Soldati Investiti
allarme 9 Agosto Ago 2017 0925 09 agosto 2017

Parigi, soldati investiti da un'auto: cosa sappiamo

L’episodio si è verificato nel sobborgo di Levallois-Perret. Sei militari sono rimasti feriti, tre versano in gravi condizioni. Fermato un sospetto. Si cercano i complici.

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Alcuni soldati sono stati investiti da un'automobile a Parigi. Il mezzo (si tratterebbe di una Bmw) si è poi dileguato e l'uomo alla guida è attualmente ricercato. Sull’episodio, che si è verificato nel sobborgo di Levallois-Perret, alle porte della capitale francese, le indagini sono in corso. I militari facevano parte dell'operazione antiterrorismo "Sentinelle". Secondo i media locali, sei di loro sono rimasti feriti e tre versano in gravi condizioni. Poche ore dopo l'attacco, la polizia ha fermato un uomo sull'autostrada. Lo rivela Bfmtv sottolineando che l'arresto è stato «movimentato». Il sospetto sarebbe rimasto ferito dopo uno scontro a fuoco. L'uomo era solo alla guida e si stava dirigendo verso il Nord della Francia. Secondo le prime informazioni, avrebbe 37 anni e sarebbe di origini algerine. La polizia francese sta procedendo a una serie di perquisizioni in alcuni palazzi nella banlieue di Parigi per trovare eventuali complici.

Il sindaco di Levallois-Perret, Patrick Balkany, ha parlato di un «possibile attacco». Intervistato da France Info, ha spiegato che tutto è accaduto in Place de Verdun, non lontano dal municipio. Balkany ha precisato che erano le otto del mattino quando l'auto, che sostava in attesa, ha accelerato «in maniera repentina», travolgendo il gruppo di militari (leggi anche: Francia, la sfida di un turismo a prova di attentati).

Il sobborgo di Levallois-Perret dista pochi km dal centro di Parigi.

A più due ore di distanza dai fatti, gli inquirenti non escludono nessuna pista: «Un atto terroristico, il gesto di uno squilibrato o un semplice incidente stradale». Ma secondo la prefettura di polizia della Hauts-de-Seine si è trattato di un atto «volontario». Versione confermata dal ministro dell'Interno, Gérrard Collomb, all'uscita dell'ospedale di Percy dove ha visitato tre dei sei militari feriti: «Sappiamo che è un atto deliberato, non accidentale. È la sesta volta che i militari del dispositivo "Sentinelle" vengono presi come obiettivo. La minaccia resta importante e le misure di sicurezza previste dal governo sono necessarie».

Il giorno dopo l'attacco il trentaseienne sospettato di aver travolto i sei militari è ancora ricoverato in condizioni gravi all'ospedale di Lille. Le condizioni di salute di Hamou Benlatrèche, non consentono ancora di interrogarlo. Nell'arresto del 9 agosto l'uomo in fuga a bordo di una Bmw presa a noleggio è stato colpito da cinque pallottole della Police Nationale. L'individuo di origini algerine ma regolarmente residente in Francia non è però in pericolo di vita. Era ignoto agli 007. Dalle perquisizioni effettuate presso la sua casa di Sartrouville, nella banlieue di Parigi, e in altri luoghi a lui legati non sono emersi elementi di radicalizzazione. Decisamente migliorate le condizioni di salute dei militari travolti. Mentre riesplode la polemica sul taglio dei fondi alla Difesa.

INCREDULO LO ZIO: «È UN RAGAZZO A POSTO». Hamou Belnatrèche «è un ragazzo a posto, sempre gentile. È la posizione dello zio del trentaseienne algerino intervistato in esclusiva da BFM-TV. «Sono sorpreso, non credo ai miei occhi. Cadiamo dalle nuvole», ha continuato il famigliare dell'assalitore, dicendosi sotto shock per quanto accaduto e riferendo che il nipote lavorava nel campo «delle consegne, si svegliava alle 5 del mattino». Ha lavorato «anche per Uber». Quanto alla religione «era praticante come tutti ma finisce lì».

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