Nobel
2 Ottobre Ott 2017 1138 02 ottobre 2017

Nobel per la medicina 2017, chi sono i vincitori

Premio assegnato a Jeffrey C. Hall, Michael Rosbash and Michael W. Young. Hanno dimostrato che un gene regola il funzionamento dell'orologio biologico, nei moscerini della frutta e negli esseri umani.

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Il Premio Nobel per la Medicina 2017 è stato assegnato a Jeffrey C. Hall, Michael Rosbash and Michael W. Young. I tre scienziati hanno svelato il meccanismo di funzionamento dell'orologio biologico, isolando il gene che controlla il ritmo circadiano. Rosbash, 73 anni, lavora alla Brandeis University, vicino Boston. Young e Hall, rispettivamente di 68 e 72 anni, all'Università del Maine.

COS'È IL RITMO CIRCADIANO. Il ritmo circadiano è un ciclo che si compie all'incirca ogni 24 ore, con cui si ripetono regolarmente determinati processi fisiologici. Nelle piante, un esempio di ritmo circadiano è quello che regola i movimenti di apertura e chiusura degli stomi, così come l'apertura e la chiusura di certi fiori. Negli animali, seguono un ritmo circadiano il ciclo sonno-veglia, il comportamento alimentare, il rilascio degli ormoni e la pressione sanguigna.

UNA PROTEINA "NOTTAMBULA". Prendendo a modello i moscerini della frutta, a partire dagli Anni 80 i tre scienziati vincitori del Nobel hanno dimostrato che un gene (chiamato "period") sovrintende alla produzione di una proteina (chiamata "per") che si accumula nelle cellule durante la notte e poi viene degradata durante il giorno. Successivamente hanno individuato ulteriori componenti proteici coinvolti nel processo, ricostruendo l'intero meccanismo. Grazie al loro lavoro adesso sappiamo che gli orologi biologici funzionano sulla base degli stessi principi, dalle piante agli organismi multicellulari, esseri umani compresi.

LA MOTIVAZIONE DEL PREMIO. «La vita sulla Terra», ha scritto l'accademia del Nobel nelle sue motivazioni, «si è adattata alla rotazione del pianeta. Da molti anni sappiamo che gli esseri viventi, inclusi gli uomini, hanno sviluppato un orologio interno che li aiuta ad adattarsi al ritmo regolare del giorno e della notte. Ma come funziona esattamente il meccanismo? Hall, Rosbash e Young sono riusciti a guardare all'interno di questo orologio e a scoprire il suo funzionamento interno. Le loro scoperte spiegano come le piante, gli animali e gli uomini riescano ad adattare il loro ritmo vitale per sincronizzarlo con la rotazione della Terra».

DALLE RICERCHE FUTURE ARMI CONTRO I TUMORI. Le ricerche sull'orologio biologico sono la strada che molti gruppi di ricerca in tutto il mondo stanno seguendo per mettere a punto future armi contro i tumori. In Italia se ne occupa, ad esempio, il gruppo di Medicina molecolare dell'Istituto Italiano di Tecnologia, guidato da Benedetto Grimaldi: «Sappiamo che ogni 24 ore tutte le cellule dell'organismo alla stessa ora si dividono, in sincrono, e che le cellule tumorali hanno riprogrammato il loro orologio per trarne vantaggio. Lo hanno accelerato per mangiare di più e per riprodursi più volte al giorno». In altre parole, nei tumori l'orologio biologico funziona male. La situazione però è molto complessa, perché esistono moltissime forme di tumore, ognuna delle quali altera il ritmo a modo suo. Il gruppo di Grimaldi ha messo a punto e brevettato molecole che agiscono sugli ingranaggi molecolari: «Ora si tratta di capire quali lancette dell'orologio biologico riusciamo a modificare». L'obiettivo è riprogrammare il ritmo circadiano in modo da far morire il tumore, oppure per renderlo attaccabile dai farmaci.

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