Trump Jr
1 Agosto Ago 2017 2101 01 agosto 2017

Usa, Trump dettò la reazione del figlio sull'incontro con l'avvocatessa russa

Secondo il Washington Post il presidente scrisse il primo comunicato di risposta alla notizia dell'incontro tra il figlio e Natalia Veselnitskaya. Spiegazione che poi venne smentita da successive rivelazioni.

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Fu il presidente Donald Trump in persona a dettare, da bordo dell'Air Force One di ritorno dalla Germania lo scorso 8 luglio, un comunicato che costituì la prima reazione del figlio Donald Jr alla notizia dell'incontro con l'avvocatessa russa alla Trump Tower nel giugno 2016, in cui affermava che si era parlato principalmente di adozioni di bambini russi. Dichiarazione che si rivelò poi fuorviante alla luce di successivi chiarimenti e ammissioni.

UN INTERVENTO MOLTO DUBBIO. Con queste rivelazioni del Washington Post (poi confermate anche da altri media come la Abc) torna la 'nube' del Russiagate sulla Casa Bianca, proprio quando il commander in chief con la gestione del generale John Kelly, nuovo capo dello staff a segnare l'era post-Scaramucci, sperava di voltare pagina. L'emergere adesso del coinvolgimento diretto del presidente nella 'gestione' di quella emergenza solleva numerosi quesiti per gli osservatori. Sarah Huckabee Sanders, portavoce della Casa Bianca, ha spiegato che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump «è intervenuto» sul comunicato diffuso circa l'incontro di Donald Jr alla Trump Tower nel giugno 2016 «come ogni padre farebbe per un figlio».

UN COMUNICATO CONTRO IL PARERE DEI CONSIGLIERI. Intanto dal resoconto del Post risulta che non era quella la strada in un primo momento indicata da collaboratori e consiglieri del presidente: da subito avevano concordato infatti di reagire in maniera trasparente e veritiera per evitare problemi successivi dal punto di vista legale. Con l'intervento del presidente la linea però cambiò. Così quella dettata -letteralmente- da tycoon fu la prima reazione ufficiale allo scoop del New York Times che rese noto l'incontro alla Trump Tower con l'avvocatessa russa Natalia Veselnitskaya.

RESTA IL NODO SE IL PRESIDENTE SAPESSE DEL COLLOQUIO. Reazione però poi rettificata e da Donald Jr in persona, sia nella diffusione dello scambio di mail in preparazione di quell'incontro sia in una intervista-verità concessa a Fox, per spiegare. E soprattutto dalle mail emergeva, nero su bianco, che a motivare l'incontro fu la possibilità che l'avvocatessa, di cui si indicavano legami con il Cremlino, fosse in possesso di materiale dannoso sull'allora rivale Hillary Clinton. Che nella vicenda ci sia la pistola fumante per le accuse di collusione con la Russia come qualcuno dall'opposizione sostiene è tutto da provare, resta però quell'intervento diretto del presidente che non si può liquidare come la prova del tratto decisionista del tycoon. Non quando la domanda chiave è cosa sapesse il presidente e quando lo apprese.

TRUMP JR: «MAI INFORMATO MIO PADRE». Donald Jr ha ripetuto a più riprese di non aver informato il padre dell'incontro perché non era emerso nulla di interessante, «non c'era nulla da dire». Ha detto di essere disposto a ripeterlo agli inquirenti, però poi l'audizione alla commissione Giustizia del Senato che doveva essere pubblica, prima è diventata una testimonianza a porte chiuse e poi è stata rinviata. Inoltre ci sono le dichiarazioni dei legali di Donald Trump, l'avvocato Jay Sekulow in particolare, il quale nei giorni scorsi aveva affermato che il presidente non aveva avuto nulla a che fare con quel comunicato.

SHINE PER RIMPIAZZARE SCARAMUCCI. Trump da parte sua si limita ad un tweet di protesta contro i Fake Media, ribadendo che non intende rinunciare ai social media, «Unico modo per me di diffondere la verità!». Resta intanto vacante il posto di direttore della comunicazione alla Casa Bianca dopo il passaggio della meteora Scaramucci. È il primo giorno dell'era post-Mooch e per ora il presidente sembra guardare a zone più 'tradizionali' per sostituirlo. Tutto ciò che si sa è che l'ex di Fox News Bill Shine ha avuto contatti con l'amministrazione Trump per il posto rimasto libero, ha scritto il New York Times.

DISSIDI INTERNI CONTRO L'EX FOX. Shine ha lavorato con Scaramucci a Fox News. Proprio per questo legame, Shine si sarebbe attirato le antipatie di molti alla Casa Bianca e le sue chance di essere nominato sarebbero incerte, ha scritto ancora il Times. Per il presidente Donald Trump Shine sarebbe però un'altra nomina controversa, visto che il conduttore è stato cacciato da Fox nei mesi scorsi per lo scandalo di molestie sessuali che ha travolto il colosso di Rupert Murdoch. Shine inoltre non ha esperienza politica, anche se è un influente alleato di Sean Hannity, anchor di punta di Fox e consigliere 'informale' di Trump. Shine e Hannity erano tra gli altro gli ospiti a quella cena alla Casa Bianca di cui aveva dato conto un reporter del New Yorker, scatenando la furia di Scaramucci e lo sfogo nell'ormai nota intervista che gli è costata il posto

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