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EMERGENZA 1 Agosto Ago 2017 1817 01 agosto 2017

Clima, l'inquinamento potrebbe causare 60 mila morti in più all'anno

Uno studio americano prevede fino a 260 mila decessi entro fine secolo per il peggioramento della qualità dell'aria. Mentre il caldo record rischia di danneggiare anche gli ecosistemi marini.

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Senza un freno ai cambiamenti climatici, la qualità dell'aria nel mondo è destinata a peggiorare e potrebbe causare centinaia di migliaia di morti in più all'anno a causa di problemi di salute legati all'inquinamento atmosferico.

60 MILA MORTI IN PIÙ ALL'ANNO. Uno studio americano stima che per questo motivo entro il 2030 sono attesi 60 mila morti in più all'anno e fino a 260 mila entro fine secolo. I cambiamenti climatici, spiegano i ricercatori dell'università della Carolina del Nord, Chapel Hill, che hanno condotto lo studio pubblicato su Nature Climate Change, «incidono sulle concentrazioni di sostanze inquinanti e possono avere un impatto significativo sulla salute della popolazione mondiale» facendo lievitare il numero delle persone che ogni anno muoiono per problemi legati all'inquinamento dell'aria.

IL 92% VIVE IN LUOGHI CON ARIA SPORCA. Una conta già molto alta: le ultime stime dell'Organizzazione mondiale della sanità indicano che il 92% della popolazione mondiale vive in luoghi con aria sporca. E ogni anno, sempre secondo le stime dell'Oms, circa 3 milioni di persone muoiono a causa di problemi legati all'inquinamento atmosferico all'aperto. Con il riscaldamento globale che galoppa, alcuni effetti dei cambiamenti climatici come la diminuzione delle piogge e l'aumento del caldo si tradurranno secondo gli scienziati in una permanenza maggiore di sostanze inquinanti nell'aria. Inoltre, aggiungono, temperature più elevate velocizzeranno alcune reazioni chimiche che favoriscono la formazione di inquinanti in atmosfera come l'ozono e il particolato sottile. Tutti elementi che non sono privi di conseguenze sulla salute dell'uomo e che contribuiranno all'aumento dei decessi prematuri legati alla cattiva qualità dell'aria.

A RISCHIO ANCHE L'ECOSISTEMA. Il maggiore inquinamento atmosferico, aggiungono gli scienziati, si aggiunge al lungo elenco di rischi e pericoli per la salute pubblica causati dai cambiamenti climatici: le ondate di calore, la possibile difficoltà nell'accesso ad acqua pulita e cibo, gli eventi meteo estremi, il dilagare di epidemie. Non solo, il caldo eccezionale di questi giorni potrebbe causare danni anche all'ecosistema marino. Con il rischio che le alte temperature facciano prosperare alghe tossiche per l'uomo. Se il clima torna subito alla normalità, con piogge e mareggiate, non ci saranno conseguenze. Ma se persiste il caldo, spiegano gli esperti, «avremo dei danni all'ecosistema, in primis a gorgonie, coralli e altri organismi filtratori, come le cozze. I pesci si possono spostare verso acque più fresche, in profondità o in mare aperto, questi organismi no». E poi, con le alte temperature potrebbero prosperare le alghe tossiche, come la ostreopsis ovata. Piante che provocano dermatiti, congiuntiviti e problemi respiratori nei bagnanti.

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