Golpe Turco Un Anno Dopo
15 Luglio Lug 2017 1000 15 luglio 2017

Turchia a un anno dal golpe: il bilancio delle purghe di Erdogan

Dopo 12 mesi dal fallito colpo di Stato, 58.546 persone sono state arrestate, 137.307 mila licenziate e 168.206 processate. Almeno 110 giornali e media sono stati chiusi e 120 reporter sono in galera.

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La sera del 15 luglio i jet a bassa quota su Ankara e i carri armati sui ponti di Istanbul davano il via a un tentativo di golpe contro il presidente Recep Tayyip Erdogan fallito nell'arco di una notte. Un anno dopo, la Turchia fa il bilancio di quella che è stata per il Sultano un'occasione di liberarsi dei suoi nemici e oppositori. Le purghe governative hanno interessato centinaia di migliaia di persone e continuano tutt'ora, mentre il referendum del 17 aprile che ha aumentato i poteri del presidente non ha certo aiutato per una gestione della giustizia trasparente.

Il governo ha annunciato l'intenzione di estendere per altri tre mesi lo stato d'emergenza, dichiarato dopo il putsch. In dodici mesi 58.546 persone sono state arrestate e 137.307 mila licenziate o sospese dalle pubbliche amministrazioni per sospetti legami con la presunta rete golpista di Fethullah Gulen. Almeno 168.206 persone sono state processate. Circa 2 mila tra scuole e università sono state chiuse. Circa 110 tra quotidiani e altri media sono stati chiusi, mentre altri 20 sono stati temporaneamente chiusi per poi essere riaperti una volta “ripuliti”. In prigione sono rinchiusi attualmente 120 giornalisti, più di qualsiasi altro Paese al mondo. Dopo le purghe, i negoziati per l'adesione della Turchia nell'Unione europea si sono sostanzialmente arrestati.

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