Attentato New York
31 Ottobre Ott 2017 2038 31 ottobre 2017

New York, veicolo piomba su pista ciclabile: cosa sappiamo

Almeno otto morti e 11 feriti a Manhattan. L'autista è sceso impugnando armi finte ed è stato arrestato. Gridava «Allah u akbar». L'Fbi indaga per terrorismo. L'Isis esulta sui social.

  • ...

L'autore della strage più grave che New York ricordi dai tempi dell'11 settembre ha un nome. Si tratta Sayfullo Saipov, un uzbeco di 29 anni. L'uomo è piombato con un pick-up su una delle più affollate piste ciclabili di Manhattan uccidendo otto persone e ferendone altre 11. L'attacco è avvenuto intorno alle tre del pomeriggio del 31 ottobre. Secondo diverse fonti Saipov avrebbe gridato «Allah u akbar» prima di essere arrestato dopo una brevissima fuga. Sul furgoncino sono stati trovati documenti di vicinanza all'Isis mentre diversi sostenitori dello Stato islamico hanno celebrato l'attacco sui social.

1. La dinamica: la corsa folle finita con l'arresto

L'attentatore a bordo del pick-up ha travolto la folla su una pista ciclabile prima di schiantarsi contro uno scuolabus. Poi è sceso impugnando armi finte, di cui una ad aria compressa. A quel punto le forze dell'ordine hanno sparato contro di lui, colpendolo all'addome, e lo hanno arrestato.

2. Le vittime: almeno otto morti e 11 feriti

Almeno otto persone sono morte travolte dal pick-up e altre 11 sono rimaste ferite. Lo ha confermato il sindaco di New York, Bill de Blasio. Dai tempi delle Torri Gemelle, il primo attentato terroristico di rilievo a New York, cioè con numerose vittime. «Un altro attacco da parte di una persona molto malata e squilibrata», ha scritto su Twitter il presidente Donald Trump. Tra le vittime ci sono cinque cittadini argentini e un belga.

UCCISI 5 AMICI ARGENTINI. La storia più dolorosa è quella di cinque amici argentini. Ex studenti di un istituto tecnico di Rosario erano a New York con altri amici per festeggiare il titolo di studio ottenuto 30 anni fa. A rendere noto che tra le persone morte nell'attacco c'erano degli argentini è stato il ministero degli esteri di Buenos Aires, sottolineando «la ferma condanna alle azioni del terrorismo e la violenza». «Il governo manifesta le proprie condoglianze per la morte di Hernan Diego Mendoza, Diego Enrique Angelini, Alejandro Damian Pagnucco, Ariel Erlij e Hernan Ferruchi», ha sottolineato il ministero, ricordando inoltre che «Martin Ludovico Marro è rimasto ferito ed è ricoverato presso il Presbiterian Hospital di Manhattan».

MACRI: «SCOSSO PER LE MORTI». Insieme agli uomini deceduti, tutti tra i 45 e i 50 anni, e a Marro, c'erano altri quattro amici illesi: il gruppo, precisa il quotidiano La Nacion, aveva affittato delle biciclette per fare una passeggiata lungo la pista ciclabile nella zona sud di Manhattan. Il presidente Mauricio Macri si è detto via twitter «profondamente scosso per le tragiche morti. Il governo argentino, ha aggiunto, è a disposizione dei familiari delle vittime».

UCCISA UNA DONNA BELGA DI 31 ANNI. L'altra vittima dell'attacco è una giovane donna di 31 anni di origine belga come confermato dai media belgi. La donna, Ann-Laure Decadt, madre di due bimbi di 3 anni e di 3 mesi, era originaria di Staden, nelle Fiandre occidentali, e stava visitando la città in bicicletta insieme alla madre e a due sorelle, che sono rimaste illese.

3. L'attentatore: avrebbe gridato «Allah u akbar»

L'attentatore, Sayfullo Saipov, è di nazionalità uzbeca. In base alle prime informazioni disponibili sarebbe arrivato negli Stati Uniti nel 2010. Ha 29 anni ed è residente a Tampa, in Florida. Dopo la strage avrebbe gridato «Allah u akbar». È uscito dal pick-up e ha percorso un breve tratto di strada a piedi, impugnando due pistole giocattolo, fatto che lascia intravedere due ipotesi: voleva scatenare più panico possibile e allo stesso tempo era pronto a essere ucciso. La polizia ha sparato ferendolo all'addome, poi lo ha arrestato. L'uomo ha agito da solo, anche se in un primo momento si temeva che ci fosse un complice armato. «È un lupo solitario e al momento non emerge un piano più ampio», ha detto il governatore dello Stato di New York, Andrew Cuomo che ha successivamente spiegato come Saipov si fosse «radicalizzato» negli Stati Uniti.

UN AMICO: «LAVORAVA PER UBER». Il New York Post ha taccolto la testimonianza di Kobiljon Matkarov, un amico del killer. L'uomo ha raccontato che l'attentatore era un conducente di auto per Uber e «una persona molto amichevole, per me un fratello piccolo». Matkarov, di origine uzbeca come il Saipov, ha incontrato Saipov cinque anni fa in Florida. Saipov poi si sarebbe trasferito in New Jersey, dove abitava almeno fino all'estate scorsa.

1.400 CORSE COME AUTISTA UBER. Le prime indagini intorno alla figura di Saipov ganno rivelato che il killer ha vissuto per un breve periodo in Ohio, dove si è sposato con una ragazza uzbeka. L'uomo avrebbe vissuto a Cincinnati nelle settimane seguenti al suo arrivo negli Stati Uniti e in Ohio avrebbe anche ricevuto la licenza per guidare camion. Secondo indiscrezioni si sarebbe poi trasferito in Florida, a Tampa, e più di recente in New Jersey. Anche se negli ultimi due mesi avrebbe snodato la sua vita tra i due Stati. Come detto in precedenza nell'ultimo periodo Saipov è diventato autista per Uber: la società ha spiegato che il killer ha superato tutti i controlli e ha lavorato per l'app di auto con conducente per 6 mesi, effettuando 1.400 corse.

4. L'ipotesi terrorismo: dinamica tipica dell'Isis

L'Fbi ha assunto il comando delle indagini, dal momento che la strage viene trattata come un atto terroristico. Non ha dubbi il Site di Rita Katz, il sito di monitoraggio del terrorismo islamico sul web. «Non c'è nessuna rivendicazione dell'attacco a New York, ma le modalità, come l'uso di un mezzo lanciato sulla folla, sono in linea con le istruzioni dell'Isis», ha spiegato la direttrice. I sostenitori dell'Isis hanno festeggiato: «Avete ucciso uomini, reso vedove le donne, orfani i bambini. Cosa vi aspettavate!», è uno degli slogan più diffusi sui network jihadisti. Lo riferisce sempre il Site.

SAIPOV COLLABORA CON LA POLIZIA. Il killer intanto ha iniziato a parlare con gli investigatori. Attualmente l'uomo è in ospedale, dove è ricoverato dopo un intervento chirurgico. Secondo indiscrezioni Saipov si è mostrato abbastanza «collaborativo». Secondo fonti di polizia citate dai media americani, nel computer dell'uomo è stato trovato materiale legato all’Isis. Stando ad altre fonti sentite dall'Abc l'uomo si sarebbe detto «orgoglioso» dell'attacco. Per la Cbs l'attentatore avrebbe confidato agli gli investigatori che avrebbe continuato a uccidere lungo la pista ciclabile se il furgoncino non si fosse scontrato con il pulmino della scuola.

IL KILLER: «HO AGITO PER CONTO DELL'ISIS». Qualche ora dopo l'attacco nei pressi del furgoncino bianco sono stati rinvenuti appunti scritti a mano in arabo che indicavano lealtà all'Isis e che riportavano delle note sul fatto che l'attacco fosse stato condotto per conto dello Stato Islamico e che il Califfato «sarebbe durato per sempre». Secondo le prime indagini Saipov frequentava la moschea di Paterson, in New Jersey, località dove viveva con la moglie e due figli. Secondo indiscrezioni la moschea era finita nel mirino nel 2006 del criticato programma di sorveglianza della comunità musulmana della polizia di New York interrotto nel 2014.

LA POLIZIA: «ATTACCO PROGETTATO DA SETTIMANE». In una conferenza stampa tenuta il primo novembre John Miller, il vice commissario della polizia di New York, ha confermato che Saipov si trova legalmente sul suolo americano dal 2010 e che ha «pianificato l'attacco per settimane». L'uomo sapeva infatti in che zona della città non c'erano le barriere antisfondamento e sapeva dove colpire. Sempre secondo la polizia newyorchese il killer avrebbe seguito le istruzioni dell'Isis disponibili online su come effettuare un attacco. Nel furgoncino con il quale ha condotto l'attacco sono stati trovati anche diversi coltelli.

ATTENTATORE INTERROGATO NEL 2015. Secondo l'emittente Abc Saipov venne interrogato da agenti federali dell'Homeland Security nel 2015 per sospetti legami con elementi jihadisti, ma non emersero prove e non fu indagato. Il nome e l'indirizzo di Saipov vennero indicati come «punto di contatto» per due elementi inseriti nell'elenco dell'antiterrorismo perché arrivati da "Paesi minaccia". Uno dei due da allora è sparito ed è ricercato come «sospetto terrorista».

5. La polemica politica: De Blasio e Cuomo: «Trump non strumentalizzi»

A stretto giro dall'attacco il presidente Trump si è messo a twittare complessivamente. «Il terrorista è arrivato nel nostro paese grazie alla cosiddetta "lotteria per la diversità dei visti", una bellezza di Chuck Schumer. Li voglio in base al merito», ha affermato il presidente. «Ci battiamo per un'immigrazione basata sul merito, non più con lotterie volute dai democratici», ha scritto ancora su twitter, inveendo soprattutto contro il senatore democratico Chuck Schumer accusato di «importare i problemi europei, come detto dal colonnello Tony Shaffer. Dobbiamo fermare questa follia». Il presidente ha fatto riferimento all'attacco vicino al World Trade Center condotto con modalità simili a quelli condotti a Nizza e Barcellona. Il democratico Schumer è uno dei sostenitori degli ingressi con lotteria nel paese. Con l'occasione il presidente ha evocato la possibilità di inviare a Guantanamo l'attentatore di New York. «Certamente lo considererò», ha detto rispondendo ad una domanda di un giornalista a margine di una riunione alla Casa Bianca.

TRUMP: «CONGRESSO CANCELLI LOTTERIA». Per queste ragioni Trump chiederà al Congresso di iniziare «immediatamente» a lavorare per mettere fine al programma dei visti per diversificare l'immigrazione, di cui ha beneficiato anche l'autore della strage. «Prenderò tutte le misure necessarie per proteggere il nostro popolo», ha detto. «Tutta l'America sta pregando ed è addolorata per le vittime. I nostri cuori sono infranti per loro», ha detto in una riunione di governo alla Casa Bianca.

DE BLASIO E CUOMO: «TRUMP NON POLITICIZZI L'ATTACCO». Piccata la replica del sindaco della città e del governatore dello Stato. «L'attacco a New York non va politicizzato», ha affermato Bill de Blasio, in un'intervista alla Cnn, «L'ultima cosa che il presidente o chiunque dovrebbe fare è politicizzare questa tragedia». Dello stesso avviso anche Andrew Cuomo che commentando i tweer del tycoon ha detto: «Non è il momento di fare politica, non è il momento di fomentare l'odio». Sulla lotteria per la green card risponde anche lo stesso Schumer: «L'immigrazione è un bene per l’America».

Articolo aggiornato alle 18:10 del 1 novembre.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso