Libia: Haftar, era di pace per Bengasi
2 Agosto Ago 2017 2258 02 agosto 2017

Libia, Haftar: «Bombardare le navi italiane»

Secondo Al Arabiya il generale che controlla il governo di Tobruk avrebbe dato ordine di agire contro le unità della nostra Marina militare. Roma: «Minacce inattendibili e infondate».

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Per ora le minacce di Kalifa Haftar hanno avuto riscontri solo sui media. Ne è sicura Catherine Ray, portavoce del Servizio europeo per l'azione esterna. Nella serata del 2 agoso l'uomo forte di Tobruk ha dato ordine alle sue forze di bombardare le navi italiane impegnate nell'imminente missione di supporto navale alla Libia. «Abbiamo visto i resoconti. Ma per ora sono solo resoconti dei media» ha detto Ray.

SAIF GHEDDAFI: «ITALIA HA NOSTALGIA DELLE COLONIE». Nel frattempo è tornato a parlare anche Saif al Islam Gheddafi, figlio del colonnello Muammar, dicendo che l'Italia «ha nostalgia del colonialismo fascista, quando le spiagge di Tripoli erano considerate colonie di Roma». «I politici italiani hanno rovinato le relazioni bilaterali quando hanno permesso l'uso delle basi italiane per bombardare il Paese nel 2011», ha detto al sito Libya24, «adesso stanno ripetendo la stessa cosa con l'invio di navi provocando i risentimenti del popolo combattente contro i comportamenti irresponsabili degli italiani».

La notizia dell'ordine di Haftar è stata diffusa su Twitter dall'emittente televisiva Al Arabiya. L'ordine riguarderebbe tutte le navi militari italiane che dovessero sconfinare in acque territoriali libiche. Secondo quanto riferisce l’emittente, sarebbero escluse dall'attacco soltanto le navi commerciali. Ma fonti governative italiane citate dal quotidiano la Repubblica hanno definito la notizia «inattendibile» e «infondata».

HAFTAR CONFERMA: «PRONTI A BOMBARDARE». Dalle pagine del Corriere della Sera il generale libico ha però confermato l'intenzione di attaccare le navi: «Non posso che confermare che qualsiasi nave militare italiana o di qualsiasi altro Paese che entrerà nelle nostre acque senza la nostra autorizzazione verrà bombardata dalle nostre forze». Difficile un attacco via mare, molto più probabile quello via aerea. Haftar dispone di quasi tutte le forze aeree presenti nel Paese tanto che da Bangasi arrivano altre conferme: «In teoria i nostri caccia bombardieri hanno la possibilità di colpire qualsiasi nave al largo della Tripolitania e nel porto della capitale».

LA "COMANDANTE BORSINI" VERSO TRIPOLI. Proprio il 2 agosto, dopo il via libera del parlamento all'invio di navi italiane in Libia, è arrivato in zona il pattugliatore d'altura "Comandante Borsini", diretto a Tripoli e incaricato di condurre, assieme ai rappresentanti alla Guardia costiera libica, le necessarie attività di ricognizione.

L'ordine di Haftar sarebbe arrivato poche ore dopo che il parlamento di Tobruk aveva espresso la sua opposizione all'operazione navale italiana. Contestando al premier di Tripoli, Fayez al-Serraj, riconosciuto dalla comunità internazionale, che l'accordo con Roma per operazioni congiunte di contrasto ai trafficanti di esseri umani rappresenterebbe una «violazione della sovranità nazionale».

IL VIA LIBERA DEL PARLAMENTO. Tutto questo arriva al termine della giornata in cui il parlamento italiano, con una maggioranza molto consistente, ha dato il via libera alla missione. Il premier Gentiloni detto che il contributo delle forze armate nella lotta ai trafficanti di esseri umani «è assolutamente strategico e determinante», precisando che si tartta di dare «un sostegno alla fragile sovranità» della Libia. Il via libera è arrivato con i voti della maggioranza, cui si sono aggiunti anche quelli di Forza Italia. Contrario il Movimento 5 stelle.

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