Temer
1 Agosto Ago 2017 1212 01 agosto 2017

Brasile, il Congresso al voto per l'impeachment di Temer

I consensi per il capo dello Stato crollano, ma le piazze, al contrario dell'estate 2016 contro la Rousseff, sono vuote. E i parlamentari mercoledì 2 potrebbero decidere di salvare il presidente accusato di corruzione.

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Agosto è il mese bollente della politica brasiliana. Sul finire dell'estate 2016, l'ex presidente Dilma Rousseff veniva sfiduciata dal parlamento con il via libera all'impeachment. Un anno dopo, il nuovo capo dello Stato Michel Temer rischia di fare la stessa fine. Proprio lui, che aveva giocato un ruolo chiave nella caduta della Rousseff, alla quale da alleato aveva fatto mancare il supporto al Congresso. Un “tradimento” per arrivare al potere, al quale potrebbe però essere costretto a rinunciare lasciando ancora una volta il gigante sudamericano nell'instabilità totale. Mercoledì 2 agosto, la camera bassa del Congresso voterà in merito alle accuse di corruzione portate dai giudici a Temer. Se due terzi dei deputati opteranno per l'impeachment, e la Corte Suprema darà il via libera, il presidente sarà sospeso per 180 giorni e portato a processo

LE PIAZZE RESTANO FERME, MA IL CONSENSO CROLLA. Ma se più di un terzo dei parlamentari decideranno di salvarlo, il suo governo potrebbe sopravvivere fino alle elezioni presidenziali previste per il 2018. Una grande differenza con il caso Rousseff è che dopo anni di inchieste e di crisi politica la folla ha perso anche la voglia di scendere in piazza, cosa che aveva fatto per far cadere la presidente erede di Lula, mettendo così meno pressione sui partiti che si accingono a votare.

Se è vero che negli ultimi mesi le piazze sono rimaste vuote, è vero anche che per un sondaggio Ibope del 31 luglio, l'81% dei brasiliani è a favore dell'apertura del processo a carico del capo dello Stato. Il rilevamento ha anche evidenziato che per il 79% degli intervistati i deputati che voteranno contro la denuncia saranno «complici di corruzione», mentre per il 73% questi parlamentari non devono essere rieletti alle prossime elezioni politiche in programma nel 2018.

LE ACCUSE DI CORRUZIONE E ASSOCIAZIONE ILLECITA. Temer è accusato di corruzione dopo che un duo assistente è stato trovato con 150 mila dollari in contante, parte di quella che i pm brasiliani considerano una super mazzetta da 12 milioni di dollari arrivata al presidente e ai suoi uomini. La bomba è scoppiata il 18 gennaio. Il procurato generale del Paese, Rodrigo Janot, ha annunciato l'apertura di un'indagine contro Temer per ostruzione alla giustizia nell'inchiesta anti-corruzione 'Lava Jato'. Non solo, le accuse riguardano anche la corruzione passiva e, fatto forse ancora più grave, l'associazione illecita. Temer e l'ex candidato presidenziale Aecio Neves avrebbero agito insieme per frenare le inchieste. Al centro delle imputazioni le rivelazioni emerse nella registrazione di un colloquio di 39 minuti lo scorso 7 marzo tra Temer e Joesley Batista, insieme al fratello Wesley proprietari della Jbs, colosso a livello mondiale dell'industria delle carni.

L'OK DI TEMER ALLE TANGENTI. Quel giorno Batista si è recato a casa del presidente con in tasca due cose: un registratore accesso e un accordo con la procura per una sua 'delazione premiata' (collaborazione con i magistrati in cambio di uno sconto di pena), usata durante il colloquio per spaventare Temer e farlo esporre. In una delle registrazioni, il presidente dà il suo consenso perché si pagasse una somma mensile all'ex presidente della Camera, Eduardo Cunha, attualmente in carcere, per evitare che rivelasse dettagli sulle reti di corruzione politica a Brasilia. Un'altra parte del colloquio riguarda l'avallo di Temer al pressing del mondo del 'business' sui giudici che indagano sulle bustarelle destinate alla classe politica. Consegnati i nastri a giustizia e stampa, i Batista avevano fatto riesplodere il caso che è già costato la poltrona a Rousseff. Per procedere, la giustizia deve passare però dal parlamento.

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