Emesso mandato arresto Ue per Puigdemont
3 Novembre Nov 2017 1510 03 novembre 2017

Catalogna, i fatti principali del 3 novembre

Firmato il mandato d'arresto europeo per Puigdemont. Il presidente destituito su Twitter: «Govern incarcerato per le sue idee e per essere stato fedele al mandato approvato dal parlamento».

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Anche il presidente catalano Carles Puigdemont ha ricevuto il mandato d’arresto europeo firmato dai giudici spagnoli. A confermarlo è stato il suo legale, Paul Bekaert, alla tivù belga Vrt: «Sono stato informato dal mio cliente che il mandato è stato emesso contro di lui e altri quattro ministri che si trovano in Belgio». La notizia della firma dei giudici spagnoli è stata confermata nella tarda serata del 3 novembre, dopo che era già scattato il carcere per per otto dei 13 membri del Govern, accusati di «sedizione e ribellione» per aver portato avanti il progetto politico dell’indipendenza catalana. Secondo un'indiscrezione dell'emittente Tv3 la richiesta del giudice Lamela è arrivata leggermente in ritardo a causa della ricerca di argomenti per convincere la giustizia belga. Diversi giuristi catalani e spagnoli ritengono infatti infondata l'accusa di 'ribellione'.

MADRID: «I MINISTRI POTRANNO CANDIDARSI ALLE ELEZIONI». Il portavoce del governo spagnolo Inigo Mendez de Vigo ha confermato che i membri del Govern catalano destituito da Madrid potranno presentarsi alle elezioni del 21 dicembre. «Finché non c'è condanna definitiva chiunque abbia i diritti civili intatti può presentarsi alle elezioni» ha affermato rispondendo alle domande dei cronisti dopo la riunione settimanale dell'esecutivo spagnolo.

PUIGDEMONT: »PRONTO A CANDIDARMI DALL'ESTERO». Intervistato dalla tv belga Rtbf presidente catalano destituito, Carles Puigdemont si è detto pronto a candidarsi alle elezioni del 21 dicembre, anche dall'estero. Puigdemont in passato aveva detto che non si sarebbe ricandidato al termine del suo mandato, che evidentemente non ha completato.

«INCARCERATI PER LE NOSTRE IDEE». Puigdemont ha anche aggiunto su Twitter che «il governo legittimo della Catalogna incarcerato per le sue idee e per essere stato fedele al mandato approvato dal parlamento catalano. Il clan furioso del 155 (l’articolo della Costituzione applicato da Madrid per destituire il governo catalano) vuole il carcere. Il clan sereno dei catalani, la libertà». Mentre veniva notificato a Puigdemont il mandato d’arresto, decine di migliaia di persone sono scese in piazza in tutte le città catalane al grido di «Llibertat!», per denunciare l’incarcerazione dei ministri del Govern.

Un gruppo di manifestanti fuori dal parlamento di Barcellona. (fonte: Getty Images))

Ora la Spagna inoltrerà ai procuratori federali di Bruxelles una richiesta di estradizione, ma non è scontato che la domanda venga accolta. Perché l’estradizione sia concessa bisogna che il diritto belga riconosca il reato di cui è accusato l’imputato. Ma è difficile trovare nel codice penale belga l’equivalente delle accuse contestate (leggi anche: Cosa può fare Puigdemont contro la richiesta di arresto).

PRIMA NOTTE IN CARCERE PER I MINISTRI. Intanto il numero due del Govern, Oriol Junqueras, ha passato la prima notte nel carcere di Estremera, vicino a Madrid. Con lui anche i ministri degli Esteri Raul Romeva, degli Interni Joaquim Forn, della Giustizia Carles Mondò e le ministre Meritxell Borras e Dolors Bassa. La giudice Carmen Lamela ha giustificato il loro arresto senza cauzione con il pericolo di fuga e reiterazione di reato, dopo averli convocati nella mattina di giovedì 2 novembre a Madrid per interrogarli. I loro legali hanno denunciato una procedura sbrigativa, irregolarità e gravi violazioni del diritto di difesa.

DUE AGENTI INSULTANO JUNQUERAS DOPO L'ARRESTO. Solleva reazioni sdegnate sui social un video diffuso da La Vanguardia nel quale tre agenti spagnoli prendono in giro e insultano il vicepresidente catalano Oriol Junqueras dopo la decisione della giudice Carmen Lamela di arrestarlo. Nelle immagini i tre agenti della Audiencia Nacional fanno fra l'altro commenti volgari sulle possibili sevizie sessuali che il vicepresidente, che chiamano «l'orsetto», potrebbe subire in carcere. Il video è stato ripreso 5.500 volte su Twitter, con commenti indignati, in poche ore. La direzione della polizia nazionale spagnola ha annunciato l'apertura di un'inchiesta interna «riservata».

L'arresto dei membri del governo ha scatenato le proteste di tutta la regione. Diversi manifestanti hanno interrotto il traffico su diverse strade e autostrade. Le organizzazioni della società civile hanno convocato nuove manifestazioni per la liberazione dei «detenuti politici» davanti ai municipi in tutte le città della Catalogna alle 19 del 3 novembre. Il comune di Barcellona ha chiesto in una risoluzione urgente l'«immediata» liberazione dei ministri. In un documento approvato durante una riunione straordinaria il Consiglio comunale ha chiesto «la liberazione immediata di tutti i detenuti politici» e ribadito che l'esecutivo di Puigdemont è il «governo legittimo» della Catalogna.

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