Berlino Città
13 Agosto Ago 2017 1300 13 agosto 2017

Berlino si è trasformata: ora i ricchi sfrattano l'underground

Pochi posti scampati alla gentrificazione e locali frequentati da chi può spendere: non aspettatevi una città bella, ma “solo” interessante. I reportage di pagina99 dai luoghi che cambiano. Nel racconto di chi ci vive.

  • STEFANO CASERTANO
  • ...

Il miglior modo per non vederla è visitarla. Il turista appena giunto in uno dei due maldestri aeroporti di Berlino (Schönefeld per chi viaggia low-cost, Tegel per chi viaggia con compagnie low-cost truccate da tradizionali) ha in genere solo una cosa in mente: vedere il Muro. Ebbene, vedere il “Muro” è un’esperienza che si riduce purtroppo a quanto descritto dal nome: si vede, per l’appunto, un muro di cemento. Poco vale il fatto che la sezione più lunga, la East-Side Gallery (circa due chilometri) sia coperta da disegni di varia fattezza: davvero pochi di essi esprimono un qualche valore artistico degno d’interesse.

VOLETE IL BELLO? ANDATE ALTROVE. Concediamo però il beneficio del selfie: una fotina davanti al Brüderkuss tra Breznev e Honeker ci sta tutta. Dopo, però, mettetevi in testa una cosa. Berlino non è una “bella città”. Questo epiteto piccolo-borghese i cittadini preferiscono lasciarlo ad altre capitali. Volete il bello? Andate a Praga, a Parigi, a Roma. Il bello si può visitare. Ma a Berlino il bello è un’altra cosa: non è estetico, ma sociale. Al posto di Michelangelo c’è Beuys, non a caso. Valanghe di giovani e look originali, vita notturna, assenza di giudizio e nuove forme di socialità: la città rimane ancora un punto di riferimento per le nuove generazioni.

NON PIÙ SOLO "POVERA MA SEXY". Si gira in bicicletta come ad Amsterdam, piove come a Londra, ci sono più gallerie d’arte qui che gallerie sull’A10. Il bello di Berlino si deve vivere. Le vestigia della città povera ma sexy degli Anni 90 ma anche la nuova capitale, ricca e lussuosa, degli Anni 2000.

Un'installazione vicino al Muro.

Goodbye underground: spazio alle famiglie della medio-alta borghesia

Venuto giù il Muro nel 1989, presto si sono liberati interi quartieri per ospitare liberi pensatori di varia natura, dagli artisti ai disoccupati, con pericolose sovrapposizioni. I quartieri centralissimi di Mitte e Prenzlauerberg erano patria di squatter e criminali comuni, prima che la gentrificazione ripulisse tutte le facciate e v'inserisse all’interno produttive famiglie della medio-alta borghesia.

CENTRO RESIDENZIALE E PER UFFICI. A Mitte nel 1991 apriva il Tacheles, art-house con un centinaio di artisti, sopravvissuta 23 anni all’arrivo del nuovo – sotto forma di assegnoni per far sloggiare gli occupanti e trasformare il tutto in un centro residenziale e per uffici.

Revival Anni 90: qualcosa di selvaggio è rimasto

Per i nostalgici: le vestigia di quell’epoca gloriosa sono presenti, ancorché difficili da trovare. Se vi siete persi la Berlino degli Anni 90 (e lo dice chi vi ha fatto l’Erasmus nel lontano 2000) c’è poco da fare. Non troverete più le selvagge vie del centro in cui i locali aprivano e chiudevano in una settimana, con sedie e bicchieri rigorosamente fuoriserie (nel senso che non c’era una serie di alcunché).

REGOLA: VIETATO VESTIRTSI BENE. Avendo cura di non vestirsi bene, segnalo lo Schokoladen (schokoladen-mitte.de) nella Ackerstasse di Mitte, bar con spettacoli e comunità indipendente annessa, salvata di recente da una generosa elargizione da parte di una fondazione svizzera. Poco distante, il caffè “Zosch” (www.zosch-berlin.de) nella Tucholskystrass ha una cantina in cui si esibiscono gruppi di varia natura e qualità. Spesso sono davvero pessimi, ma bohemien da pazzi.

CAPANNONI E SFIDE TRA SKATER. Sempre sul genere: con attenzione alle zone più in ombra (il posto è mal frequentato) vale una visita la superficie dello Urban Spree sulla Revaler Strasse (urbanspree.com/de), con molti locali ed eventi. C’è anche un centro per le arrampicate in un capannone, con torre e pareti anche esterne (derkegel.de), aperto fino alle 23. Si possono inoltre ammirare gli skater in un parco al coperto (skatehalle-berlin.de).

Il Madame Claude è un locale che ha mantenuto il nome del bordello che prima vi operava. In cantina ci sono concerti ogni sera

A poca distanza, bar “d’epoca” sono il Kptn. A. Müller (kptn.de/) e il Primitiv, la cui insegna inganna (da un lato è in cirillico) e la specialità è la vodka. O anche il Madame Claude (madameclaude.de), locale che ha mantenuto il nome del bordello che prima vi operava. L’arredamento è a testa in giù, e una porticina nera difficile da trovare conduce alla cantina, dove ci sono concerti ogni sera.

DALL'ALTERNATIVO AL FIGHETTINO. Se poi dopo aver bevuto volete fare una cantata, rifiutando qualsiasi responsabilità cito il Monster Ronson’s Ichiban Karaoke (karaokemonster.de), un posto trashissimo. Spostandoci nel quartiere di Kreuzberg, in rapida trasformazione dall’alternativo al fighettino, c’è una solida comune di artisti che organizza eventi di vario genere: la Werkstatttraum (werkstatttraum.com/de).

Una tipica serata estiva a Berlino.

La città dei ricchi: al Pauly Saal cocktail irresistibili

Ma per tornare al discorso di prima: Berlino è diventata anche altro. Chi scrive denuncia da tempo sfoghi di orticaria quando a cena salta fuori la conversazione «Berlino non è più quella di una volta». Grazie tante. Avendo potuto osservare la città in 10 anni, posso consigliare anche qualcosa per i cultori dello chic che qui spesso viene definito come ordinario. Sono arrivati i soldi, ed è un dato di fatto. Con i soldi sono arrivati anche i detentori dei soldi, con una certa voglia di spenderli. Facciamoci del male: ristorante Pauly Saal nella Auguststrasse (paulysaal.com), una stella Michelin e cocktail che farebbero rompere l’astemismo anche al Dalai Lama.

NELLA LISTA DEI MIGLIORI BAR DEL MONDO. Il miglior giapponese è Zenkichi, atmosfere da Tokyo e prezzi anche. Per i cocktail: Saphire Bar e Buck and Breck (buckandbreck.com), un posto senza insegna che figura nella lista dei migliori bar del mondo. Il giro pariolino continua nell’Odessa Bar a Mitte, affollatissimo e nei cui pittoreschi bagni risalta un ripiano sopra i wc, dalla sospetta destinazione d’uso. Eccezionale il Moscow Mule.

OCCHIO AGLI SCONTRI CON I... BUTTAFUORI. Se la serata diventa proprio qualcosa da pischelli si può andare a ballare allo Chalet (chalet-berlin.de/), ma per cortesia evitate il Berghain (con soddisfazione reciproca: vostra e dei buttafuori che non amano i forestieri). Più low-key il Sisiphos e davvero low-key l’R19, che ha anche il discutibile pregio di essere aperto al lunedì sera.

In città sono arrivati i soldi e con loro sono arrivati anche i detentori dei soldi.

Nelle gallerie d’arte: la migliore è la Kw nella Auguststrasse

In questo pot-pourri di buon vivere non possiamo però trascurare la cultura. A parte il grand tour classico (rimando alla Lonely) la miglior galleria della città è la Kw nella Auguststrasse (kw-berlin.de/en/). Anche la Berlinische Galerie (berlinischegalerie.de) sta facendo cose interessanti. Con prenotazione si può visitare a Mitte anche il Bunker che ospita la Collezione Boros (sammlung-boros.de), che è un po’ come un deposito di Paperone con arte contemporanea al posto delle monete.

La costruzione di nuovi palazzi.

Consigli pratici: occhio al meteo mutevole

Avvertenza d’obbligo: non è colpa di Berlino se il tempo è così mutevole. Non ci sono montagne a difenderci: una ventata può portare vento caldo dal Sud o brezze siberiane
in rapida successione. Forse farà caldo tutto il fine settimana, o forse pioverà acqua gelata, senza alcuna relazione con la stagione del momento. Un test meteo di due o tre giorni non basta per stabilire che «a Berlino fa caldo» o che «a Berlino fa freddo». Un guardaroba variegato e un’occhiata al meteo sono imprescindibili.

IL MUSEO DI PERGAMO È CHIUSO. Inoltre, per i più tradizionalisti: il Museo di Pergamo, certamente vero gioiello dell’offerta turistica berlinese, purtroppo è chiuso per restauri fino al 2023. O almeno, tali sono le previsioni, sulle quali la nuova inaffidabilità tedesca getta sinistre ombre da sud Europa: anche il nuovo aeroporto – che dovrebbe evitare il transito attraverso i due pezzi da museo poc’anzi citati – doveva aprire nel 2011, ma forse aprirà nel 2020 (o forse mai).

GRAN CONCENTRAZIONE DI NEGOZI. Il turista più incauto potrebbe allora rivolgersi ad Alexanderplatz, memore forse del film di Fassbinder (con la “i”, non con la “e”, che è altra cosa). Qui potrà ammirare una concentrazione senza precedenti di negozi per turisti, assieme all’accogliente serie dei grandi marchi della distribuzione da centro commerciale contemporaneo. Se poi vorrà salire sull’adiacente Torre della Televisione, potrà desinare in un ristorante panoramico che compie un giro completo ogni 30 minuti, a prova di Xamamina. Per la cronaca: durante il socialismo ci metteva il doppio del tempo, ma si sa che con il capitalismo tutto è più veloce.

ll centro della città dall'alto.

Interessante, ma... non ci vivrei

Infine un ultimo consiglio. Non fatevi convincere dal primo che passa su cosa sia Berlino, perché ognuno ne ha una sua esperienza e una sua definizione, e solo voi potete trovare la vostra. Certa è una cosa: un tempo Berlino era la città in cui tutti volevano andare a vivere dopo averci passato un fine settimana. Adesso, stante anche i prezzi al rialzo, il refrain è in stile veneziano: «Berlino è interessante, ma non ci vivrei». Non bella: interessante. Ma c’è chi preferisce l’interessante al bello.

Questo articolo è tratto dal nuovo numero "speciale estate" di pagina99, "cosa c'è di nuovo nel mondo", in edicola, digitale e abbonamento dall'11 al 24 agosto 2017.

Diciotto reportage dalle città che cambiano. Raccontate da chi ci vive. Lo Speciale Estate di Pagina99, in edicola e in edizione digitale per due settimane ► bit.ly/p99n80

Geplaatst door Pagina99 op donderdag 10 augustus 2017
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso