Battisti, 'l'Italia è così arrogante'
13 Ottobre Ott 2017 1519 13 ottobre 2017

Cesare Battisti attacca l'Italia: «È un Paese arrogante»

L'ex terrorista condannato per quattro omicidi: «Non devo scuse per qualcosa che hanno commesso altri». Ma per il governo brasiliano «ha rotto il rapporto di fiducia» con le autorità locali. Confermata la volontà di estradarlo.

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Cesare Battisti continua a rilasciare interviste e accusa l'Italia di essere «un Paese arrogante», convinto che sia «un compito facile» portarlo via dal Brasile. Per l'ex terrorista dei Pac, condannato all'ergastolo per quattro omicidi, l'atteggiamento di Roma nei suoi confronti non sarebbe altro che un'espressione di «orgoglio e vanità». E alla domanda se intenda mandare un messaggio ai familiari delle vittime che la giustizia italiana gli imputa, risponde così: «Tutte le morti sono deplorevoli. Ma non c'è motivo che io chieda scusa per qualcosa che hanno commesso altri» (leggi anche: Perché estradare Cesare Battisti è un'ingiustizia per l'Italia).

"SCARICATO" DAL GOVERNO TEMER. Battisti, però, non è l'unico a parlare con la stampa. Il ministro della Giustizia brasiliano, Torquato Jardim, ha detto alla Bbc che l'ex terrorista ha «rotto il rapporto di fiducia» con il Brasile: «Ha cercato di uscire dal Paese senza una ragione precisa, dicendo che stava andando a comprare materiale da pesca. Ma ha commesso un illecito e aveva con sé una somma di denaro oltre il limite consentito».

IL PERMESSO CONCESSO DA LULA. La presa di posizione di Jardim è arrivata 48 ore dopo la diffusione della notizia secondo cui il presidente brasiliano, Michel Temer, intende revocare il permesso di soggiorno permanente concesso a Battisti dal suo predecesore, l'ex sindacalista Luiz Inácio Lula da Silva.

IN ATTESA DELLA PRONUNCIA DEL TRIBUNALE SUPREMO. Temer, prima di procedere, starebbe aspettando solo la pronuncia del Supremo tribunale federale, chiamato a decidere sull'habeas corpus (l'istituto giuridico a tutela delle libertà individuali) invocato dai legali di Battisti a settembre, quando l'Italia era tornata a sollecitare la sua estradizione.

L'ARRESTO A CORUMBÁ. La richiesta è stata ripresentata pochi giorni fa, dopo l'arresto dell'ex terrorista a Corumbá, città al confine con la Bolivia, in quello che molti hanno interpretato come un tentativo di fuga per evitare il rientro in Italia (leggi anche: Battisti, Temer revoca lo status di rifugiato all'ex terrorista).

JARDIM CONFERMA LA VOLONTÀ DI ESTRADIZIONE. Estradare Battisti, secondo il ministro Jardim, è possibile sulla base del trattato bilaterale in vigore tra Brasile e Italia, che definisce l'estradizione stessa un «atto sovrano». Jardim ha quindi confermato le intenzioni del presidente Temer, spiegando di essere stato lui a raccomandare al capo dello Stato di attendere la pronuncia del Tribunale supremo. Per Jardim, in ogni caso, il trattato consentirebbe di superare l'ostacolo giuridico citato dagli avvocati di Battisti: il fatto che siano passati ormai cinque anni dalla concessione del permesso di soggiorno permanente, periodo che renderebbe la misura non più revocabile.

ORLANDO APPREZZA L'ATTEGGIAMENTO DEL BRASILE. Il ministro della Giustizia italiano, Andrea Orlando, ha apprezzato le dichiarazioni del suo omologo. Per il nostro governo si tratta di un mutamento di prospettiva reso possibile dalla riapertura dei canali di cooperazione su basi di reciproca fiducia. Orlando auspica quindi che la vicenda evolva in maniera coerente con queste premesse.

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