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Uragani ai Caraibi

Irma
9 Settembre Set 2017 2005 09 settembre 2017

Irma si abbatte sulla Florida: prime vittime e persone in fuga

Almeno cinque i morti. A Miami imposto il coprifuoco. Apprensione per Tampa. Il governatore dello Stato: «Non si sopravvive a questa tempesta». Nelle Antille francesi massima allerta per José. 

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L'occhio di Irma ha lasciato la zona delle isole Keys nel Sud della Florida per dirigersi verso Nord, con venti fino a 200 chilometri orari. Oltre 4,6 milioni di persone in Florida sono rimaste senza elettricità a causa del passaggio dell'uragano e si sono registrate le prime cinque vittime. «Dovete andare, adesso! Mettete le vostre famiglie in salvo!»: il governatore della Florida, Rick Scott, ha guidato così l'allerta che le autorità del Sunshine State hanno lanciato per ore in attesa del mega-uragano in arrivo. Malgrado nelle ultime ore la categoria sia scesa da 5 a 1, il suo potenziale di devastazione supera anche l'incubo Andrew, l'uragano che colpì la Florida nel 1992 uccidendo 60 persone al suo passaggio. «Non si sopravvive a questa tempesta», ha aggiunto Scott. «È una situazione potenzialmente mortale. Evacuate ora, non tra un'ora o stanotte. Andatevene ora».

COPRIFUOCO A MIAMI. Nell'area di Miami è stato imposto il copprifuoco a partire dalle 19 locali. La misura resterà in vigore fino alle 8 del mattino ma potrà essere esteso fino alle 11 se le condizioni lo richiederanno. Nella adiacente zona di Broward County il coprifuoco sarà effettivo a partire dalle 16 «fino a ulteriore notifica».

SEI MILIONI IN FUGA. L'esodo è epocale: sono oltre 6 milioni i residenti della Florida in fuga, a cui se ne aggiungono altri 700 mila a cui è stato chiesto di lasciare lo Stato nelle ultime ore. In tutto sono circa 7 milioni il numero di persone interessate dagli ordini di evacuazione emessi in più Stati: oltre alla Florida, l'Alabama, la Georgia e il South Carolina.

Il bilancio nei Caraibi è salito a 25 vittime

Irma ha già seminato morte tra le Virgin Islands britanniche e americane, St. Martin e St. Barts, le isole di Anguilla e Barbuda, quest'ultima dichiarata a malapena abitabile. Il bilancio di vittime è salito ad almeno 25. A Cuba, 1 milione di abitanti ha già lasciato le proprie abitazioni, mentre procede l'evacuazione di almeno 51 mila turisti: di questi, secondo il New York Times, 36 mila si trovavano nei vari resort sulla frequentatissima costa settentrionale dell'isola, tra la capitale Avana e la località balneare di Varadero. Fonti ufficiali sottolineano che l'uragano è entrato in territorio cubano con forza da categoria 5 su Cayo Romano, all'altezza di Camaguey, nell'Est dell'isola, la zona più colpita insieme con alcune parti nel centro del Paese.

ANTILLE FRANCESI IN ALLERTA PER JOSÉ. Irma però non è l'unica minaccia. Meteo-France ha decretato l'allerta massima, detta "viola", per le isole delle Antille francesi Saint-Martin e Saint-Barthelemy, colpite nei giorni scorsi da Irma, per l'avvicinarsi del nuovo uragano, José. L'allarme impone il "confinamento" delle popolazioni nelle case o nei rifugi. Nelle isole la tensione è alta. Si moltiplicano i saccheggi, fra gente disperata e sciacalli, sono stati dispiegati altri 400 gendarmi (in tutto il personale sale a 1.105 secondo gli Interni) per dissuadere le bande di violenti e sono stati eretti check-point. I più determinati assaltano magazzini e negozi armati di coltelli e sono pronti a tutto. All'Eliseo, in serata, è stata convocata una riunione d'urgenza dal presidente Emmanuel Macron, con i responsabili di Interni e Difesa più il primo ministro Edouard Philippe.

La Farnesina al lavoro

Intanto continua senza sosta il lavoro della Farnesina per far fronte alle conseguenze di Irma. Al momento non si registrano vittime italiane. Sin dalla vigilia della crisi, l'Unità di Crisi e la rete diplomatico-consolare italiana - secondo quanto si apprende - si è mobilitata per allertare il pubblico, e gli italiani presenti in tutta l'area potenzialmente interessata dal passaggio dell'uragano fornendo aggiornamenti sull'evoluzione della situazione meteo e sui rischi per la sicurezza, attraverso tutti i canali disponibili (portale Viaggiare Sicuri, siti web delle Ambasciate e Consolati, account social). All'inizio della crisi, solo un numero limitato di connazionali risultavano iscritti sul portale Dovesiamonelmondo che consente ai viaggiatori di segnalare preventivamente la propria presenza in una determinata area del mondo, facilitando così i contatti e il coordinamento dell'assistenza all'estero in caso di necessità.

MASSIMA ALLERTA. Al fine di alleviare lo stato di difficoltà dei connazionali che per ora non possono lasciare l'area, è stato stabilito uno stretto coordinamento con Francia, Paesi Bassi e Regno Unito, che coordinano i primi soccorsi sui rispettivi territori (Antille francesi, olandesi e Virgin Islands britanniche) ed è stata mobilitata la rete diplomatico consolare dovunque presente nel resto della regione (Cuba, Santo Domingo, Consolato Generale d'Italia a Miami). Le Autorità locali, in un contesto particolarmente complesso, stanno materialmente convogliando l'assistenza di emergenza a tutta la popolazione, inclusi gli stranieri. La Farnesina resta impegnata nella pianificazione di tutti gli scenari possibili per le prossime ore e giorni, nella prospettiva del passaggio dell'uragano José, tenuto conto anche della particolare situazione nella quale versano gli scali aeroportuali delle Antille e delle Isole Vergini Britanniche (danneggiati, o chiusi al traffico aereo di linea, o utilizzati dalle stesse Autorità locali per far affluire aiuti ed effettuare operazioni di primo soccorso).

L'italiano a Miami: «Rimango nel mio palazzo»

Ma c'è anche chi tra gli italiani in Florida non sembra preoccuparsi dell'arrivo dell'uragano. «A Miami Beach l'atmosfera è tranquilla. Io e altri 1500 inquilini abbiamo deciso di rimanere nel nostro palazzo, aspettando Irma», dice F.B., 38 anni, manager italiano di una compagnia di crociere di lusso. «La città è deserta perché mancano i turisti», aggiunge, «ma ci sono parecchie auto ancora in giro e fino a ieri alle 20 i supermercati erano aperti, con gente presente nei bar. Qualcuno era ancora anche in spiaggia anche se i negozi oggi sono rimasti chiusi».

«HO ORDINATO LE SCORTE ONLINE». «Io abito al 15esimo piano di un residence dotato di vetri anti-uragano nel salotto», spiega. «Per le altre camere mi sono attrezzato con lo scotch». Il manager assicura di non avere paura anche se ritiene «che sia stato giusto diffondere l'allarme e l'ordine di evacuazione perché riducendo la popolazione si riducono i rischi». Si è comunque premunito per l'emergenza: «Per quanto riguarda l'acqua, non mi risulta che ci sia emergenza: ho ordinato le scorte online e mi sono arrivate regolarmente. Io comunque ho fatto anche provviste di scatolette di cibo come si fa in questi casi. E ho comprato anche tappetini per il cane, un Terranova, perché non potrò portarlo fuori. Al momento c'è anche la corrente elettrica. La mia preoccupazione maggiore è quella di mantenere in carica i telefoni e il tablet. Aspettando Irma».

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