Israele revoca accredito capo al Jazeera
16 Agosto Ago 2017 1732 16 agosto 2017

Israele, ritirato accredito al capo di Al Jazeera Gerusalemme

Il reporter si è definito parte della resistenza palestinese. Il governo era pronto da giorni a chiudere la tivù. Allineandosi all'offensiva contro il Qatar di Arabia e Emirati.

  • ...

Niente più accredito per lavorare in Israele per il numero uno dei corrispondenti di Al Jazeera. Il direttore dell'ufficio stampa del governo israeliano, Nitzan Chen, ha revocato l'accredito al capo dell'ufficio di Gerusalemme dell'emittente del Qatar, Elias Karram, accusdandolo di non essere in grado di fare il giornalista.
LAVORO SUI MEDIA «PARTE DELLA RESISTENZA». Karram , arabo israeliano originario di Nazareth, aveva dichiarato: «In quanto giornalista palestinese... il lavoro sui media è parte integrale della resistenza». Affermazioni che secondo l'esecutivo di Tel Aviv «mettono in dubbio la sua capacità, come rappresentante di un network straniero, di coprire, da giornalista professionista, il conflitto israelo-palestinese nel quale, secondo le sue stesse parole, ha una parte attiva».
Il reporter sarà ascoltato riguardo alle sue affermazioni. Ma l'iniziativa del governo era in qualche modo annunciata.

L'esecutivo israeliano accusa l'emittente del Qatar di fomentare le proteste palestinesi, in particolare contro le restrizioni imposte e poi revocate da Israele per l'accesso alla spianata delle moschee, seguite a luglio con lunghe dirette da parte dei suoi giornalisti.
ALLINEATI CON ARABIA ED EMIRATI. A inizio agosto il ministro delle comunicazioni di Tel Aviv Ayoub Kara si era di fatto allineato alloffensiva dei Paesi del Golfo, dall'Arabia Saudita agli Emirati arabi passando per la Giordania, contro il Qatar. Sauditi e alleati accusano Doha di sostenere il terrorismo e chiedono tra le altre cose che l'emittente televisiva qatarina venga chiusa.
«Ultimamente, quasi tutti i paesi della nostra regione hanno determinato che Al Jazeera supporti il ​​terrorismo, supporta la radicalizzazione religiosa», aveva dichiarato il ministro israeliano in una conferenza stampa il 6 agosto secondo quanto riportato dall'Associated press. Kara aveva annunciato di voler revocare i permessi ai reporter della tivù, di volerne chiudere l'ufficio di Gerusalemme e di voler in definitiva sospenderne le trasmissioni.
MISURA PIÙ FACILMENTE REALIZZABILE. E tuttavia la prima misura era la più facile da realizzare anche perché la maggioranza del pubblico della tivù qatarina non utilizza la rete televisiva israeliana ma abbonamenti privati. In più al Jazeera ha uffici anche a Ramallah e Gaza, sotto controllo dell'Autorità palestinese e di Hamas. Allora Magdalena Mughrabi, vice direttore dell'Amnesty International del Medio Oriente e del Nord Africa aveva definito le dichiarazioni di Kara «un attacco sfacciato alla libertà dei media in Israele e nei territori palestinesi occupati».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso