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9 Agosto Ago 2017 0906 09 agosto 2017

Ambiente, scienziati americani contro Trump

L'ultimo rapporto sul clima messo a punto per il Congresso da 13 agenzie federali contraddice il presidente: il caldo record è colpa dell'uomo. E senza un drastico taglio dei gas serra, è destinato ad aumentare.

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Il caldo record è colpa dell'uomo. E senza un drastico taglio delle emissioni di gas serra, le temperature sono destinate ad aumentare ancor più drammaticamente nei prossimi anni. L'allarme è contenuto in un rapporto firmato dagli scienziati di ben 13 agenzie federali statunitensi, dalla Nasa alla Noaa, che contraddice clamorosamente le posizioni fin qui assunte dal presidente Donald Trump. Tanto che in molti, nella comunità scientifica, temono una censura del documento.

Intanto a pubblicare il testo ci ha pensato il New York Times. Si tratta di oltre 500 pagine di analisi dettagliata della situazione climatica negli Stati Uniti, redatte nell'ambito del National Climate Assessment che va presentato obbligatoriamente al Congresso ogni quattro anni.

MANCA L'AUTORIZZAZIONE DELL'AMMINISTRAZIONE. Il testo è stato già avallato dall'Accademia Nazionale delle Scienze, che per renderlo pubblico attende l'autorizzazione dell'amministrazione Trump. Amministrazione che però, proprio la scorsa settimana, ha comunicato ufficialmente alle Nazioni unite di voler abbandonare l'accordo di Parigi sul clima, una delle principali promesse fatte dal presidente in campagna elettorale, anche se tecnicamente l'uscita dall'intesa non sarà possibile prima del 2020.

CAMBIAMENTI CLIMATICI TANGIBILI. Il messaggio contenuto nel rapporto che imbarazza la Casa Bianca è chiarissimo: non c'è dubbio che gli effetti dei cambiamenti climatici siano tangibili già ora. Negli ultimi decenni, infatti, le temperature medie in America sono aumentate rapidamente e drasticamente, mai così tanto da 1.500 anni. In particolare, negli ultimi 150 anni, si è registrato un aumento di quasi 1,6 gradi Fareneith (0,9 gradi centigradi), con un'accelerazione notevole a partire dal 1980.

«LE PROVE SONO ORMAI ABBONDANTI». Gli scienziati spiegano che non si tratta di cicli naturali, ma dell'effetto dell'inquinamento. «Le prove dei cambiamenti climatici sono ormai abbondanti, dall'alto dell'atmosfera alla profondità degli oceani. E ci sono molte prove che dimostrano come le attività dell'uomo, specialmente le emissioni di gas serra, siano le principali responsabili dei cambiamenti delle temperature osservati». La comunità scientifica, quindi, mette in guardia dal fatto che attualmente per la fine del secolo è previsto un aumento delle temperature di due gradi centigradi. E sottolinea come anche in presenza di uno stop immediato delle emissioni di gas serra ci sarà comunque un surriscaldamento di almeno 0,3 gradi centigradi.

LA CASA BIANCA DECISA A SILENZIARE LA QUESTIONE. La Casa Bianca, però, sembra decisa a silenziare il tema. Tanto che, come rivelato dal britannico Guardian, al ministero dell'Agricoltura tramite una mail inviata ai vari dipartimenti è spuntata una lista di termini non graditi da bandire dai documenti e dai report ufficiali. Niente riferimenti a «cambiamenti climatici», «clima estremo» o «riduzione dei gas serra». La portavoce della Casa Bianca, Sarah Sanders, ha replicato così: «La Casa Bianca si astiene dal commentare qualsiasi bozza di rapporto prima della data della sua diffusione ufficiale».

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