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30 Luglio Lug 2017 2008 30 luglio 2017

Russia, Putin espelle 755 diplomatici americani

Il leader del Cremlino risponde alle nuove sanzioni approvate dal Congresso Usa: «Possiamo mettere in campo anche altre misure».

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Saranno 755 i diplomatici americani che dovranno lasciare la Russia. Lo ha annunciato il presidente Vladimir Putin - citato dai media russi - dopo l'annuncio della misura ritorsiva contro gli Stati Uniti venerdì. «È venuto il momento di mostrare agli Usa che non lasceremo le loro azioni senza risposta», ha detto Putin, riferendosi alle nuove sanzioni votate dal Congresso per la supposta intromissione russa nelle elezioni americane. «Washington ha assunto posizioni che peggiorano le nostre relazioni bilaterali. Possiamo mettere in campo anche altre misure per rispondere agli Usa», ha avvertito.

«TRUMP FIRMERÀ LE SANZIONI». Intanto, oltreoceano il vice presidente americano Mike Pence ha dichiarato in un'intervista alla Fox che Donald Trump «ha detto chiaramente che a breve firmerà le sanzioni sulla Russia», sottolineando che gli Stati Uniti sono a fianco di quei Paesi nel mondo che «sono impegnati» al rispetto della libertà. Il Cremlino replica così anche allo schiaffo di Obama di sette mesi fa, quando l'allora presidente americano espulse 35 diplomatici russi e confiscò al governo di Mosca due immobili per le presunte interferenze russe nelle elezioni vinte da Trump. Allora Putin finse di porgere l'altra guancia, probabilmente nella speranza che il nuovo inquilino della Casa Bianca mantenesse la promessa di migliorare i rapporti con la Russia. Nonostante il faccia a faccia di inizio mese al G20 di Amburgo sia stato definito costruttivo sia da Putin sia da Trump, le divergenze tra Russia e Usa sullo scacchiere internazionale restano però evidentemente notevoli.

L'EUROPA PRESA IN MEZZO. Venerdì l'ambasciatore statunitense John Tefft è stato convocato al ministero degli Esteri russo. Il diplomatico - fanno sapere gli americani - «ha espresso profondo rammarico». Un po' di acqua sul fuoco l'aveva gettata il ministro degli Esteri Lavrov, che in una telefonata con Tillerson ha dichiarato che Mosca è pronta a «normalizzare» i rapporti con gli Usa, ma sulla base del «rispetto reciproco». Le sanzioni americane preoccupano anche l'Ue, che vede minacciati i suoi interessi nel settore energetico e in particolare il progetto del Nord Stream 2 per portare il gas russo in Germania attraverso il Baltico. «Restiamo vigili e vediamo come sarà applicata la legge», ha affermato un portavoce della Commissione europea. Delle incomprensioni approfitta il Cremlino per insinuarsi tra Ue e Usa. Le sanzioni sono «un tentativo manifesto di Washington di assicurarsi interessi economici a scapito degli alleati», ha dichiarato Putin. Ma che i rapporti tra Ue e Mosca restino tesi lo si capisce da tanti segnali. L'ultimo risale a qualche ora fa, quando Romania e Ungheria hanno negato l'ingresso nel loro spazio aereo a un jet diretto in Moldova con a bordo il vice premier russo Dmitri Rogozin, colpito dalle sanzioni Ue per l'annessione della Crimea da parte di Mosca.

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