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5 Agosto Ago 2017 1650 05 agosto 2017

Corea del Nord, McMaster: «Usa pronti alla guerra preventiva»

Il consigliere per la sicurezza nazionale di Donald Trump mostra i muscoli: «L'opzione militare è sul tavolo». Intanto l'Onu approva nuove sanzioni: taglio all'export pari a 1 miliardo di dollari, un terzo del totale. Sì anche dalla Cina.

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«Gli Stati Uniti sono pronti a tutte le opzioni per contrastare la minaccia nucleare rappresentata dalla Corea del Nord, compresa quella di una guerra preventiva». Il consigliere per la sicurezza nazionale di Donald Trump, H.R. McMaster, mostra i muscoli in un'intervista all'emittente televisiva Mnsbc.

«Se mi chiedete se stiamo preparando piani per una guerra preventiva rispondo di sì, una guerra per porre fine alle minacce di un attacco nucleare della Corea del Nord verso gli Stati Uniti», ha detto ancora McMaster, «il presidente Trump è stato molto chiaro. Ha detto che non tollererà più le minacce di Pyongyang. L'opzione militare è dunque sul tavolo».

LE CONSEGUENZE DI UN INTERVENTO ARMATO. McMaster ha aggiunto di essere consapevole che ogni attacco alla Corea del Nord potrebbe portare a una guerra «molto costosa», che potrebbe causare «sofferenze immense soprattutto alla popolazione sudcoreana».

DAL PRIMO SETTEMBRE VIAGGI VIETATI. Le parole del consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti arrivano due giorni dopo che il dipartimento di Stato ha chiesto a tutti i cittadini americani che si trovano in Corea del Nord usando il passaporto statunitense di lasciare il Paese entro il 1° settembre. A partire da quella data entrerà infatti in vigore il divieto dei viaggi in Corea del Nord e gli americani che dopo quella data vorranno recarsi là dovranno ottenere un permesso speciale, che sarà rilasciato solo in base a circostanze molto limitate.

APPROVATE SANZIONI PER 1 MILIARDO DI DOLLARI. Intanto, malgrado l'asserita sfiducia degli Stati Uniti nelle Nazioni unite, Washington ha presentato una bozza di risoluzione che è stata messa ai voti al Consiglio di sicurezza dell'Onu sabato 5 agosto, per chiedere che la Corea del Nord venga colpita da sanzioni pari a 1 miliardo di dollari. Il testo prevede il blocco alle esportazioni di carbone, ferro, piombo e prodotti ittici. Il documento è stato approvato all'unanimità, ottenendo dunque anche il via libera della Cina, di fatto unico partner commerciale di Pyonyang. L'importo corrisponde a un terzo delle entrate complessive legate alle esportazioni.

STOP A NUOVI INVESTIMENTI. La risoluzione approvata dal Consiglio di Sicurezza vieta inoltre ai Paesi membri di aumentare il numero di nordcoreani che lavorano all'estero, impedisce nuove joint venture con il regime e qualsiasi nuovo investimento in quelle correnti. Alla lista nera è stata aggiunta anche la Foreign Trade Bank nordcoreana, a cui verrà applicato il blocco totale delle attività. La Cina, dopo mesi di braccio di ferro, per la prima volta non solo si è astenuta dal veto, ma ha appoggiato il testo americano. Con tanto di ringraziamenti da parte dell'ambasciatrice Usa, Nikki Haley.

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