Luisa Ortega
7 Agosto Ago 2017 1742 07 agosto 2017

Venezuela, le procure sudamericane contro la rimozione di Ortega

Brasile, Argentina, Paraguay, Uruguay, Cile e Perù si sono schierate contro la scelta della Costituente di Maduro di destituire Luisa Ortega Diaz che aveva avviato un'indagine sui possibili brogli nel voto del 30 luglio.

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I responsabili delle Procure nazionali di Brasile, Argentina, Paraguay, Uruguay, Cile e Perù hanno sottoscritto una dichiarazione in cui respingono la destituzione della loro collega venezuelana, Luisa Ortega Diaz, definendola illegale, e non riconoscono il successore designato per questo incarico dall'Assemblea Costituente di Caracas, Tarek William Saab.

VIOLATE NORME ONU SULLE PROCURE. La destituzione di Ortega Diaz, si legge nel testo, rappresenta una flagrante violazione delle norme stabilite dall'Onu per il funzionamento delle Procure, secondo le quali «gli Stati devono garantire che i magistrati delle Procure possano svolgere le loro funzioni senza intimidazioni, ostacoli, coazioni, interferenze abusive o esposizione ingiustificate alla responsabilità civile, penale o di qualsiasi altra natura».

La rimozione di Ortega Diaz, prosegue il testo, causa un danno importante ai cittadini venezuelani, giacché «non dispongono di una istituzione autonoma e indipendente che difenda i diritti fondamentali delle vittime e degli imputati». In quanto alla designazione di Saab al posto di Ortega Diaz, i procuratori dichiarano che «non riconoscono l'autorità di una istituzione diretta da autorità nominate in modo illegale ed arbitrario».

RIMOSSA IL 5 AGOSTO SCORSO. Diaz era stata rimossa lo scorso 5 agosto su proposta di Diosdado Cabello, numero due del "chavismo", durante la prima riunione della Costituente. Il 3 agosto scorso Ortega aveva deciso di avviare un'inchiesta contro i responsabili del Consiglio nazionale elettorale (Cne) con l'accusa di brogli. La Smartmatic, azienda che si è occupata di dare supporto tecnico durante le operazioni di voto, aveva infatti denunciato di avere numeri diversi sull'affluenza, in particolare un milione di voti in meno rispetto a quanti dichiarati dal governo.

ORTEGA: «GRAVI VIOLAZIONI DURANTE IL VOTO». Intervistata da una tv locale Diaz aveva detto che le accuse lanciate «rappresentano un fatto molto grave, la possibilità di una manipolazione di cui non possiamo sapere quale è la vera portata». «Questo è ancora un altro elemento che completa il quadro fraudolento, illegale ed incostituzionale di questa riforma costituzionale»

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