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Indipendenza della Catalogna

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11 Ottobre Ott 2017 1123 11 ottobre 2017

Indipendenza Catalogna, i fatti principali dell'11 ottobre

Madrid deve decidere come rispondere alla dichiarazione di Puigdemont. Sul tavolo anche l'opzione più dura: il commissariamento della Generalitat. Accordo tra popolari e socialisti per riformare la Costituzione.

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Il premier spagnolo Mariano Rajoy ha chiesto formalmente chiarezza al presidente catalano Carles Puigdemont. Il governo di Madrid vuole sapere se la Generalitat ha effettivamente dichiarato l'indipendenza oppure no, prima di mettere eventualmente in atto le misure previste dall'articolo 155 della Costituzione, che consente di congelare le autonomie locali e che di fatto si tradurrebbe in un commissariamento della regione. Nella lettera che Rajoy ha inviato a Puigdemont si precisa che l'ultimatum scade lunedì 16 ottobre alle 10 delo mattino. Un secondo termine, perché "rettifichi", è fissato a giovedì alle 10 del mattino.

RAJOY: «DEVONO DARE UNA RISPOSTA SEMPLICE». «È molto importante» che il presidente catalano Carles Puigdemont «risponda bene» all'ultimatum che gli ha lanciato oggi il governo spagnolo ha affermato davanti al Congresso il premier Mariano Rajoy. Il premier ha poi aggiunto che «basta che il presidente Puigdemont risponda che non ha effettivamente dichiarato l'indipendenza: è molto facile». «Si deve fare chiarezza, ha aggiunto, e dire se l'unità nazionale è stata colpita o meno».

CONTINUA IL BRACCIO DI FERRO. Si tratta quindi di una mossa che ributta la palla nel campo della Catalogna, prolungando il braccio di ferro istituzionale in atto. La conferenza stampa di Rajoy è arrivata al termine di una riunione straordinaria del Consiglio dei ministri, convocato proprio per decidere come rispondere alla dichiarazione d'indipendenza "sospesa" per qualche settimana che le autorità di Barcellona hanno siglato martedì 10 ottobre.

I CONTENUTI DELLA DICHIARAZIONE. La dichiarazione è stata votata da 72 parlamentari su 120. Il testo prevede la creazione di «una Repubblica catalana quale Stato indipendente e sovrano», ma allo stesso tempo auspica «l'apertura di un negoziato con lo Stato spagnolo per definire un sistema di collaborazione per il beneficio di entrambe le parti». I suoi effetti sono temporaneamente sospesi.

«ATTACCO SLEALE E PERICOLOSO». Più tardi, il premier spagnolo ha chiarito il concetto in parlamento, ribadendo la linea dura nei confronti della Catalogna, protagonista di «un attacco sleale e pericoloso alla Costituzione, all'unità della Spagna e alla convivenza pacifica dei cittadini». «Il governo autonomo non ha rispettato la legge e le sentenze della Corte», ha aggiunto Rajoy. Che ha chiuso ogni porta al dialogo: «Non può esserci mediazione fra la legge democratica e l'illegalità. La costituzione vieta di negoziare sulla titolarità della sovranità nazionale. Devono tenerne conto i mediatori di buona volontà che si sono proposti».

LA CATALOGNA ANDRÀ AVANTI? Dalla Catalogna il portavoce del governo locale, Jordi Turull, ha già fatto sapere che se la Spagna dovesse decidere di applicare l'articolo 155 della Costituzione (leggi come funziona) la Generalitat andrà avanti sulla strada dell'indipendenza: «Se lo applicano vuol dire che non vogliono il dialogo e sarà chiaro che dobbiamo essere coerenti con i nostri impegni», ha dichiarato Turull.

La pagina 3 della dichiarazione di indipendenza catalana: «Costituiamo la Repubblica catalana, come Stato indipendente e sovrano, democratico e sociale».

«È urgente mettere fine alla situazione che si sta vivendo in Catalogna e che tornino la stabilità e la tranquillità nel più breve tempo possibile», ha ribattuto Rajoy, «serve procedere con prudenza e responsabilità». Per poi aggiungere: «La risposta del presidente Puigdemont determinerà le decisioni che il governo prenderà nei prossimi giorni».

L'UNIONE EUROPEA AL FIANCO DELLA SPAGNA. La Commissione europea, dopo gli ultimi sviluppi della situazione, è intervenuta attraverso il vice presidente Valdis Dombrovkis: «Bruxelles sostiene gli sforzi per superare le divisioni e assicurare l'unità e il rispetto della Costituzione spagnola. Abbiamo fiducia nelle istituzioni spagnole, nel premier Rajoy con cui il presidente Juncker è in contatto costante e in tutte le forze politiche che stanno lavorando verso una soluzione nel quadro della Costituzione spagnola».

ANCHE IL PSOE APPOGGIA IL PREMIER. Anche il Psoe, il principale partito d'opposizione, ha deciso di appoggiare «le misure costituzionali» che prenderà il premier Mariano Rajoy, se la risposta del presidente catalano Puigdemont non sarà soddisfacente. Il segretario dei socialisti spagnoli, Pedro Sanchez, si è dunque schierato sulla stessa linea del governo di Madrid.

ACCORDO BIPARTISAN PER RIFORMARE LA COSTITUZIONE. Sanchez ha detto anche di aver raggiunto un accordo con il premier Rajoy, per avviare una riforma della Costituzione che ridefinisca anche lo statuto della Catalogna. Una commissione sarà formata a breve e lavorerà per sei mesi, poi le sue conclusioni saranno sottoposte al parlamento. Una riforma della Costituzione, ha precisato Sanchez, è necessaria anche per la tenuta di un referendum legale di autodeterminazione, cu lo stesso leader socialista si è detto contrario.

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