Venezuela
6 Agosto Ago 2017 2219 06 agosto 2017

Venezuela, stroncata la rivolta dei militari "golpisti": due morti

Il governo prima definisce il tentativo «attacco terroristico», poi «situazione irregolare». Maduro: «Abbiamo vinto con le pallottole».

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Resta altissima la tensione in Venezuela con un altra giornata drammatica. Le forze armate 'bolivariane' hanno annunciato di avere stroncato un tentativo di rivolta da parte di un gruppo di militari, azione nella quale due dei ribelli sono morti e un altro è rimasto gravemente ferito. E mentre, dopo il licenziamento avvenuto sabato da parte della Costituente, la procuratrice generale Ortega Diaz non molla, tornando a sottolineare che quel ruolo è suo, sull'emergenza Caracas interviene anche il premier Paolo Gentiloni. «Venezuela, l'immagine della procuratrice Luisa Ortega Diaz destituita che fugge in moto impone una risposta diplomatica europea contro la deriva autoritaria», ha sottolineato via twitter il presidente del consiglio italiano.

Mille tesi si sono rincorse durante la giornata su quanto accaduto alla base del 'Fuerte Paramacay', nello stato di Carabobo. Di certo c'è che uno dei ribelli è morto. I feriti sono sette, uno dei quali in grave condizioni, e nelle ore successive gruppi di manifestanti sono scesi in piazza, subito respinti con il lancio di gas lacrimogeni dalla forze di Caracas.

IL CAPITANO "RIBELLE". In un Paese dove la tensione è alle stelle dopo l'insediamento dell'Assemblea Costituente 'chavista', oggi l'attenzione si è spostata appunto al 'Fuerte Paramacay', preso d'attacco all'alba da una ventina di uomini: tutti subito definiti «terroristi» da Diosdado Cabello, numero due del 'chavismo' e l'uomo più potente del Paese sul fronte militare. La dinamica e le caratteristiche dell'azione non sono chiare, anche perché il militare alla guida dell'attacco non è certo uno sconosciuto: nell'aprile del 2014, il capitano Juan Caguaripano aveva già fatto un tentativo quasi del tutto simile a quello odierno. «Ci dichiariamo in legittima ribellione», ha affermato Caguaripano in un video riferendosi alla «tirannia di Maduro» ed escludendo di volere «un golpe»: «la nostra, ha aggiunto, è un'azione civica e militare». Parola più parola meno, quanto aveva detto nel 2014.

L'IPOTESI DI UNA MESSINSCENA. Di certo c'è che a Carabobo qualcosa è successo. Oltre alla vittima, e ai feriti, i "terroristi" arrestati sono otto. E dalla base militare si sono sentite esplosioni, mentre durante tutta la giornata i militari hanno tenuto sotto controllo l'aerea. A Caracas c'è chi crede che l'azione di Paramacay sia un nuovo segnale di forti tensioni all'interno delle forze armate. Ovvero una cospirazione militare anti-Maduro. Ma non si esclude neppure una messa in scena 'chavista'. «Tutto è stato molto strano, a partire dalla figura di Caguaripano. Forse l'hanno lasciato fare, in modo da poter poi sferrare una persecuzione all'interno delle forze », afferma Rocio San Miguel, della ong Control Ciudano. Riuniti presso l'università cattolica Andres Bello di Caracas, un gruppo di dirigenti oppositori ha seguito attentamente le notizie provenienti da Carabobo. Al centro dell'incontro c'è stata Luisa Ortega Diaz, che in un breve intervento ha confermato di non riconoscere il 'licenziamento' fatto dal governo quale procuratrice generale del Paese. La pm in altre parole non intende mollare.

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