Charlie: ore di angoscia per i genitori
6 Luglio Lug 2017 2228 06 luglio 2017

Charlie, la mamma: «Stanno per staccare la spina»

Il presidente dell'associazione Mitocon ha parlato con Connie Yates. E ha lanciato un ultimo appello ai medici britannici: «Fermatevi, è pronto un protocollo per il trattamento sperimentale».

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«Stanno per staccare la spina». Il grido della mamma del piccolo Charlie Gard arriva in Italia attraverso Piero Santantonio, presidente dell'associazione Mitocon, che si occupa di malattie genetiche come quella che ha colpito il bimbo inglese e che è in costante contatto con la famiglia. Le macchine che tengono in vita Charlie potrebbero essere disattivate «già stasera (giovedì 6 luglio, ndr) o forse domani (venerdì 7 luglio, ndr)». E dall'Italia rimbalza oltre Manica l'appello alle autorità britanniche: «Fermatevi, il protocollo scientifico di trattamento sperimentale è pronto».

Nel pomeriggio del 6 luglio si è tenuta una riunione tra i medici e i ricercatori dell'equipe internazionale. «Tra poche ore sarà resa nota una posizione ufficiale rispetto alle possibilità terapeutiche percorribili per il piccolo Charlie», ha annunciato Santantonio. Gli scienziati stanno lavorando sulle sindromi da deplezione del Dna mitocondriale e nello specifico su quelle indotte dalla mutazione RRM2B.

«La terapia nucleosidica», ha spiegato Santantonio, «ha già dato dimostrazione di efficacia in un numero significativo di casi, con particolare riferimento ai risultati che dimostrano la possibilità dei nucleosidi di superare la barriera ematoencefalica. In base a queste ulteriori e nuove valutazioni il gruppo di lavoro è dunque giunto alla conclusione che la terapia nucleosidica possa essere efficace nel caso del piccolo Charlie».

Una notizia che potrebbe cambiare il quadro giuridico e medico nel quale si sono mossi finora i medici e le autorità britanniche. Secondo il costituzionalista ed ex ministro della Sanità Renato Balduzzi, il Great Ormond Street Hospital di Londra «non è obbligato ma è autorizzato» a staccare la spina. Però, se intervengono novità scientifiche, come il protocollo sperimentale in corso di pubblicazione da parte dell'equipe di esperti internazionali, allora dovrebbe «o decidere di utilizzare quella opportunità di cura oppure potrebbe chiedere ai giudici cosa fare di fronte a questa novità».

Intanto la vicenda di Charlie irrompe nel G20 che si aprirà il 7 luglio ad Amburgo. Secondo i media del Regno Unito, il presidente americano Donald Trump farà pressioni direttamente sulla premier britannica Theresa May per farle dare il via libera al trasferimento del neonato in un ospedale negli Stati Uniti. La Casa Bianca ha chiesto infatti un incontro bilaterale fra i due leader, nel quale Trump tenterà di convincere il primo ministro a intervenire, sebbene May abbia fatto capire di non voler interferire con le decisioni dei medici e dei tribunali inglesi.

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