Trafficante
12 Luglio Lug 2017 1553 12 luglio 2017

Chi è Alket Hatija, signore albanese della droga

Arrestato a Durazzo per conto della giustizia italiana, è stato rimesso in libertà dopo pochi giorni. Condannato a 20 anni, viveva in una villa-bunker continuamente circondato dalle guardie del corpo.

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Alket Hatija, considerato uno dei grandi signori del traffico internazionale della droga, è stato rimesso in libertà in Albania. Pochi giorni fa era stato arrestato a Durazzo per conto della giustizia italiana, ma i giudici hanno respinto la richiesta della procura di tenerlo in prigione per 40 giorni, in attesa dell'arrivo degli atti giudiziari dall'Italia, dove ha riportato una condanna a 20 anni di carcere.

POTREBBE GIÀ ESSERE FUGGITO. Hatija, infatti, secondo il giudice albanese, avrebbe già scontato una pena per lo stesso reato in Albania. Nel 2010 era stato condannato a 10 anni di carcere, ma era uscito dopo poco tempo per «buona condotta». La procura di Durazzo ha subito fatto ricorso per contestare la scarcerazione, ma nel frattempo il trafficante potrebbe già essere fuggito.

IN POCO PIÙ DI UN ANNO HA TRASPORTATO 45 MILIONI DI DROGA. Capace di fare arrivare quintali di eroina e cocaina a Milano con carichi provenienti dall'Albania, Hatija viveva in una villa-bunker a Berat ed era continuamente circondato da guardie del corpo armate. Gli viene contestato il trasporto a Milano, tra il gennaio 2003 e il marzo 2004, di 350 chili di eroina e 190 di cocaina, per un valore di circa 45 milioni di euro.

CARGO, CAMION E AUTO. Hatija era noto nell'ambiente per essere un trafficante "pulito". Non toccava un grammo delle sostanze movimentate, ma era in grado di spostare montagne di droga. Il trasporto avveniva tramite cargo diretti dall'Albania verso l'Italia, su camion con targhe europee e auto che attraversavano il confine nelle regioni dell'Italia del Nord.

IN ITALIA PER LA PRIMA VOLTA NEL 1997. Gli elementi per rintracciare Hatija e riuscire ad arrestarlo non erano molti. Un nome, due date di nascita, una foto su un passaporto e un indirizzo di domicilio in Italia a Campomarino, in provincia di Campobasso. Era lì che viveva nel 1997, l'anno in cui arrivò nel nostro Paese per la prima volta, per fare il bracciante agricolo nelle campagne molisane.

NIENTE MAGAZZINI. Grazie alla collaborazione con l'Interpol e con gli agenti della polizia albanese, carabinieri del comando provinciale di Milano erano riusciti a individuare il trafficante nella sua città natale. L'arresto era avvenuto approfittando di uno dei suoi viaggi a Durazzo, nella giornata di domenica 9 luglio. Hatija parlava poco al telefono e non si faceva chiamare mai per nome. La droga, una volta arrivata in Italia, veniva ceduta immediatamente. Così non restava molto a lungo nelle mani del trafficante, che non usava magazzini per conservare lo stupefacente. Di solito, per i carichi più grossi, anticipava il viaggio dei propri corrieri per verificare di persona che tutto andasse come progettato.

L'ERRORE COMMESSO AL PORTO DI ANCONA. Proprio durante una di queste perlustrazioni aveva commesso il suo unico errore: mostrare il proprio passaporto all'arrivo con la nave al porto di Ancona. Grazie ai dati raccolti in quell'occasione, a distanza di anni, le forze dell'ordine erano riuscite a fermarlo. Ma adesso tutto sembra destinato a ricominciare da capo.

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