Rambla

Attentato di Barcellona

Moussa Barcellona
17 Agosto Ago 2017 1720 17 agosto 2017

Barcellona, furgone travolge la folla sulla Rambla: cosa sappiamo

Un furgone ha travolto la folla nel cuore della città causando 13 morti. Confermate due vittime italiane. Caccia al 18enne Moussa Oukabir considerato l'autore dell'attacco. Tre sospetti arrestati. Per gli inquirenti la cellula che ha colpito era composta da 8 persone.

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Il furgone che ha travolto la folla.

Morte e terrore a Barcellona: un furgone ha travolto la folla sulla Rambla, il viale che collega Plaça de Catalunya con il porto antico della città. Gli inquirenti hanno confermato che si tratta di un attentato e l'Isis lo ha rivendicato. Il bilancio provvisorio è di almeno 13 morti, ma il numero appare destinato a salire. Tra le vittime ci sono anche due italiani, tra i quali Bruno Gulotta. I feriti sono 100, di cui 15 in gravi condizioni. Nell'attentato sono rimasti feriti altri tre italiani, ma l'ambasciatore a Madrid Stefano Sannino ha confermato che due di loro sono stati dimessi (leggi anche: La Rambla di Barcellona, la "passeggiata" dei turisti).

Moussa Oukabir, 18 anni, ricercato come autista del van che ha travolto i passanti.

LA POLIZIA: «CERCHIAMO MOUSSA OUKABIR». Nella tarda mattinata del 18 agosto la polizia ha confermato di ricercare attivamente quale presunto conducente del furgone Moussa Oukabir, 18 anni, il cui fratello Driss era stato indicato 24 ore prima come un presunto sospetto per l'attentato, ed è stato arrestato. Moussa potrebbe avere sottratto i documenti al fratello per noleggiare il furgone. Oukabir potrebbe essere sfuggito a un posto di blocco nella serata del 17 all'uscita della città. Secondo la stampa spagnola un'auto ha forzato il passaggio sulla Diagonal ferendo un agente. Il conducente è poi fuggito a piedi. Secondo il ministro degli interni catalano Joaquim Form «potrebbe essere» il terrorista ricercato. Nell'auto è stato trovato il cadavere del proprietario ucciso a coltellate.

IL PUNTO DELLA POLIZIA CATALANA. Tra la sera del 17 agosto e la mattinata del 18 la polizia catalana ha arrestato tre persone. Due delle tre sono state catturate a Ripoll, una cittadina dei Pirenei in provincia di Girona mentre il terzo nel comune di Alcanar, vicino a Tarragona. A Ripoll sono finiti in manette Driss Oukabir, di origine marocchina, fratello di Mousa, sospettato di essere il conducente de furgone della strage e finito in manette il 17. Nella stessa cittadina è stato arrestato secondo i media locali un cittadino marocchino conoscente degli Oukabir. Diverse perquisizioni sono in corso a Ripoll. A Alcanar è finito in manette un uomo che era rimasto ferito in un'esplosione di una casa nella notte del 16 agosto, dove secondo gli inquirenti la cellula terroristica forse stava preparando ordigni artigianali.

UCCISO UN UOMO CHE HA FORZATO IN UN POSTO DI BLOCCO. La polizia ha confermato che una terza persona è stata fermata nella mattinata del 18 agosto nel paese di Ripoll e che sarebbe collegata all'attacco delle Ramblas. Un quarto uomo che aveva cercato di forzare un posto di blocco è stato ucciso, ma non ci sono prove che fosse collegato all'attacco sulla Rambla. Infine, una quinta persona è morta fuori città a seguito dell'esplosione avvenuta in una casa. La polizia ritiene che quest'ultimo incidente sia collegato all'attentato (leggi anche: Da Nizza a Barcellona, quando il terrore viaggia su auto e camion).

CELLULA COMPOSTA DA 12 UOMINI. Una fonte della polizia avrebbe spiegato a El Pais che a colpire Barcellona e il centro di Cambrils sarebbe stata una cellula terroristica formata almeno da 12 persone. Cinque della quali uccise a Cambrils, mentre tre sono i fermati. Restano in libertà altri quattro membri, compreso Moussa Oukabir.

RIAPERTA LA RAMBLA AL PUBBLICO. Nella mattinata del 18 agosto la strada teatro dell'attentato è stata riaperta al pubblico dopo essere stata completamente ripulita durante la notte. La conferma è arrivata direttamente da un inviato dell'Ansa. La passeggiata che dal centro conduce al porto della città è però ancora chiusa al traffico delle auto. Secondo le prime informazioni centinaia di turisti hanno lasciando gli alberghi o gli appartamenti affittati nel centro della città.

Cosa sappiamo in 7 punti [ultimo aggiornamento alle 12.30 del 18 agosto]

  • Poco dopo le 17 un furgone bianco è piombato sulla folla che camminava sulla Rambla. I morti sono almeno 13 e i feriti 100.
  • La polizia ha confermato che si tratta di un attentato terroristico. L'Isis lo ha rivendicato.
  • Tre sospetti «direttamente implicati» nell'attacco sono stati arrestati. L'ultimo nella mattinata del 18 agosto.
  • Secondo la polizia la cellula era composta da almeno 8 persone.
  • L'autista del furgone risulta ancora in fuga.
  • Pare che l'autore della strage abbia rubato un'auto e ucciso il conducente.
  • Un quarto uomo ha tentato di forzare un posto di blocco ed è stato ucciso dalla polizia. Un quinto è morto a seguito dell'esplosione avvenuta in una casa fuori città.

Il viale nel cuore di Barcellona è stato chiuso, così come le stazioni della metropolitana. A piombare sulla folla è stato un furgone bianco marca Fiat, che procedeva a circa 80 km orari. Notizie contraddittorie si sono susseguite sugli uomini alla guida: secondo alcune fonti l'autista, uno solo, sarebbe scappato a piedi. Mentre secondo l'agenzia Reuters due uomini armati si sarebbero asserragliati in un ristorante. La notizia, poi smentita, è stata data anche dalla tivù pubblica Rtve: un ristorante turco del mercato della Boqueria era stato indicato come il locale in questione, ma col passare delle ore si è materializzato uno scenario differente.

NESSUNA PRESA DI OSTAGGI. La polizia ha comunicato su Twitter che non c'erano persone asserragliate, nessuna presa d'ostaggi. E la tivù catalana Tv3 ha rivelato che due sospetti erano in fuga. Sempre secondo i media spagnoli, infine, un terzo uomo è stato ucciso in una sparatoria con la polizia a Sant Just Desvern, una decina di chilometri a Ovest di Barcellona, dopo aver tentato di forzare un posto di blocco. Gli investigatori hanno confermato la sua morte, ma per ora non ci sono prove che fosse collegato con l'attacco sulla Rambla.

La mappa dell'attacco sulla Rambla.

Secondo una prima ricostruzione dei fatti il furgone ha compiuto una corsa a zig zag di circa 600 metri, schiantandosi contro uno dei chioschi che si trovano sul marciapiede che separa le corsie della Rambla destinate alle automobili. Il mezzo è partito da Plaça de Catalunya e si è fermato in Plaça Boqueria. La zona è stata circondata dalle forze dell'ordine e sul posto sono arrivate molte ambulanze. La polizia ha fatto chiudere tutti i negozi e i ristoranti con dentro la clientela.

Secondo i media spagnoli, inoltre, gli investigatori hanno trovato un secondo furgone che potrebbe essere coinvolto nell'attentato. Sarebbe stato noleggiato per consentire la fuga dell'attentatore o degli attentatori. L'uomo che ha affittato entrambi i furgoni, sia quello che ha travolto la folla, sia quello ritrovato successivamente, secondo El País si chiama Driss Oukabir Soprano. Ma l'individuo, nato a Marsiglia, si è presentato spontaneamente al commissariato di Ripoll, dove risiede, e ha denunciato il furto dei propri documenti. Gli agenti stanno cercando di capire perché Oukabir non abbia denunciato prima il furto e sospettano che a noleggiare i furgoni sia stato suo fratello minore, Moussa, 18enne residente a Barcellona. Potrebbe essere lui una delle due persone arrestate, ma non ci sono conferme.

Mentre le indagini vanno avanti, nelle zone intorno alla Rambla circa 600 persone sono rimaste bloccate per ore all'interno di negozi e ristoranti. Palazzo Chigi sta seguendo da vicino gli sviluppi della situazione, in stretto raccordo con la rete diplomatica italiana e con le autorità spagnole. L'attentato ha immediatamente prodotto una sensibilizzazione del dispositivo di sicurezza nel nostro Paese, dove le misure di vigilanza sono già ai massimi livelli (leggi anche: Attentato di Barcellona, in Italia vigilanza massima).

Le verifiche sui nostri connazionali sono ancora in corso, ma c'è il rischio che, oltre ai tre feriti confermati, tra le vittime dell'attacco (non necessariamente tra i morti) ci siano anche dei cittadini italiani. In particolare si teme per la vita di un italiano: si tratta di Bruno Gulotta, residente a Legnano, in Lombardia, che era in vacanza nella città catalana con la moglie e i figli. Il ministro degli Esteri Angelino Alfano ha aggiunto di aver disposto, dall'Ambasciata d'Italia a Madrid, «una missione a rafforzamento del Consolato Generale, per supportare in ogni modo i nostri connazionali. A questo scopo, alcuni uomini dell'Unità di Crisi partiranno per Barcellona con il primo volo disponibile».

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