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LA TRUMPIANA 5 Settembre Set 2017 1626 05 settembre 2017

Giù le mani dalle statue dei confederati: la storia non si cancella

Che sia in Italia per il fascismo o negli Stati Uniti per lo schiavismo, tentare di rimuovere il passato è pericoloso e l’arte va rispettata. Perché ci ostiniamo a giudicare con i parametri di oggi cose di secoli fa?

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Nella battaglia di luglio contro i monumenti fascisti, la presidente della Camera Laura Boldrini è stata antesignana di quello che è poi successo negli Usa con la rimozione delle statue dei confederati, viste come «apologia» dello schiavismo. Anche la statua di Cristoforo Colombo è finita in questa diatriba. Ma c’è un precedente ancora più illustre. La visita del presidente iraniano Hassan Rouhani a gennaio 2016 (governo Renzi) ai Musei capitolini, quando furono coperte le statue di nudi femminili. Fu nascosta addirittura Venere.

LA STORIA NON SI CANCELLA. Che sia in Italia per il fascismo o negli Stati Uniti per lo schiavismo, la storia non si cancella e l’arte va rispettata. Le statue le distruggono i talebani o Daesh. Ci ricordiamo tutti Palmira. Sono andati perduti reperti archeologici di grande pregio, qualcuno addirittura è finito negli scambi del mercato nero, finanziando attività illecite, financo il terrorismo. Meglio questo della memoria? Non solo siamo figli della storia, ma cancellarne episodi specifici scatena reazioni incontrollate. Come la repressione nella psicanalisi: si decide consapevolmente di rimuovere un’esperienza negativa dal campo della coscienza, ma questa rimane nel subconscio, provocando effetti collaterali fino ai disturbi della personalità.

QUEL "NEO" DI WASHINGHTON E JEFFERSON. Tornando agli Usa, c’è chi ricorda come anche George Washington e Thomas Jefferson, rispettivamente primo e terzo presidente degli Stati Uniti d’America, possedettero un certo numero di schiavi. Ne fa una veloce ricognizione Wikipedia: George Washington ne ereditò dal padre 10 quando aveva solo 11 anni. A 27, quando si sposò, ne aveva 36, per arrivare a 135 nel 1774, senza contare gli 85 che sua moglie ereditò dal precedente marito e gli altri che ricevette da debitori a saldo degli insoluti. Thomas Jefferson cominciò nel 1774 con 41 e nel corso della vita arrivò ad averne 600. Molti nacquero nelle sue piantagioni e altri ne dovette vendere in momenti di difficoltà economica. A questo punto anche le loro statue andrebbero buttate giù. La schiavitù fu poi abolita nel 1865. Perché ci ostiniamo a giudicare con i parametri di oggi cose di secoli fa?

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