Maduro
3 Agosto Ago 2017 1106 03 agosto 2017

Venezuela, Maduro spinge sulla Costituente

Il presidente ha attaccato tutti, dallo «stupido» ad della Smartmatic, al Perù passando per l'opposizione. Ma dopo le accuse di brogli il Consiglio elettorale è finito sotto inchiesta.

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Maduro ne ha per tutti: lo «stupido» padrone della Smartmatic che ha denunciato brogli nelle elezioni per l'Assemblea costituente, l'«immorale» presidente peruviano Kuczynski che «scodinzola quando lo chiama l'imperatore Trump», o i deputati oppositori, ai quali bisogna «togliere un'immunità parlamentare che è diventata garanzia di impunità». «Io non sono un dittatore, ma a volte viene la voglia di convertirti in un dittatore, quando vedi questi speculatori figli di una buona donna!», ha esclamato Maduro, attaccando «la borghesia parassita» alla quale ha attribuito la colpa della profonda crisi economica in Venezuela.

INSEDIAMENTO PROGRAMMATO PER IL 4 AGOSTO. In un incontro a Caracas con i delegati eletti alla Costituente domenica scorsa - che si istalleranno venerdì 4 luglio nella sede del Parlamento - l'erede di Hugo Chavez ha respinto le accuse di manipolazione dei risultati del voto lanciate da Antonio Mugica, l'amministratore della Smartmatic, assicurando che «nessuno potrà macchiare il processo elettorale» per la Costituente. «Io dico che non sono stati otto milioni che sono andati a votare, Sono stati dieci, perché almeno due milioni volevano farlo ma non hanno potuto, a causa delle pallottole e delle barricate dei fascisti», ha aggiunto.

Il presidente del Parlamento venezuelano, Julio Borges, ha denunciato su Twitter che uomini della Guardia nazionale stanno occupando il Salone ellittico del Palazzo federale legislativo, dove si riunisce l'Assemblea nazionale. «La Guardia nazionale e il Governo perdono in tempo occupando il Salone ellittico per la truffa della Costituente», ha scritto Borges, e ha aggiunto che «continueremo a stare insieme al popolo e con l'appoggio della comunità internazionale, lavorando nella sede dell'Assemblea nazionale per la libertà del Venezuela».

CONSIGLIO ELETTORALE POSTO SOTTO INCHIESTA. Intanto dopo la denuncia della Smartmatic la procuratrice generale del Venezuela, Luisa Ortega Diaz, ha annunciato di aver aperto un'inchiesta contro i responsabili del Consiglio nazionale elettorale (Cne) per le accuse di brogli nelle elezioni. Intervistata Diaz ha detto che le accuse lanciate dalla Smartmatic su una possibile manomissione dei risultato elettorali «rappresentano un fatto molto grave, la possibilità di una manipolazione di cui non possiamo sapere quale è la vera portata». «Questo è ancora un altro elemento che completa il quadro fraudolento, illegale ed incostituzionale di questa riforma costituzionale», ha sottolineato la procuratrice.

DIAZ: «COMPORTAMENTO SCANDALOSO». Il comportamento delle autorità della Cne è «scandaloso», ha aggiunto, e potrebbe scatenare «un'ondata di violenza ancora peggiore di quella scatenata in queste settimane dal progetto della Costituente». «Voglio dire alla comunità internazionale che questa convocazione è stata fatta ai margini della Costituzione, con una serie di eventi contrari allo Stato di diritto, segnati dalla violenza e dalla violazione dei diritti umani», ha affermato ancora Ortega Diaz, che non ha escluso di ricorrere ad organismi internazionali per denunciare la situazione in Venezuela.

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