Corea Nord non rinuncia a test nucleari
11 Agosto Ago 2017 1444 11 agosto 2017

Corea del Nord, accuse a Trump: «Ci sta portando sull'orlo di una guerra nucleare»

Nuove minacce contro gli Stati Uniti: «Vi spazzeremo via». Il presidente: «Kim si pentirà». La Cina invita tutti alla moderazione: colloquio tra Xi Jinping e la Casa Bianca. Ma il Giappone schiera i missili intercettori.

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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato su Twitter di essere pronto a colpire la Corea del Nord, nel caso in cui il regime di Pyongyang dovesse «agire incautamente». L'augurio è che Kim Jong-un «trovi un'altra strada», ma dal Paese asiatico non arrivano buone notizie. «Spero che capiscano in pieno la gravità di quello che ho detto», ha aggiunto in serata il presidente, «è molto semplice da capire. Kim Jong-un si pentirà delle minacce contro gli Stati Uniti» (leggi anche: Da Guam a Okinawa, tutti gli avamposti Usa contro la Nord Corea).

Già la reazione al tweet di Trump era stata però furiosa e condita di minacce iperboliche: «Il presidente Trump ci sta portando sull'orlo di una guerra nucleare. Spazzeremo via gli Stati Uniti, li cancelleremo dalla faccia della terra. Il comportamento isterico e imprudente di Trump potrebbe ridurre gli Usa in cenere ogni momento».
E davanti all'inasprirsi della diatriba a distanza tra Pyongyang e Washington i Paesi geograficamente più prossimi alla Corea del Nord stanno alzando le antenne: Mosca ha rafforzato le difese aeree e Tokyo già completato lo schieramento e l'operatività dei missili intercettori in vista dell'attacco balistico ventilato da Kim Jong-un.

XI JINPING CHIAMA TRUMP. L'ultimo invito alla distensione dei toni è arrivato invece da Pechino: il presidente cinese Xi Jinping, in una telefonata avuta il 12 agosto con Trump, ha detto che tutte le parti coinvolte dovrebbero «evitare retorica o azione tali da peggiorare le tensioni sulla penisola coreana». Secondo la tv di Stato Cctv, che ha diffuso la notizia del colloquio, Pechino e Washington sono entrambe interessate alla denuclearizzazione e condividono l'interesse a una «penisola coreana pacifica».
Posizione quest'ultima confermata in una nota della Casa Bianca sul colloquio, nel quale Trump e Xi Jinping si sarebbero detti d'accordo sul fatto che la Corea del Nord deve smetterla con il suo comportamento provocatorio: «I leader hanno affermato che le recenti sanzioni dell'Onu alla Corea del Nord sono state un passo necessario per raggiungere la pace e la stabilita' nella penisola coreana».

LAVROV: «RISCHI MOLTO ALTI». Intanto, come detto, la Russia ha rafforzato i sistemi anti-aerei dislocati nell'Estremo Oriente del Paese, ovvero nelle zone limitrofe alla Corea del Nord. «Ritengo che i rischi» di un confronto militare «siano molto alti, soprattutto tenendo conto di questa retorica, sono state fatte minacce dirette di uso della forza», ha detto il ministro degli Esteri Serghiei Lavrov. Mentre il senatore Viktor Ozerov, ex capo della commissione Sicurezza e Difesa, ha spiegato: «Ciò che accade adesso intorno alla Corea del Nord non può non suscitare preoccupazione e spingerci a prendere misure addizionali per proteggere il nostro territorio. Le forze aeree e anti-aeree sono state rafforzate». Tale decisione rappresenterebbe anche un deterrente per gli Stati Uniti.

TOKYO SI PREPARA A INTERCETTARE I RAZZI. Tanto complessa e sensibile che il Giappone ha ultimato lo schieramento dei missili intercettori nella parte occidentale del Paese, in risposta al piano di attacco nordcoreano contro il territorio americano di Guam, che prevede che i vettori sorvolino lo spazio aereo nipponico delle prefetture di Shimane, Hiroshima e Kochi prima di colpire l'isola.

INTERVIENE ANCHE LA GERMANIA. Sulla crisi in corso è intervenuta anche la cancelliera tedesca, Angela Merkel, che ha in qualche modo stigmatizzato il tweet di Donald Trump: «Non c'è una soluzione militare. La retorica dell'escalation è la risposta sbagliata».

RIUNIONE STRAORDINARIA DEL COMITATO UE. L'Alto rappresentante per la politica estera dell'Unione europea, Federica Mogherini, ha convocato un incontro straordinario del Comitato politico e di sicurezza per il 14 agosto, per discutere dei possibili prossimi passi nei confronti della Corea del Nord.

IL LAVORO DIETRO LE QUINTE. A margine delle rumorose schermaglie incrociate, l'amministrazione Trump ha fatto comunque sapere di essere da parecchi mesi impegnata dietro le quinte per tentare di avviare un canale di dialogo con la Corea del Nord. Per affrontare sia la questione dei prigionieri americani detenuti nel Paese, sia quella del deterioramento delle relazioni. Questo canale, secondo fonti del governo degli Stati Uniti, può essere la base per una discussione più seria, anche sul programma nucleare nordcoreano.

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