontinentale da parte della Corea del Nord, dalle basi militari Usa e sudcoreane situate in Corea del Sud sono stati lanciati alcuni missili di precisione nelle acque territoriali di Seul. L’ottavo battaglione americano di stanza nell'area ha riferito che l'operazione è una risposta diretta ai test di Pyongyang, una prova di forza volta a dimostrare il sostegno statunitense all’alleato sudcoreano.

USA CHIEDONO UNA RIUNIONE DI EMERGENZA ONU. Gli Stati Uniti hanno anche chiesto una riunione d’emergenza del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. La riunione, a porte chiuse, potrebbe tenersi già nelle prossime ore. Washington per bocca del segretario di Stato Rex Tillerson ha confermato che il test ha riguardato un missile intercontinentale. Mentre l'esercito sudcoreano e giapponese stanno ancora studiando i dati per, analisti americani avrebbero confermato che lcbm nordcoreano sarebbe in grado di colpire l'Alaska ma non altre parti continentali degli Usa.

TILLERSON: «SERVE AZIONE GLOBALE». Il segretario di Stato ha sottolineato anche la la necessità di una «azione globale» per quella che definisce una «minaccia globale», affermando che «tutte le nazioni dovrebbero dimostrare alla Corea del Nord che ci sono conseguenze per il loro perseguire nel programma nucleare».

PYONGYANG: «NON RINUNCEREMO AI TEST». La Corea del Nord, all'indomani del lancio del suo primo missile balistico intercontinentale e dopo il lancio di alcuni missili di precisione in acque sudcoreane da parte dell'alleanza militare Usa-Corea del Sud, a scopo di avvertimento, ha fatto sapere che non rinuncerà mai ai suoi test nucleari, che definisce 'pacchi regalo' per gli Stati Uniti.

LANCIO DEI ICBM COME "LINEA ROSSA". Secondo gli analisti ci vorranno ancora molti anni per realizzare l'obiettivo di Kim Jong Un, ma il lancio di un Icbm viene comunque visto come una 'linea rossa' oltre la quale, se Pyongyang non sarà fermata, sarà solo una questione di tempo. Aumenta dunque la preoccupazione degli Stati Uniti, che hanno chiesto alle Nazioni Unite, con Giappone e Corea del Sud, la convocazione di un Consiglio di sicurezza straordinario, in programma per il pomeriggio del 5 luglio.

Pyongyang ha confermato di aver verificato con «successo» le tecnologie di ritorno nell'atmosfera delle testate nucleari su missili intercontinentali e che «il detonatore ha funzionato in termini appropriati». La tecnologia in questione, di cui ha fatto menzione la tv nazionale Kcna, assicura la protezione da alte temperature e vibrazioni quando la testata è in fase di rientro nell'atmosfera. Se confermate, le affermazioni del Nord sarebbero un chiaro passo in avanti verso l'utilizzo "ordinario" di missili nucleari capaci di raggiungere anche le coste occidentali degli Usa. La Kcna ha dato inoltre conto del nuovo materiale in carbonio resistente e sviluppato in proprio impiegato nel test del 4 luglio, al quale ha assistito il leader Kim Jong-un in veste di capo delle operazioni, è capace di mantenere le temperature interne basse, tra i 25 e i 45 gradi.

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