Battisti Brindisi
6 Ottobre Ott 2017 1418 06 ottobre 2017

Battisti scarcerato, «ma il Brasile lo rispedirà in Italia»

Il Giudice federale accoglie la richiesta dei difensori e ordina la scarcerazione dell'ex terrorista. E lui brinda con una birra all'aeroporto. Ma le autorità carioca avrebbero un piano per estradarlo.

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Cesare Battisti è tornato in libertà. L'ex terrorista è stato scarcerato in Brasile dopo che il giudice José Marcos Lunardelli, del Tribunale regionale federale della terza Regione, ha accolto la richiesta di habeas corpus avanzata dagli avvocati dell'ex terrorista, che era stato arrestato due giorni fa a Corumbà, nel Mato Grosso do Sul. Il tribunale ha disposto però per lui l'obbligo della firma in commissariato e il divieto di lasciare il distretto di San Paolo nel quale risiede.

UN BRINDISI PER FESTEGGIARE. Prima di imbarcarsi sul volo per San Paolo, Battisti si è fermato al bar dell'aeroporto internazionale di Campo Grande. L'ex terrorista - vestito con una maglietta rossa sotto una giacca nera - era di buon umore, ha sorriso varie volte, letto il giornale e bevuto diversi bicchieri di birra. Poi, con gesto ironico, ha fatto un brindisi in direzione dei fotografi.

PRONTA L'ESTRADIZIONE IN ITALIA. Il governo Temer comunque ha già deciso: Battisti, latitante da 36 anni, sarà estradato in Italia. Secondo il quotidiano O Globo l'idea sarebbe quella di imbarcare l'ex terrorista su un aereo della polizia federale direttamente da Corumbà - la città del Mato Grosso do Sul dove si trova in arresto da due giorni per sospetta evasione fiscale e riciclaggio di denaro - con destinazione Roma.

Battisti mentre si fa una birra.

Secondo O Globo il piano sarebbe stato concordato con la nostra ambasciata di Brasilia. A sostegno della nuova richiesta di estradizione mancano però alcuni documenti importanti. Il Brasile vuole avere la garanzia che Battisti sconti la pena massima prevista dalla sua legislazione: 30 anni e non i due eragstoli. L'Italia dovrà quindi allegare alla domanda un impegno in questo senso. Il requisito è contemplato nel trattato di estradizione tra i due Paesi.

«VOLEVA SCAPPARE IN BOLIVIA». Prima che Lunardelli si pronunicasse sul ricorso presentato dalla difesa di Battisti, un altro magistrato aveva confermato l'arresto dell'ex terrorista nell'udienza di convalida. E aveva usato parole molto dure con l'ex militante dei Pac. «Ci sono forti indizi», aveva motivato nel suo provvedimento il giudice Odilon de Oliveira, «sul fatto che l'imputato volesse espatriare in Bolivia. Era in possesso di una somma elevata di contanti in valuta estera, maggiore di quella consentita dalla legge brasiliana, ed aveva molte valigie al suo seguito. Tutti elementi che confermano la sua chiara intenzione di lasciare il territorio brasiliano».

DISSE DI VOLER ANDARE A PESCA. Battisti aveva dichiarato alla polizia stradale che lo aveva fermato a bordo di un taxi con due amici di voler andare a pesca e di voler fare degli acquisti. Una volta arrivato alla frontiera era stato però fermato e perquisito e gli erano stati trovati i contanti. Avrebbe dovuto dichiararli. Ma sebbene si tratti di un reato minore, il giudice ha ritenuto che il suo «background, molto grave, impone la dichiarazione di libertà vigilata, in primo luogo per comodità di effettiva applicazione del diritto penale».

«È un professionista della fuga, è una persona che ha un a laurea honoris causa in fuga»: a descrivere la figura dell'ex militante dei Pac è Pietro Forno, che da giudice istruttore a Milano si occupò dei processi per gli omicidi commessi dai Proletari armati per il comunismo. «È un delinquente comune che si è radicalizzato, per usare un termine di moda, in carcere. La radicalizzazione non riguarda soltanto il terrorismo islamico», spiega Forno.

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