Charlie: medici, più tempo a genitori
caso da riesaminare 7 Luglio Lug 2017 1842 07 luglio 2017

Charlie, i medici inglesi chiedono una nuova udienza

Dopo la lettera inviata dall'ospedale Bambino Gesù di Roma, l'Alta Corte viene chiamata a valutare la presunta efficacia del trattamento sperimentale proposto.

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Il Great Ormond Street Hospital si è rivolto all'Alta Corte britannica per una nuova udienza sul caso del piccolo Charlie Gard, alla luce delle notizie relative a possibili altri trattamenti. L'ospedale Bambino Gesù di Roma aveva inviato una lettera all'ospedale londinese, chiedendo ufficialmente ai medici di poter somministrare al paziente un protocollo sperimentale.

SETTE SCIENZIATI AL LAVORO. La lettera è firmata da sette scienziati internazionali. Secondo il team, che fa capo all'ospedale Bambino Gesù, la terapia studiata per il piccolo Charlie potrebbe essere efficace nel curare i danni al cervello riportati dal bimbo di 11 mesi. Un portavoce dell'ospedale londinese ha dichiarato: «Due ospedali e i loro ricercatori ci hanno comunicato nelle ultime 24 ore di avere nuove prove sull'efficacia del trattamento sperimentale proposto. Crediamo, assieme ai genitori di Charlie, che sia giusto valutare queste prove».

I MEDICI INGLESI NON HANNO CAMBIATO IDEA. Il Great Ormond Street Hospital, chiedendo una nuova udienza, darà quindi all'Alta Corte britannica l'opportunità di valutare in maniera obiettiva la consistenza di tali prove. «Il nostro punto di vista non è cambiato», hanno precisato i medici britannici, «ma crediamo sia giusto chiedere alla Corte si esprimersi alla luce dei nuovi fatti. La nostra priorità è sempre stata e sarà sempre l'interesse di Charlie Gard».

PROTOCOLLO MAI TESTATO. I sette medici che hanno firmato la lettera affermano che «idealmente» il protocollo sperimentale proposto avrebbe dovuto essere prima testato sui topi ma che, nel caso di Charlie, non c'è tempo per portare a termine un simile processo. I suoi genitori, Connie Yates e Chris Gard, hanno raccolto più di 1,3 milioni di sterline per finanziare le ricerche. Secondo i medici del Great Ormond Street Hospital le macchine che tengono in vita il piccolo Charlie dovrebbero essere disattivate perché per il paziente, affetto dalla sindrome da deplezione del Dna mitocondriale, non c'è alcuna possibilità di migliorare la sua condizione.

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