Corea Nord: Trump, Cina li fermi
7 Agosto Ago 2017 1508 07 agosto 2017

Sanzioni alla Corea del Nord, Pyongyang: «Vendetta mille volte più grande»

La nostra vendetta sarà «mille volte più grande» è stata la reazione del regime alle sanzioni votate all'Onu viste come un «odioso complotto degli Usa per isolare e soffocare» il Paese.

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La vendetta della Corea del Nord contro gli Stati Uniti per le dure sanzioni Onu sarà «mille volte più grande»: lo ha affermato oggi Pyongyang in un comunicato in cui il regime afferma che le sanzioni sono il frutto di un «odioso complotto degli Usa per isolare e soffocare» la Corea del Nord. Le misure, prosegue la nota, non costringeranno mai il Paese a trattare sul suo programma nucleare.

PYONGYANG: «PRONTI A USARE LA FORZA». Poco dopo ha rincarato la dose anche il ministro degli Esteri Ri Yong Ho che ha spiegato come la Corea del Nord «è pronta a dare agli Stati Uniti una severa lezione con la sua forza nucleare strategica». Ho ha anche aggiunto che il suo Paese non vuole usare le proprie armi nucleari contro alcun Paese «eccetto gli Usa», a meno che qualcun altro non si unisca all'iniziativa americana, perché la responsabilità della crisi nella penisola coreana è soltanto di Washington. Il ministro ha poi concluso che che Pyongyang non metterà "in nessun caso" sul tavolo dei negoziati il suo arsenale nucleare.

Di tutt'altro avviso la Difesa americana. Secondo il Segretario di Stato americano Rex Tillerson, in visita a Manila nelle Filippine, il miglior segnale che la Corea del Nord potrebbe dare per dimostrare che è pronta a negoziare con gli Stati Uniti sarebbe quello di interrompere i lanci missilistici. Parlando a margine dell'Associazione delle nazioni del sudest asiatico nella capitale filippina, Tillerson ha sottolineato che l'interruzione dei lanci rappresenterebbe il «primo e più forte segnale» da parte di Pyongyang.

TRUMP-MOON: «COREA È MINACCIA SERIA». Molto dura anche la dichiarazione congiunta del presidente americano Donald Trump e di quello sudcoreano Moon Jae-in che si sono sentiti telefonicamente durante la notte del 6 agosto: «La Corea del Nord rappresenta una crescente minaccia, seria e diretta, contro gli Stati Uniti, la Corea del Sud e il Giappone, così come contro gran parte dei Paesi nel mondo».

LAVROV: «USARE CANALI DIPLOMATICI». Predica diplomazia invece il ministero degli Esteri russo che ha incontrato il suo omologo nordcoreano Ri Yong-ho durante l'incontro svoltosi a Manila. Secondo Serghiei Lavrov tutte le parti coinvolte nella crisi coreana devono «evitare l'uso della forza» e «cercare metodi politici e diplomatici per risolvere i problemi che la regione sta affrontando, inclusa la denuclearizzazione della penisola coreana».

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