Dreamers Vs Trump
5 Settembre Set 2017 1218 05 settembre 2017

Goodbye Dreamers, Trump cancella il sogno di 800 mila migranti

Abrogato il piano introdotto da Obama nel 2012 per proteggere i giovani arrivati negli Usa al seguito dei genitori: Sessions: «È incostituzionale». Ora il Congresso ha sei mesi per trovare una soluzione. Le cose da sapere.

  • Francesco Bertolino
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Sospesi fra il sogno americano e un improvviso risveglio, 800 mila migranti hanno atteso invano un ripensamento dell'amministrazione Trump. Nessun dietrofront, invece, col ministro della Giustizia Jeff Sessions che ha annunciato la definitiva abrogazione del programma di amnistia per i 'dreamers', bollato senza mezzi termini come «incostituzionale».

SALVATI DA OBAMA NEL 2012. S'infrange dunque il sogno delle miglia di giovani, non oltre i 36 anni, arrivati negli Stati Uniti al seguito dei genitori prima del 16esimo compleanno. Tutti irregolari e, perciò, di nuovo destinati all'espulsione. Come lo erano già nel 2012, prima che un atto di Barack Obama , il Daca (Deferred action for childhood arrivals), li trasformasse in 'dreamers', sognatori, concedendo loro un permesso di soggiorno rinnovabile e la speranza di poter rimanere per sempre negli Stati Uniti.

«DECISIONE SBAGLIATA E CRUDELE». Lo stesso Obama che non ha potuto fare a meno di intervenire per censurare la decisione presa dalla Casa Bianca: «Abrogare il programma di amnistia per i 'dreamers' è sbagliato, autolesionista e crudele», ha scritto su Facebook l'ex inquilino della Casa Bianca. L'ex presidente ha quindi sottolineato che «prendere di mira questi giovani è sbagliato, perché non hanno fatto nulla di male. È autolesionista, perché loro vogliono avviare un nuovo business, lavorare nei nostri laboratori, servire nelle nostre forze armate, dare il loro contributo al Paese che amiamo. Ed è crudele. Siamo chiari: l'azione presa oggi non è richiesta legalmente».

ESPULSIONE SOSPESA FINO A MARZO. Se eletto, Trump aveva promesso di deportarli, assieme ad altri 10 milioni di migranti irregolari. Il presidente ha mantenuto la parola, anche se per il momento ha optato per la concessione di una moratoria. Il dipartimento di Giustizia e quello della Sicurezza interna hanno infatti comunicato che le persone attualmente protette dal Daca «non saranno toccate» dalla fine del programma «prima del 5 marzo 2018, in modo che il Congresso abbia il tempo di trovare le soluzioni legislative appropriate».

UN COMPROMESSO INSODDISFACENTE. Una mossa che scontenta tutti: falchi repubblicani, democratici e migranti. Ma che dà tempo al Congresso di mettere ordine nella confusione normativa generata dalla decisione.

Ma chi e quanti sono i Dreamers? Il Daca di Obama ha posto limitazioni severe per il rilascio del permesso di soggiorno: età inferiore ai 31 anni, ingresso illegale negli Usa prima del 16esimo compleanno, iscrizione a una scuola superiore e casellario giudiziale immacolato.

ACCOLTA GRAN PARTE DELLE DOMANDE. Ciò nonostante, dal 2012, su un totale di 1,1 milioni persone interessate dal provvedimento, il 78% ha presentato domanda con successo. Un ottimo risultato per Obama, una disgrazia per i repubblicani.

MOLTI DREAMERS SONO MESSICANI. La maggior parte dei 'dreamers' è originaria dal Centro America: El Salvador, Guatemala, Honduras. Ma sono i messicani a farla da padrone: due terzi delle richieste accolte provengono dal Paese al confine con il quale Trump progetta di costruire un muro anti-immigrati. E la loro presenza si concentra proprio negli Stati di confine: la California ne ospita 223 mila, il Texas 121 mila.

Il muro di confine fra Messico e Stati Uniti. In campagna elettorale Trump ne ha promesso l'ampliamento a spese dei messicani.

A spingere per la cancellazione del Daca e la conseguente espulsione dei 'dreamers' erano soprattutto i membri ultra-conservatori del Congresso. Come il deputato Steven King, che su Twitter aveva auspicato l'abolizione immediata dell'atto di Obama: «Porre fine ora al Daca è il solo modo di restaurare lo Stato di diritto. Rimandarlo sarebbe un suicidio per i repubblicani».

I REPUBBLICANI NON SONO COMPATTI. Democratici e associazioni pro-migranti hanno invece sempre sostenuto la causa dei 'dreamers'. Ma la loro protesta ha trovato sponda anche tra le fila del partito repubblicano. Sia lo speaker della Camera Paul Ryan che il senatore dell'Arizona John McCain avevano chiesto al presidente un ripensamento.

CONGRESSO IN CERCA DI UNA SOLUZIONE. Non è arrivato. Ora tocca al Congresso trovare una soluzione per evitare la deportazione degli 800 mila giovani migranti. Le opzioni a disposizione paiono però ridotte: difficile che deputati e senatori sconfessino del tutto la linea di Trump, approvando una legge con effetti equivalenti al Daca. Possibile, invece, che i sei mesi di sospensione trascorrano senza che venga trovato un rimedio. E allora i 'dreamers' saranno costretti a chiudere i loro sogni in valigia. E partire.

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