Tomba Patriarchi Hebron sito palestinese
7 Luglio Lug 2017 1533 07 luglio 2017

Unesco: la Tomba dei Patriarchi a Hebron è un sito palestinese

L'organizzazione delle Nazioni Unite ha riconosciuto la Tomba come «sito palestinese» con 12 voti a favore, 3 contrari e 6 astenuti.

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L'Unesco, in una riunione del 7 luglio a Cracovia, ha riconosciuto la Tomba dei Patriarchi ad Hebron, in Cisgiordania, «sito palestinese» del Patrimonio Mondiale. A riferirlo direttamente i media israeliani secondo cui a favore della Risoluzione, presentata dai palestinesi e fortemente contestata da Israele, si sono espressi 12 stati membri, 3 contro e 6 astenuti. In base alla decisione, la Città Vecchia di Hebron e la Tomba dei Patriarchi diventano quindi siti «palestinesi» e si sottolinea il «loro essere in pericolo».

SEPOLTI ABRAMO, ISACCO E GIACOBBE. La Tomba dei Patriarchi, secondo luogo santo dell'ebraismo, è il sepolcro di Abramo, Isacco e Giacobbe. Ed è un luogo di devozione anche per i musulmani che lo chiamano "Santuario di Abramo" o "Moschea di Abramo". Israele, che ha sempre rivendicato le millenarie connessioni dell'ebraismo con la Tomba dei Patriarchi dove accorrono numerosi i fedeli ebrei, aveva chiesto il voto segreto sulla Risoluzione, ma questo non è stato attuato.

PALESTINA: «EVENTO STORICO». Il ministro palestinese della cultura Rula Maaya da definito «evento storico» la decisione del Comitato. «Un evento - ha aggiunto citata dalla Wafa, che conferma l'identità dei Patriarchi e che conferma che il campus appartiene al patrimonio e alla storia del popolo palestinese». Anche il governo di Ramallah ha elogiato la decisione dell'Unesco.

VITTORIA DIPOMATICA PALESTINESE. Anche il ministro degli esteri palestinese, Riyad al-Maliki, ha lodato la scelta dell'Unesco. «Questo voto è un successo nella battaglia diplomatica che la Palestina sta combattendo su tutti i fronti». «Nonostante la campagna di odio da parte di Israele, la diffusione di bugie, la distorsione e la falsificazione dei fatti che riguardano i diritti palestinesi, il mondo - ha aggiunto - ha approvato il nostro diritto di registrare Hebron e la Moschea di Abramo sotto sovranità palestinese e come sito del patrimonio mondiale».

Per il premier israeliano Benyamin Netanyahu la decisione dell'Unesco è «surreale». «Questa volta hanno deciso che la Tomba dei Patriarchi ad Hebron è un sito palestinese e non ebraico e che è in pericolo. Non un sito ebraico? Chi è sepolto lì? Abramo, Isacco e Giacobbe, Sarah, Rebecca e Lea: i nostri padri e le nostre madri!». «Il sito è in pericolo? Solo quando Israele comanda, come ad Hebron la libertà di religione è garantita per tutti».

NAHSHON: «È MACCHIA MORALE». Furisosa la reazione israeliana: «La decisione dell'Unesco su Hebron e la Tomba dei Patriarchi è una macchia morale. Questa irrilevante organizzazione promuove falsa storia. Vergogna» ha detto su Twitter Emmanuel Nahshon, portavoce del ministero degli esteri di Israele, secondo cui «la gloriosa storia del popolo ebraico è cominciata ad Hebron. Nessuna bugia dell'Unesco e falsa storia può cambiarla. La verità è eterna».

LIEBERMAN: «L'UNESCO È ANTISEMITA». Rabbioso anche il commento di Avidgor Lieberman il ministro della Difesa definendo l'Unesco «un'organizzazione politica, imbarazzante e antisemita». Stessa condanna da parte del ministro dell'educazione Naftlai Bennett secondo cui «è sconfortante e vergognoso che l'Unesco neghi la storia e distorca la realtà, servendo coloro che cercano di cancellare lo stato ebraico». «Israele non riprenderà la sua collaborazione con l'Unesco - ha aggiunto - finché questa organizzazione resta uno strumento politico invece che professionale».

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