venezuela voto costituente
Caos a Caracas 2 Agosto Ago 2017 1531 02 agosto 2017

Venezuela, l'azienda che ha contato i voti: «Alterati i dati»

L'ad della società che ha fornito il supporto per le elezioni della Costituente ha detto che i risultati sono stati alterati. La differenza sarebbe di un milione di voti. Furiosa l'opposizione: «Serve un'inchiesta».

  • ...

L'amministratore delegato della società che ha fornito il supporto elettronico per le elezioni in Venezuela ha affermato che i risultati dell'affluenza sono stati alterati. Parlando con i giornalisti a Londra Antonio Mugica, amministratore delegato della Smartmatic, ha affermato che c'è una differenza di un milione di voti tra le cifre sull'affluenza annunciate dal governo e quelle registrate dai loro sistemi elettronici.

AZIENDA CHE AVEVA LAVORATO PER CHAVEZ. «Ed è per questo - ha detto - che con il più profondo rammarico che dobbiamo riferire che le cifre sull'affluenza delle votazioni del 30 giugno per l'Assemblea costituente in Venezuela sono stati manomessi». La Smartmatic era una azienda creata da venezuelani che ha fornito le apparecchiature elettroniche usate per le elezioni durante la presidenza di Hugo Chavez. Negli ultimi anni si è impegnata a fornire lo stesso servizio a Paesi in tutto il mondo, pur continuando a fornire supporto per le elezioni in Venezuela.

IL CONSIGLIO ELETTORALE RESPINGE LE ACCUSE. La responsabile del Consiglio Nazionale Elettorale venezuelano, Tibisay Lucena, ha respinto quelle che ha definito le «gravi e irresponsabili» dichiarazioni di Mugica.

EVACUATI I TECNICI DELLA SMARTMATIC. Una ventina di tecnici della Smartmatic sono stati portati fuori dal Paese, prima che i responsabili dell'azienda annunciassero la manipolazione dei dati sull'affluenza nelle elezioni per l'Assemblea Costituente. Lo ha rivelato su Twitter il segretario del sindacato nazionale della stampa venezuelana, Marco Ruiz, precisando che la decisione è stata presa «per motivi di sicurezza».

IL 2 AGOSTO IL GIURAMENTO DELLA COSTITUENTE. Nonostante questo il presidente Maduro presiederà il 2 agosto la cerimonia di giuramento dei 545 membri dell'Assemblea eletta il 30 luglio. Come confermato da fonti ufficiali del governo. La cerimonia, hanno spiegato le fonti, si svolgerà nel Poliedro di Caracas - una struttura per spettacoli sportivi che è servita anche come seggio elettorale, - alle 15 (le 21 in Italia).

Henrique Capriles, uno dei leader della Mesa de la Unidad Democrática ha rilanciato le rivelazioni della Smartmatic affermando che le differenze sulla reale affluenza di domenica a suo parere dimostrano che «oltre alla truffa c'è stato anche un reato». In una serie di messaggi su Twitter Capriles si è rivolto alla Procuratrice Generale, Luisa Ortega Diaz, per sottolineare che «da quello che dice Smartmatic, oltre alla truffa per la convocazione (della Costituente) c'è stato anche un reato nel suo svolgimento».

MANIFESTAZIONE DELL'OPPOSIZIONE IL 3 AGOSTO. Intanto l'opposizione ha convocato una manifestazione di protesta a Caracas per il 3 agosto, lo stesso giorno in cui si insedierà la controversa Assemblea Costituente nella sede del parlamento, controllato dall'antichavismo dalle elezioni politiche del 2015. Ad annunciarlo il vicepresidente del Parlamento, Freddy Guevara, con un messaggio su Twitter nel quale ha chiamato a «sfilare contro la truffa costituzionale», nello stesso giorno «in cui la dittatura pretende istallare la Costituente fraudolenta».

Il 31 luglio, il presidente del Parlamento, Julio Borges, ha annunciato che l'opposizione non intende cedere la sede del potere legislativo alla Costituente, avvertendo che si sta andando verso «uno scenario molto probabile di scontro violento» a Caracas. Borges ha annunciato anche che un gruppo di deputati si recherà oggi alla sede della Procura Generale per esigere un'inchiesta penale contro i responsabili del Consiglio Nazionale Elettorale (Cne) per aver diffuso «risultati falsi» riguardo all'affluenza nel voto del 30 luglio. Tutto avviene in un clima di forte tensione, soprattutto dopo l'arresto dei due leader dell'opposizione Leopoldo Lopez e Antonio Ledezma avvenuto il primo agosto.

DUBBI DA UN EX MINISTRO DI CHAVEZ. Qualche piccola crepa si è aperta anche sul fronte chavista. Un ex ministro di Hugo Chavez e Nicolas Maduro ha riconosciuto che le rivelazioni della Startmatic «confermano che ci sono stati brogli». In una serie di messaggi su Twitter Andres Izarra, attualmente presidente del canale tv Telesur, ha avvertito gli «squallidi» - come il chavismo chiama agli oppositori - che «non potrete mai contare su di me», ma ha aggiunto che «ci sono dubbi che devono essere chiariti riguardo alle elezioni di domenica».

L'UE: «NON RICONOSCIAMO LA COSTITUENTE». Negativa anche la valutazione dell'Ue. Una nota dell'Alto rappresentante Ue Federica Mogherini ha confermato che l'Unione e tutti gli Stati membri non riconoscono l'Assemblea costituente «poiché nutrono preoccupazioni sulla sua effettiva legittimità e rappresentatività» e chiedono al governo di Nicolas Maduro di «prendere misure urgenti per porre rimedio al corso degli eventi» con la «sospensione dell'insediamento dell'Assemblea».

«IL VOTO HA PEGGIORATO LA SITUAZIONE». «L'elezione dell'Assemblea costituente ha peggiorato in modo duraturo la crisi in Venezuela», ha spiegato ancora Mogherini nella sua dichiarazione, che conclude mettendo in guardia: «l'Unione europea ed i suoi Stati membri sono pronti a rafforzare gradualmente la loro risposta, nel caso in cui i principi democratici fossero ulteriormente compromessi, e la costituzione venezuelana non fosse rispettata»

«RILASCIARE TUTTI I DISSIDENTI». Oltre a sospendere l'insediamento dell'Assemblea, nella dichiarazione si indica la «necessità» di adottare «altre misure per ricostruire la fiducia, come il rilascio di tutti gli oppositori politici detenuti». A questo riguardo si evidenzia che c'è «profonda preoccupazione per le notizie dell'allontanamento di Leopoldo Lopez e Antonio Ledezma dagli arresti domiciliari» e si chiede «dove si trovino». «Nel prendere questa posizione» è stato rivolto anche un «appello» a chi in Venezuela «ha il mandato democratico a governare, legiferare, e a far rispettare la legge: tutti devono esercitare le rispettive responsabilità e negoziare un modo per andare avanti».

«SERVE UN NEGOZIATO TRA LE PARTI». «Il negoziato, per avere successo, necessita di compromesso, e garanzie» si legge ancora nella nota, «e ha bisogno inoltre del pieno rispetto dei diritti costituzionali e mandati di tutte le istituzioni legittime dello Stato, in particolare dell'Assemblea nazionale, ma anche della Corte suprema e della procura generale». Inoltre conclude «si incoraggia l'offerta di Paesi della regione e altri attori internazionali ad accompagnare e facilitare tali negoziati».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso