Jerome Powell
2 Novembre Nov 2017 2018 02 novembre 2017

Usa, Jerome Powell nuovo presidente della Fed

Donald Trump ufficializza la nomina, che ora resta in attesa dell'approvazione del Senato. Da lui ci si attende una politica monetaria in continuità con Yellen, ma una rottura sul piano delle regole.

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Nessuna sorpresa. Come ampiamente previsto dalle indiscrezioni della vigilia, il presidente americano Donald Trump ha scelto Jerome 'Jay' Powell come prossima guida della Fed. Powell, nominato alla banca centrale nel 2012 da Barack Obama, prenderà il posto di Janet Yellen. La decisione deve ora essere confermata dal Senato.

IL PIÙ RICCO DAGLI ANNI 40. Avvocato, 64enne e il primo senza un Ph. D. in Economia dal 1981, Powell assume dunque le redini della banca centrale e, in linea con l'amministrazione Trump, ne diventa il presidente più ricco dagli Anni 40: Powell ha infatti una fortuna stimata in 19,4-55 milioni di dollari. Una ricchezza accumulata durante la sua esperienza nella società di private equity Carlyle, dove ha lavorato prima di entrare al Tesoro americano sotto George H. W. Bush: era vice segretario con la responsabilità per la finanza quando scoppiò il caso Salomon Brothers, travolta da uno scandalo sui bond che le fece quasi chiedere la bancarotta. «Un caso che ancocra mi fa venire gli incubi», ha detto di recente.

ALLEATO DI YELLEN. Powell è stato uno degli uomini che, dietro le quinte, ha favorito l'arrivo di Warren Buffett alla guida di Salomon stemperando la tempesta sui mercati. 'Centrista' dal punto di vista dell'inflazione e alleato di Yellen all'interno della Fed, il repubblicano Powell è stato nominato alla banca centrale americana nel 2012 da Barack Obama. L'ex presidente lo aveva scelto per favorire l'approvazione di un altro candidato alla Fed, Jeremy Stein: Obama li aveva infatti nominati contemporaneamente nel tentativo pragmatico di soddisfare i repubblicani in Senato, che pIù volte si erano rifiutati di procedere con votazioni su nomine per posizioni di regolamentazione.

L'UOMO DELLA CONTINUITÀ. Powell, che dalla sua casa di Washington va in bicicletta la lavoro, è considerato una 'colomba', l'uomo della «continuità» sul fronte della politica monetaria. Secondo gli osservatori, si tratta di una scelta 'sicura' per Trump, che mostra di essere così in grado di resistere alle pressioni più conservatrici del partito repubblicano, che preferirebbero il falco John Taylor. E di capire la delicatezza del ruolo della presidenza della Fed

ROTTURA SULLE REGOLE. Se da Powell ci si attende una politica monetaria di continuità, sul fronte delle regole c'è una rottura con Yellen. Powell infatti è a favore di un loro allentamento, e questo sarebbe il motivo per cui Trump lo ha scelto. Ma i mercati non reagiscono con euforia alla sua nomina, ricordando le parole di Ben Bernanke nel libro sulla crisi The courage to act. L'ex presidente della Fed ricostruisce infatti come sia stata proprio la reticenza di Powell ad aver contribuito al 'taper tantrum': 'Jay' Powell era infatti uno dei 'three amigos' che Bernanke temeva potessero mettere a rischio agli acquisti di bond. «Come Jay mi ha detto» - scriva Bernanke - «abbiamo bisogno di una rampa di uscita». Una rampa di uscita che ora Powell ha la possibilità di seguire.

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