Tillerson
28 Agosto Ago 2017 1618 28 agosto 2017

Trump, media: «Il segretario di Stato Tillerson rischia il posto»

Il capo della diplomazia Usa in bilico dopo la presa di distanza dal presidente sugli scontri di Charlottesville. Potrebbe essere sostituito dall'attuale ambasciatrice all'Onu Nikki Haley.

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Secondo indiscrezioni della stampa americana, l'insofferenza del presidente Donald Trump nei confronti del segretario di Stato Rex Tillerson è arrivata al punto di fare ipotizzare una sua possibile sostituzione. «Rex non ci arriva, è totalmente un uomo dell'establishment», avrebbe detto di recente Trump ad alcuni suoi consiglieri. A rendere critica la posizione dell'ex ad di ExxonMobill è stata poi la presa di distanze dal tycoon sulla vicenda di Charlottesville. «Il presidente parla per se stesso», ha risposto il 27 agosto a una domanda in una intervista alla Fox nella quale ha difeso i valori americani, dopo la controversa equiparazione tra suprematisti bianchi e loro oppositori fatta da Trump in relazione agli scontri in Virginia.

L'IPOTESI HALEY. Spuntano anche possibili scenari di sostituzioni, con il nome dell'ambasciatore Usa all'Onu Nikki Haley che va facendosi strada. Uno degli scenari, scrive il sito Axios, vede un possibile passaggio di Haley dal Palazzo di Vetro al Dipartimento di Stato, mentre al suo posto alle Nazioni Unite potrebbe andare Dina Powell, che lascerebbe così il Consiglio di Sicurezza nazionale della Casa Bianca.

Il 28 agosto è previsto un pranzo alla Casa Bianca tra Trump, Tillerson e il vice presidente Mike Pence, in cui probabilmente il magnate chiederà conto al capo del dipartimento di Stato dei suoi commenti. Il presidente non è certo immune alle critiche, e l'atteggiamento di Tillerson durante la riunione potrebbe risultare decisivo. Non è la prima volta che il petroliere entra in conflitto con la Casa Bianca, sebbene generalmente venga criticato per l'atteggiamento remissivo con cui interpreta il suo ruolo. In questa occasione ha deciso di andare giù duro, una scelta chiaramente ponderata per prendere una ferma posizione che nessuno si aspettava.

ONDATA DI ESODI DAL DIPARTIMENTO DI STATO. Continua intanto l'ondata di esodi dal Dipartimento di Stato: a tre settimane dal debutto di Trump alle Nazioni Unite, si è dimessa la diplomatica di carriera responsabile della politica Usa verso il Palazzo di Vetro e le altre organizzazioni internazionali. Tracey Ann Jacobson, 52 anni, è l'ultimo esempio di un fuggi fuggi che ha assottigliato i ranghi della politica estera americana da quando Trump è diventato presidente. L'annuncio di Jacobson, di cui ha dato notizia Foreign Policy, è arrivato venerdì assieme a quello di William Rivington Brownfield, che dal 2011 era assistente segretario di Stato per le questioni della giustizia internazionale e il controllo degli stupefacenti. Una decisone che segue di quattro mesi quella della moglie Kristie Kenney, una delle più stimate esperte di diritti umani al Dipartimento di Stato, mentre la scorsa settimana sempre FP aveva appreso che John Heffren, il capo del desk Europa, era stato indotto a lasciare il posto. A pesare, in particolare, è la sottovalutazione del ruolo della diplomazia dell'amministrazione Trump a vantaggio delle forze armate e i conseguenti tagli di bilancio.

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