Trump, mondo si unisca per fermare Iran
13 Ottobre Ott 2017 1734 13 ottobre 2017

Iran, Trump non certifica l'accordo nucleare

Il presidente: «Regime fanatico, bisogna rinegoziare». Israele applaude. Ora la palla passa al Congresso. Ma Ue e Russia: «L'intesa resta valida». Rohani: «Non esiteremo a rispondere».

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Donald Trump non certificherà il rispetto da parte dell'Iran dell'accordo internazionale sul nucleare. «Non possiamo effettuare questa certificazione» per l'accordo con l'Iran sul nucleare «e non lo faremo», ha detto Trump in conferenza stampa, sottolineando che darà istruzione alla sua amministrazione «di lavorare con il Congresso e con gli alleati, in modo che il regime iraniano non minacci il mondo con armi nucleari» (leggi anche: Iran, Trump minaccia l'accordo sul nucleare: le cose da sapere).

Dopo la de-certificazione dell'accordo sul nucleare iraniano il Congresso ha tre possibilità. La prima, ha spiegato il segretario di Stato Usa Rex Tillerson, è non fare nulla, la seconda reintrodurre le sanzioni (che Trump non chiederà), la terza, quella caldeggiata dal tycoon, è emendare la legge Usa sulla certificazione eliminando la scadenza periodica dei 90 giorni per il presidente ed inserire dei 'trigger point', una sorta di linee rosse oltre le quali le sanzioni scattano in modo automatico. «L'Iran non rispetta lo spirito dell'accordo» sul programma nucleare, ha sottolineato Trump. E gli Usa intendono lavorare con gli alleati per contrastare «le attività destabilizzanti» di Teheran e varare «nuove sanzioni».

ISRAELE SODDISFATTO. «Una decisione coraggiosa di cui mi congratulo con il presidente Trump», ha commentato il premier israeliano Benyamin Netanyahu. Il presidente americano si sarebbe «misurato con determinazione con il regime terroristico iraniano e ha creato un'opportunità per aggiustare questo cattivo accordo, per respingere le aggressioni iraniane e per confrontarsi con il suo sostegno al terrorismo».

UE E RUSSIA NON CI STANNO. Dura la reazione di Federica Mogherini, Alto rappresentante della politica estera dell'Unione europea: «Non possiamo permetterci di mettere fine a un accordo che sta dando risultati» e di cui l'Aiea «ha verificato per otto volte il rispetto». L'accordo inoltre, secondo Mogherini, «non può essere rotto da un solo Paese, perché non è un'intesa bilaterale ma internazionale, avallata da una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump non ha il diritto di rescinderlo». Anche la Russia si è schierata sulla stessa linea. Il ministro degli Esteri, Serghiei Lavrov, ha confermato per telefono al suo omologo iraniano Javad Zarif che Mosca resta impegnata nel rispetto dell'accordo.

GERMANIA, FRANCIA E REGNO UNITO DIFENDONO L'INTESA. Germania, Francia e Regno Unito hanno «preso atto» della decisione del presidente Trump, ma restano «impegnati» a rispettarlo nel «comune interesse nazionale» di Berlino, Parigi e Londra. L'espressione è contenuta in una dichiarazione congiunta di Angela Merkel, Emmanuel Macron e Theresa May diffusa da Downing Street.

GENTILONI SI AGGREGA. Il premier italiano, Paolo Gentiloni, si è aggregato: «L'Italia prende atto della decisione del presidente Trump e si unisce alla preoccupazione espressa da Francia, Germania e Regno Unito per le possibili conseguenze. Preservare l'accordo, unanimemente fatto proprio dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu, corrisponde a interessi di sicurezza nazionali condivisi».

ROHANI: «NON È UN ACCORDO BILATERALE». «Trump non può fare quello che vuole», ha replicato infine il più diretto interessato, il presidente iraniano Hassan Rohani, con un discorso in diretta tivù. L'accordo sul nucleare, ha ricordato Rohani, «è stato ratificato dall'Onu, non è un accordo bilaterale». Poi l'affondo: «Come fa Trump a rivendicare il ruolo di paladino contro il nucleare, quando gli Stati Uniti sono stati i primi a utilizzare il nucleare non una volta, ma due, contro un altro Paese?». «Abbiamo cooperato con l'Aiea e continueremo a farlo», ha concluso Rohani, «ma se l'altra parte non rispettasse i propri impegni, si sappia che l'Iran non esiterà a rispondere. Continueremo a rafforzare le nostre capacità di difesa. Le nostre armi ed i nostri missili sono per la nostra difesa».

MACRON INVITATO IN IRAN. Rohani ha anche invitato il presidente francese Emmanuel Macron a visitare l'Iran. Si tratterebbe del primo viaggio di un capo di Stato francese in Iran dal 1971. Fonti iraniane precisano che l'invito è stato fatto per il 2018.

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