Ambasciata Usa a Cuba
13 Ottobre Ott 2017 1500 13 ottobre 2017

Attacchi all'ambasciata americana a Cuba: il mistero in 5 punti

L'Associated Press ha ottenuto la registrazione del suono che sarebbe responsabile dei danni all'udito e al cervello riportati da 21 diplomatici Usa di stanza a L'Avana. Una prova che avvalora l'ipotesi di un attacco con un'arma ad ultrasuoni mai sperimentata prima.

  • Francesco Bertolino
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Come lo stridore di mille unghie sulla lavagna o il frinire di una gran quantità di grilli. Così si può descrivere il suono apparentemente responsabile del misterioso malessere che ha colpito 22 diplomatici americani di stanza a L'Avana. L'Associated Press, il 13 ottobre, ne ha pubblicato una registrazione ottenuta da fonti interne all'intelligence americana. La clip dura cinque secondi e contiene, secondo gli esperti, più di 20 frequenze diverse con picchi di intensità variabile. Il suono si può ascoltare nel video dell'Ap che abbiamo pubblicato sotto (non è pericoloso).

ULTRASUONI, SPIONAGGIO O AVVELENAMENTO? La registrazione avvalora l'ipotesi degli attacchi sonori: il personale Usa sarebbe stata vittima di un'arma a ultrasuoni mai sperimentata prima. Gli esperti, però, continuano a dubitare dell'esistenza e della realizzabilità di un congegno capace di produrre danni simili. Alcuni di loro propendono per spiegazioni alternative e avanzono le ipotesi dell'avvelenamento o della maldestra operazione di spionaggio.

ANCORA NESSUNO SVILUPPO NELLE INDAGINI. Le registrazioni, nel frattempo, sono stati inviate alla Marina e ai servizi segreti americani per essere analizzate. Ma, per il momento, nelle indagini non sono stati fatti passi avanti significativi: resta un mistero chi o che cosa abbia attaccato l'ambasciata americana a Cuba.

1. Le vittime: anche alcuni diplomatici canadesi presentano sintomi simili

Il numero dei diplomatici americani colpiti aumenta di giorno in giorno. Il paziente zero, il primo ufficiale a lamentare i sintomi, è del dicembre 2016, ma gli Stati Uniti hanno aspettato nove mesi prima di riconoscere pubblicamente l’esistenza dell’attacco. Nel frattempo il personale americano ha continuato ad ammalarsi. L’ultimo aggiornamento da parte del dipartimento di Stato Usa risale al 12 settembre: il conto è salito a 22.

ATTACCHI PERSINO IN HOTEL. In un primo tempo era sembrato che obiettivo degli attacchi fossero stati sempre e solo i locali dell’ambasciata cubana. Una circostanza poi smentita dal racconto di una vittima che ha riferito agli investigatori di aver sentito un suono stridente e assordante mentre si trovava nel letto di una camera dell’hotel Capri a L’Avana. In agosto, poi, il governo canadese ha dichiarato che almeno uno dei suoi diplomatici a Cuba ha presentato sintomi simili a quelli lamentati dal personale americano. Una rivelazione che complica ulteriormente il quadro: il Paese degli aceri vanta uno storico rapporto d’amicizia con il regime castrista e i suoi buoni uffici hanno favorito il disgelo con gli Stati Uniti.

Il Malecon, il lungomare de L'Avana dove si trova l'Hotel Capri.

2. I sintomi: danni seri e permanenti, ma la casistica è varia

Al presentarsi dei primi malesseri le vittime sono state trasportate negli Stati Uniti per esami approfonditi. I medici americani hanno riscontrato danni seri e, talvolta, permanenti, ma non sono stati in grado di tracciare una casistica univoca. I sintomi sono di tipo e gravità variabili: sordità permanente, danni temporanei all’udito, problemi di equilibrio, forti mal di testa, nausea, acufene (continuo fischio o ronzio alle orecchie).

RICOSTRUZIONI DIVERGENTI. Secondo le ultime indiscrezioni, alcune vittime avrebbero da ultimo manifestato difficoltà nel ricordare alcune parole e problemi di concentrazione. Altre, invece, sarebbero in via di totale guarigione dopo il rientro in patria. Anche le versioni dei diplomatici divergono, rendendo la vicenda ancora più intricata. C’è chi ricorda di aver avvertito vibrazioni e sentito un suono simile al frinire di cicale o grilli. Alcuni invece raccontano di essere stati svegliati da un trillo, come di una sveglia: trillo, però, subito scomparso non appena si erano alzati dal letto. Altri infine non rammentano di aver sentito alcun particolare rumore. Una parte delle vittime ha riconosciuto nella registrazione pubblicata dall'Associated Press il suono udito prima del manifestarsi dei sintomi.

L'ex-segretario di Stato americano John Kerry alla cerimonia di riapertura dell'ambasciata a Cuba.

3. L’arma a ultrasuoni: un attacco che gli esperti giudicano improbabile

Nonostante il dipartimento di Stato abbia sempre parlato di «incidenti», l’idea che i diplomatici Usa siano stati vittima di un attacco si è fatta presto strada nell’opinione pubblica americana. Secondo l’ipotesi più accreditata, contro di loro sarebbe stata utilizzata un’arma sonica o a ultrasuoni mai sperimentata prima. E la registrazione ottenuta dall'Associated Press avvalora ulteriormente questa ricostruzione. Gli esperti però continuano a dubitare che un’arma del genere esista.

MUSICA COME ARMA? DIFFICILE. In primo luogo un suono per causare danni deve essere udito: circostanza smentita dal racconto di alcuni diplomatici che non ricordano di aver sentito rumori assordanti. Talvolta, è vero, la musica è stata utilizzata come arma. Nel 1989, per esempio, gli Stati Uniti spararono brani dei Black Sabbath e dei Guns N’Roses a tutto volume per stanare il dittatore di Panama Manuel Noriega. Uno stratagemma di recente ripetuto dalle truppe americane per torturare i detenuti di Guantanamo. Ma si è trattato di episodi limite e, in ogni caso, di operazioni effettuate con modalità ben diverse da quelle riportate dal personale Usa agli investigatori. L’arma acustica, quindi, pare da scartare.

SERVIREBBERO MEZZI POTENTISSIMI. Resta la possibilità che per l’attacco sia stata utilizzato un congegno a ultrasuoni, una gamma di suoni che l’uomo non può sentire: per esempio, delfini e balene comunicano fra loro a una frequenza che l’orecchio umano non è in grado di catturare. Gli ultrasuoni possono effettivamente causare danni alla salute, ma, poiché si disperdono velocemente nell’aria, servirebbe un apparecchio potentissimo per produrne a distanza. A parere di Joseph Pompei, esperto di psicoaustica, poi, «danni al cervello e commozione cerebrale (come quelli riportati dai diplomatici americani) sono impossibili: bisognerebbe immergere una persona in una piscina piena di potentissimi trasduttori a ultrasuoni». Insomma, neanche l’attacco con un’arma ultrasonica sembra una spiegazione plausibile. Ma allora cosa o chi ha fatto ammalare il personale americano?

Il generale Manuel Antonio Noriega, dittatore di Panama fra il 1983 e il 1989. Nel 1992 gli Stati Uniti lo hanno condannato a 40 anni di carcere, dove è morto il 29 maggio 2017.

4. L’avvelenamento: una soluzione che non spiega tutto

Secondo John Oghalai, professore di chirurgia all’Università della California del Sud, esiste una spiegazione «molto più semplice». I 21 diplomatici americani sarebbero vittima di un avvelenamento: i danni all’udito sono uno dei sintomi tipici dell’intossicazione da mercurio o da piombo. Inoltre anche alcuni solventi industriali utilizzati per fabbricare gomma e plastica possono causare sordità temporanea e permanente.

CI PROVARONO GLI USA CON FIDEL. L’avvelenamento potrebbe essere casuale, dovuto per esempio all’ingestione di pesce o all’utilizzo di materiali contaminati. Ma potrebbe anche essere deliberato, opera di una potenza ostile e, in tal caso, Cuba e Russia sarebbero in cima alla lista dei sospetti. Del resto non sarebbe una novità nel “grande gioco” a L’Avana: stando ai documenti della Cia, gli americani stessi avrebbero tentato negli Anni 60 di uccidere Fidel Castro con dei sigari avvelenati.

E I RUMORI ASSORDANTI ALLORA? Anche l’ipotesi dell’avvelenamento lascia, però, spazio ad alcuni dubbi. Non rende ragione, infatti, di alcuni sintomi come la commozione cerebrale. Né, soprattutto, spiega la circostanza che alcuni diplomatici abbiano effettivamente sentito dei rumori assordanti, riconoscendoli poi nella registrazione pubblicata il 13 ottobre. Il mistero, perciò, rimane per il momento senza soluzione. In attesa che il responsabile venga individuato, però, gli Stati Uniti sembrano comunque pronti a prendere delle contromisure.

Il primo intervento di Fidel Castro all'Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1960.

5. Le reazioni: gli Stati Uniti parlano di incidente, ma prendono contromisure

Ufficialmente, le autorità statunitensi hanno sempre parlato di “incidenti” e mai di attacchi deliberati contro il proprio personale. Una prudenza che ha suscitato il sospetto che i diplomatici possano essere stati vittima di un maldestro tentativo di spionaggio: l’origine dei danni all’udito sarebbe da rintracciare nell'uso scorretto di apparecchiature di sorveglianza.

STOP AL RILASCIO DI VISTI A CUBA. Il dipartimento di Stato americano, però, non ha atteso che le indagini facciano luce sulla misteriosa vicenda: in agosto due diplomatici cubani sono stati espulsi dagli Stati Uniti e a settembre il governo Usa ha interrotto, a scadenza indefinita, il rilascio di visti a Cuba e fermato i viaggi di delegazioni ufficiali. Inoltre, ha ordinato al 60% del suo staff all'ambasciata dell'Avana di lasciare la sede di rappresentanza. Infine, ha minaccaito di diffondere un'allerta, invitando i cittadini americani a non recarsi sull'isola, dove rimane soltanto il «personale di emergenza». ll Segretario di Stato Usa, Rex Tillerson, ha però precisato che gli Usa manterranno le relazioni diplomatiche con Cuba.

L'AVANA: «USA AFFRETTATI». Il governo di Cuba ha definito la riduzione del personale diplomatico Usa all'Avana «una decisione affrettata», ribadendo che l'isola punta a «una cooperazione attiva» per chiarire il misterioso caso degli 'attacchi acustici' ai diplomatici statunitensi. Josefina Vidal, responsabile del ministero degli esteri per i rapporti con gli Stati Uniti ha sottolineato che «Cuba non ha alcuna responsabilità» nei presunti attacchi sonori e rispetta «senza eccezioni la protezione dell'integrità dei diplomatici accreditati nel paese e dei loro familiari».

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