Corea Nord, nuovi test missilistici
8 Agosto Ago 2017 1817 08 agosto 2017

Corea del Nord, miniaturizzate testate nucleari: «Pronte al lancio»

Secondo l'intelligence Usa, il regime di Pyongyang è riuscito per la prima volta a produrre una bomba atomica adatta a essere montata sui missili intercontinentali. Trump: «Faremo fuoco e furia, come il mondo non ha mai visto».

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La Corea del Nord è riuscita a produrre una testata nucleare miniaturizzata in grado di essere piazzata nei missili balistici (leggi l'analisi sulle armi di Kim). La svolta tecnologica, di cui hanno dato notizia funzionari dell'intelligence Usa, rende il regime di Kim Jong Un una potenza nucleare a pieno titolo. Da brividi la risposta del presidente Donald Trump: «Se la Corea del Nord continuerà con l'escalation della minaccia nucleare la risposta americana sarà fuoco e furia, come il mondo non ha mai visto».

FINO A 60 ORDIGNI NUCLEARI. Il rapporto completato a luglio dalla Defense Intelligence Agency, l'agenzia di intelligence del Pentagono, segue a ruota un altro report degli 007 americani secondo cui il leader nordcoreano controlla ormai fino a 60 ordigni nucleari.

Una nuova fase destinata ad acuire le tensioni e che rischia di sfociare in un'escalation dagli sviluppi imprevedibili. Con gli Stati Uniti che oramai si sentono nel mirino, minacciati dall'ipotesi non più remota di missili balistici intercontinentali a testata nucleare pronti a colpire quanto meno la costa Ovest degli Usa, da Seattle a Los Angeles. Per non parlare dei timori di Giappone e Corea del Sud. Una realtà che spiegherebbe i toni durissimi usati da Pyongyang anche dopo il varo di nuove sanzioni da parte delle Nazioni Unite, stavolta votate anche dall'alleata Cina.

IL PROGRAMMA NUCLEARE FUORI DAI NEGOZIATI. Toni che al momento veicolano un messaggio inequivocabile: nessuna disponibilità a trattare sul programma nucleare. Non è ancora chiaro se il regime di Kim abbia già sperimentato il nuovo formato delle testate atomiche. Ma se questo non è ancora avvenuto appare evidente che ormai è solo questione di tempo. E che rispetto a quanto previsto solo pochi mesi fa si è di fronte a un'accelerazione che non lascia più spazio ad indugi. Con tutte le opzioni per contrastare i piani nucleari di Kim Jong-un che tornano sulla scrivania dello Studio Ovale. Compresa l'opzione militare che comprende l'attacco ai siti atomici con raid aerei, da tempo messa a punto dal Pentagono ma finora ritenuta troppo pericolosa.

ANCHE LA CINA SPAZIENTITA. Molto dipenderà dall'atteggiamento della Cina, fino ad oggi principale alleato e partner commerciale della Corea del Nord, ma oramai anch'essa spazientita dalle continue provocazioni del regime di Kim. Pechino si rende conto del pericolo rappresentato da Pyongyang per la stabilità dell'area e - come più volte auspicato dagli Usa - potrebbe davvero impegnarsi in un pressing sul regime nordcoreano molto più efficace del passato. Intanto giunge la notizia che le forze armate nrdcoreane - come mostrato dalle immagini satellitari - hanno caricato almeno due missili anti-nave su un vascello di pattugliamento, il primo episodio del genere dal 2014. L'ennesima provocazione.

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