Trump

Trump e il Russiagate

Nbc, Clinton concede vittoria a Trump
25 Ottobre Ott 2017 1427 25 ottobre 2017

Russiagate: Hillary Clinton finanziò dossier anti-Trump

Secondo il New York Times la candidata democratica ingaggio degli investigatori per raccogliere informazioni sui presunti legami tra Donald Trump e il suo entourage e la Russia.

  • ...

La campagna di Hillary Clinton e il partito democratico pagarono per realizzare una parte del dossier sui presunti legami tra Donald Trump e il suo entourage da una parte e la Russia dall'altra. Lo ha rivelato il New York Times, citando il portavoce di uno studio legale che lo scorso anno assunse a Washington alcuni 'investigatori privati' per raccogliere informazioni per conto dell'ex first lady, allora candidata alla Casa Bianca. La risposta di Donald Trump non si è fatta attendere: «La campagna di Clinton e il Democratic National Committee hanno pagato per ricerche che hanno portato a un dossier anti-Trump fatto di fake news. La vittima qui è il presidente», ha twittato il tycoon commentando la notizia del quotidiano americano.

PRIME INDAGINI NELL'APRILE DEL 2016. La rivelazione è emersa da una lettera inviata agli inquirenti nel corso di un processo. Il dossier, osteggiato dall'amministrazione Trump, è stato compilato da un ex spia britannica che era stata contattata dalla società d'indagine Fusion GPS. La lettera dice che la società iniziò a lavorare per lo studio legale Perkins Coie nell'aprile del 2016. Scritta da uno dei partner dello studio legale, la lettera spiega che la Fusion GPS aveva già svolto ricerche per uno o più clienti durante le primarie repubblicane.

12 MILIONI DAL COMITATO CLINTON. Lo studio Perkins Coie è stato pagato 12,4 milioni di dollari per rappresentare la campagna elettorale della Clinton. Il ruolo del comitato per l'elezione di Clinton e del partito nel finanziamento e ricerca per il dossier su Trump era stato evidenziato da dal Washington Post. Quando i democratici iniziarono a pagare per fare ricerche su Trump il tycoon stava combattendo contro l'establishment repubblicano durante le primarie. L'ex Segretario di Stato e i suoi collaboratori stavano cercando di capire come concorrere contro un candidato che aveva già risposto agli attacchi degli altri candidati del Gop.

LA FUSION GPS SCEGLE DI NON COMMENTARE. A quel punto la Fusion GPS assunse Christopher Steele, una rispettabile spia britannica con una grande esperienza sulla Russia, con lo scopo di condurre un'indagine sulle connessioni tra Trump, i suoi affari, il suo comitato elettorale e Mosca. Qualche mese dopo Steele produsse una serie di memo sulla presunta cospirazione tra il comitato Trump e il governo russo di influenzare il voto presidenziale. Brian Fallon, che è stato portavoce della campagna elettorale della Clinton, ha scritto su twitter di non essere a conoscenza del fatto che Steele abbia lavorato per la campagna democratica prima delle elezioni. «Se avessi potuto, sarei andato in Europa per aiutarlo». Intanto la Fusion GPS si è chiusa nel silenzio rifiutando di commentare.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso