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L'ULTIMO MARXIANO 18 Luglio Lug 2017 0800 18 luglio 2017

Chiamatela "inglobalizzazione": così il mercato annulla le identità

Assorbe tutti i popoli nel modello unico planetario e, insieme, ne neutralizza le specificità culturali e storiche. Spazio desovranizzato, ideale per lo scorrimento delle merci e del capitale liquido finanziario.

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La chiamano globalizzazione. Andrebbe ridefinita come “inglobalizzazione”, ossia come inclusione neutralizzante. Essa ingloba tutti i popoli nel modello unico planetario e, insieme, ne neutralizza le specificità culturali e storiche. Il neutro del mercato, del mondialismo, delle identità annullate corrisponde a un processo di neutralizzazione di quanto ancora non sia omogeneo all’inautentico indifferenziato su scala globale. La Neutralisierung evocata da Carl Schmitt si compie nel quadro del capitalismo globalizzato e deeticizzato: esso neutralizza i plurali e le differenze, affinché sopravviva la sola determinazione del medesimo, fintamente frammentato nella forma dei molteplici che riflettono sempre e solo lo stesso.

SENZA RESISTENZE NÉ IDENTITÀ. Il capitalismo assoluto opera la Neutralisierung, perché aspira a produrre un neutro universale, un indistinto planetario che, scevro di resistenze e di identità, di coscienze oppositive e di valori altri, si ponga come la dimensione ideale per l’allargamento illimitato della forma merce e per la sua occupazione integrale del materiale e dell’immateriale. Le pluralità, le prospettive, le culture, le storie e le tradizioni vengono concretamente distrutte dalla mondializzazione gestita dalla Destra del Denaro (l’élite finanziaria) e demonizzate dalla Sinistra del Costume (il nuovo clero degli oratores postmoderni a guinzaglio poi o meno lungo) come fisiologicamente premoderne, xenofobe, totalitarie e reazionarie. In loro luogo, sopravvive il neutro, l’impersonale (il “Si”, Man, di heideggeriana memoria), lo sradicato, l’astratto, lo destoricizzato, il desimbolizzato, l’ideale supporto per la ridefinizione integrale complessiva di ogni essente in termini mercatistici.

L'OPEN SPACE DELLA MONDIALIZZAZIONE. L'open space della mondializzazione corrisponde alla riconfigurazione dell'intero pianeta come "sistema dei bisogni" (Hegel) senza confini, deregolamentato, senza diritti, desovranizzato: insomma, lo spazio sconfinato ideale per lo scorrimento illimitato delle merci e del capitale liquido finanziario.

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