Base Corea
10 Agosto Ago 2017 1335 10 agosto 2017

Da Guam a Okinawa, tutti gli avamposti Usa contro la Nord Corea

Kim minaccia un attacco nucleare all'America. Che però può contare su una linea di frontiera nel Pacifico: Giappone, Sud Corea, Hawaii, Thailandia, Filippine e Singapore. Il regime di Pyongyang è circondato.

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A 9.300 chilometri da San Francisco e a 3.300 da Pyongyang, l'isola di Guam è il simbolo dell'espansione americana nell'Oceano Pacifico. Non solo ospita un'importante base militare (in Giappone e Sud Corea ci sono avamposti più vicini al continente asiatico): è a tutti gli effetti un pezzo di territorio statunitense. E in quanto tale l'obiettivo perfetto per tutti i nemici di Washington.

«ATTACCO ENTRO CINQUE GIORNI». Per questo, in un'escalation che raggiunge ogni volta livelli più alti, il regime nordcoreano di Kim Jong-un l'ha minacciata esplicitamente, dicendosi pronto a colpirla nel giro di cinque giorni con quattro missili caricati con testate nucleari (l'arsenale di Kim ne ha una decina, più mille missili convenzionali).

La Corea del Nord deve stare attenta, oppure sarà nei guai come pochi Paesi sono mai stati prima

Il presidente americano Donald Trump

Il presidente Trump, dal canto suo, ha ribadito la posizione americana rilanciando il concetto di «fuoco e furia», che «forse non è stato abbastanza duro». The Donald ha detto che «la Corea del Nord deve stare attenta, o sarà nei guai come pochi Paesi lo sono mai stati prima».

BOMBE PREVENTIVE? «VEDREMO». Nel corso di una conferenza stampa, i giornalisti hanno chiesto al commander in chief se sul tavolo ci sia anche l'ipotesi di un bombardamento preventivo. E il tycoon si è limitato a un semplice «vedremo». Per il resto, l'inquilino della Casa bianca ha anche detto che comunque «gli americani e i nostri alleati sono al sicuro», anche per il fitto sistema di protezione che gli Usa hanno creato nel Sud-Est asiatico.

TANTI FORTINI A STELLE E STRISCE. Guam, infatti, è uno dei tanti fortini di una linea di frontiera che gli Stati Uniti hanno costruito nel Pacifico (in particolare dopo la Seconda guerra mondiale) per avere il controllo del più grande oceano del mondo.

1. L'isola di Guam: la «portaerei permanente»

La «portaerei permanente», come è emblematicamente soprannominata Guam nell'esercito Usa, è situata al centro dell'arco formato da Papua Nuova Guinea, Filippine e Giappone. Con una superficie di 544 chilometri quadrati (più o meno la grandezza di Ibiza) e una popolazione di 162 mila abitanti, ospita circa 6 mila soldati americani. Oltre il 30% del suo territorio è occupato da infrastrutture militari, tra cui una base aerea che ospita bombardieri B-52, oltre ai sistemi sofisticati antimissile Thaad, di recente collocati anche in Corea del Sud.

A inizio agosto 2017 due B-1B, in grado di raggiungere la Corea del Nord in appena due ore, hanno effettuato un volo dimostrativo sulla penisola in manovre congiunte coi caccia di Seul. Secondo Pyongyang, un missile ci metterebbe 1.065 secondi (quasi 18 minuti) a raggiungere l'isola.

Un bombardiere B-1B a Guam.

Già punto di appoggio per le navi che facevano rotta tra l’America e le Filippine, per la sua posizione strategica fu attaccata e invasa dai giapponesi nel dicembre del 1941. Gli Stati Uniti ne tornarono in possesso (l'avevano sottratta alla Spagna nel 1898) nell’estate del 1944. Fu nella giungla di Guam che si è svolta una delle più incredibili storie della guerra del Pacifico: quell'estate il soldato giapponese Shōichi Yokoi si nascose con due commilitoni dagli invasori e ci rimase fino al 1972, inconsapevole della fine del conflitto. Quando uscì i compagni lì con lui erano morti già da otto anni.

Shōichi Yokoi accolto in Giappone come un eroe.

2. La settima flotta: rinforzata dall'arrivo della portaerei Vinson

Di stanza in Giappone, la settima flotta è la più grande di tutte quelle americane, con un numero variabile di 50-70 tra navi e sottomarini, 140 aerei e circa 20 mila marinai tra l'Oceano Indiano e il Pacifico. La portaerei Ronald Reagan è recentemente tornata a Yokosuka, in Giappone, e recentemente ha fatto notizia l'arrivo della Carl Vinson sul posto. Una mossa dall'alto valore strategico e simbolico che rispecchia bene la nuova politica muscolare del presidente Donald Trump all'estero. A Sasebo, vicino a Nagasaki, c'è un gruppo di sottomarini strategici.

  • Le portaerei americane nel mondo.

3. Giappone: il Paese straniero con più soldati Usa

Dopo essere stato sconfitto nel secondo conflitto mondiale, il Giappone è diventato il Paese con più personale militare americano nel mondo. Secondo il dipartimento della Difesa, 39.345 soldati vivono in 112 basi sparpagliate in tutto lo Stato, anche se per la maggior parte si trovano sull'isola di Okinawa, 630 chilometri a Sud del resto del Giappone.

ESERCITAZIONE CONGIUNTA. Ad aprile 2017 l'aviazione ha fatto sfilare dozzine di elicotteri, caccia e aerei-spia sulle piste della base di Kadena come prova di forza nei confronti di Pyongyang. Martedì 8 agosto jet americani e giapponesi hanno eseguito un'esercitazione congiunta in grande stile vicino alla penisola coreana e giovedì 10 agosto Tokyo ha assicurato che sarebbe in grado di intercettare e abbattere eventuali missili diretti a Guam.

4. Corea del Sud: bastione contro il Nord

Dopo Giappone e Germania, la Corea del Sud occupa il terzo posto per numero di truppe americane ospitate, con 23.468 uomini e più di 300 carri armati stazionati in 83 siti. La presenza statunitense risale alla guerra di Corea (1950-53) come bastione contro l'aggressività nordcoreana ed è spesso uno dei temi caldi della politica locale. In aprile ha fatto discutere l'installazione del sistema anti-missile Thaad, secondo alcuni necessario per la difesa dal vicino settentrionale, per altri una provocazione che non fa che aumentare le tensioni.

  • La mappa dell'arsenale di Kim.

5. Hawaii: il comando centrale del Pacifico

Uno Stato americano a tutti gli effetti, le Hawaii sono anche il più vicino alla penisola coreana. Con 40 mila unità, è il quartier generale dello United States Pacific Command, che ha il controllo su circa la metà dell'intera superficie della Terra (gestisce le operazioni militari dalla costa Ovest americana all'India). Sotto il suo comando ci sono circa 375 mila tra militari e civili, 200 navi e oltre mille aerei.

6. Thailandia, Filippine e Singapore: a disposizione di Washington

Gli Usa mantengono anche una piccola presenza in altri Stati del Sud-Est asiatico. Nelle Filippine ci sono cinque basi a disposizione della marina (con l'arrivo di Donald Trump i rapporti diplomatici con il sanguinario presidente Rodrigo Duterte sono tornati positivi, dopo la parentesi di frizioni con Barack Obama). Nel 2017 Washington intende portare quattro navi al largo di Singapore e la Thailandia concede a tempo indeterminato l'uso delle sue piste agli aerei americani.

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