9 Attacco Nordcoreano
2 Novembre Nov 2017 1648 02 novembre 2017

Corea del Nord, Seul: «Il regime ha ripreso le epurazioni»

L'intelligence del Sud ritiene che Kim Jong-un abbia ricominciato a «reprimere il dissenso» e a punire i «funzionari sleali» nei suoi confronti.

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L'intelligence di Seul ha detto di ritenere che la Corea del Nord abbia ripreso le epurazioni per reprimere il «dissenso» e i funzionari sleali verso il leader Kim Jong-un: è l'ultima valutazione dei vertici dell'agenzia dei servizi segreti, esposta in un'audizione parlamentare. «Il presidente Kim ha di recente rafforzato il monitoraggio dei suoi funzionari senior e ripreso le epurazioni e le esecuzioni su cui si era astenuto per un certo periodo di tempo», hanno riferito gli 007 di Seul nella loro audizione (leggi anche: Corea del Nord, bombardieri americani sorvolano il confine).

L'allarme lanciato da Seul si accompagna ai nuovi rischi geopolitici dell'area. La stessa intelligence sudcoreana è convinta che Pyongyang stia per effettuare nuovi test nucleari o nuovi test missilistici. L'allarme dei servizi arriva a ridosso della visita del presidente Usa Donald Trump in Asia in cui dominerà proprio il dossier nordcoreano. Dello stesso avviso anche il consigliere per la sicurezza nazionale H.R. McMaster: quella nordcoreana è una minaccia «al mondo» e quindi la risposta deve essere globale con l'obiettivo di una denuclearizzazione «completa, verificabile e totale».

SI SPERA NELL'AIUTO DI PECHINO. Washington spera di avere una sponda anche da Pechino dove il presidente farà una tappa. Un incontro delicato perché se su Xi il tycoon ha puntato fin dall'inizio per fargli da sponda mentre lui tenta di sbrogliare la matassa diplomatica che la Corea del Nord rappresenta, dall'altra la Casa Bianca oggi può soltanto ripetere che la Cina sta facendo di più, ma non è abbastanza. Ma gli Usa intendono comunque evitare guerre commerciali spingendo sulla diplomazia, con McMaster che ha invitato alla pazienza, almeno per qualche mese, affermando che la strategia per ora non cambia, «dobbiamo aspettare qualche mese per vedere se ci sono miglioramenti», ma la mano resta ferma, al punto da valutare se reinserire la Corea del Nord nella lista dei paesi che sponsorizzano il terrorismo.

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